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Lontano dalla folla..

“Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla. Colui che va da solo sarà più probabile che si troverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato.”

Albert Einstein
Immagine personale – Giardini La Mortella – Ischia

Gli itinerari già percorsi, sono quelli più sicuri, quelli più battuti dal calpestio degli scarponi della gente, quelli già visti, esempi conformistici di scenari preconfezionati.

La curiosità della scoperta, lascia aperta la nostra mente a nuove possibilità, non conformistiche. Spingiamoci più in la, dove la folla non arriva..

dott. Gennaro Rinaldi

Siamo la somma dei nostri pensieri o la somma delle nostre scelte?

Immagine Personale: ” Quanto (Io) sono la mia scelta? “

Durante i corsi di “Psicologia dello sviluppo” il mio professore (ammetto.. uno dei migliori mai incontrati), ci sottopose tutta una serie di “dilemmi morali” a cui in maniera divertita (e probabilmente anche uno pò sadica, ironica e compiaciuta), assisteva alle nostre – spesso assurde – rispostone. Oggi condivido con voi il pensiero di Kolberg, noto psicologo e filosofo conosciuto proprio per le sue teorie sullo sviluppo morale.

Secondo Lawrence Kohlberg lo sviluppo morale evolve dall’infanzia all’età adulta passando per punti di svolta; si ha in sostanza il passaggio da un livello inferiore di ragionamento morale a uno superiore. La teoria considera in particolar modo come un individuo affronta e risolve – a livello cognitivo- conflitti o dilemmi relativi all’ambito morale. Le questioni poste da Kohlberg sono:

  1. che cosa è giusto fare
  2. perchè è giusto
  3. quali prospettive sociomorali sono sottese al ragionamento nei vari stadi

Il punto di partenza di Kohlberg è rappresentato dal sottoporre ai soggetti il noto “Dilemma di Heinz”:

“Heinz é un uomo la cui moglie è ammalata di cancro, ma che potrebbe essere salvata da un farmaco inventato da un farmacista della sua città. Questi però, volendo far soldi con la sua scoperta, pretende una cifra molto elevata, che Heinz non può pagare: invano egli chiede al farmacista di ridurre la cifra o di pagare successivamente per poter salvare la moglie, così Heinz é alle prese col dilemma se rubare il farmaco o veder morire sua moglie”.

In base alle risposte analizzate, Kohlberg identifica 3 livelli di ragionamento morale: pre-convenzionale, convenzionale e post-convenzionale ognuno dei quali è suddiviso a sua volta in 2 stadi corrispondenti a diverse forme di ragionamento.

Livello 1: Nel livello pre-convenzionale (si manifesta nei bambini fino a 9- 10 anni), la persona vive le norme morali e sociali come esterne e non soggette alla riflessione personale. Bambini o individui fermi a questo livello (Kohlberg vi include anche alcune categorie di delinquenti), non hanno percezione del nesso tra regole di comportamento e funzionamento sociale. Le regole vengono pertanto rispettate solo per massimizzare i propri interessi ed evitare i guai e quando possibile, soddisfare i bisogni personali. L’individuo crede che rispettare le regole porti a un vantaggio, mentre disobbedire comporterebbe una punizione. La risposta fornita al dilemma è :“Non deve rubare il farmaco altrimenti andrebbe in prigione”. Gli stadi di tale livello sono: Orientamento premio-punizione; Orientamento individualistico e strumentale.

Livello 2: livello convenzionale (livello raggiunto dalla maggior parte delle persone che, assesta il proprio sviluppo morale a tale livello). Convenzioni, obblighi, regole o aspettative sono sperimentate come componenti salienti del sè. Il fatto che la maggior parte delle persone raggiunga questo livello è evidenziabile nel fatto che esse, si identifichino con un sistema di obblighi o aspettative verso organismi sociali (es la società) o organismi più ristretti (la famiglia). A tale livello si trova un certo conformismo sociale in quanto l’adesione alle regole avviene in modo acritico. La risposta al dilemma è : “bisogna sempre rispettare le leggi”. Gli stadi di tale livello sono: Orientamento del bravo ragazzo o del conformismo e delle mutue aspettative interpersonali; Del sistema sociale e coscienza.

Livello 3: post-convenzionale (livello raggiunto solo da pochi individui). I giudizi morali sono formulati sulla base di un’adesione a valori generali come: libertà, equità, solidarietà. Bisogni personali e leggi della società sono subordinate a principi generali. Obbligatorio infatti, in questo stadio indica qualcosa (adesione a principi) liberamente scelti. Occorre rispettare le regole della società, consapevoli che sono frutto di un contratto tra persone, ma alcuni valori, come il diritto alla vita e alla libertà, non possono mai essere messi in discussione. La risposta al dilemma è: “Il furto di Heinz è giustificato dal fatto che c’è un vita umana in pericolo, ciò che trascende gli interessi personali del farmacista sul farmaco”. Gli stadi di tale livello sono: Del contratto sociale e dei diritti individuali; Principi etici e universali.

E voi? cosa avreste fatto al posto del nostro Heinz? Rispondete pure con il massimo della libertà (morale).

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Se io dico 3 invece è 2 : tu, che fai?

Dal conformismo alla pressione del gruppo: lo studio di Asch.

Con il termine conformismo ci si riferisce al cambiamento del comportamento, dei pensieri e sentimenti che le persone attuano in conseguenza di una pressione (reale o immaginata) effettuata da parte di un gruppo.

Lo psicologo sociale Solomon Asch decise di strutturare un esperimento per indagare più nello specifico, il fenomeno.

L’esperimento consiste nel mettere in fila una serie di persone alle quali lo sperimentatore, dirà che stanno per prendere parte a uno studio sul giudizio percettivo. A tal proposito viene mostrata una linea standard e 3 linee di paragone. I soggetti sperimentali devono pertanto dire quale delle 3 linee di paragone, corrisponde (ovvero è uguale per lunghezza) alla linea standard.

Fonte immagine “Google”.

E’ facilmente intuibile che la linea uguale a quella standard sia la 2 tuttavia.. cosa succede se 5 persone prima di noi, sostengono che la linea uguale sia ad esempio, la 1? Giunto il nostro turno cosa saremmo davvero disposti a fare: sostenere la nostra ipotesi o appaiarla al pensiero di gruppo?

Molti studenti hanno sperimentato tale conflitto, partecipando agli esperimenti di Asch. Quelli che si trovavano nella situazione di controllo (partecipare da soli) in più del 99% dei casi, davano la risposta corretta mentre quando gli stessi soggetti si trovavano inseriti all’interno di una situazione di gruppo, per circa tre quarti si conformavano giungendo ad una percentuale del 37% di soggetti conformati alla risposta di gruppo.

Di converso il 63% dei soggetti, non si conformava. Tenuto conto dei risultati Asch non “cantò vittoria”. Lo psicologo infatti, fu piuttosto turbato dal rendersi conto di come una percentuale comunque considerevole fosse disposta a dichiarare come vera, una cosa che non lo fosse:

Il fatto che persone giovani, intelligenti e ben intenzionate siano disposte a chiamare bianco il nero è una situazione preoccupante. Fa sorgere dubbi sui nostri sistemi di educazione e sui valori che guidano il nostro comportamento.

Solomon Asch, 1955

Il risultato di tali esperimenti appare interessante per un motivo in particolare. La pressione a cui i soggetti sperimentali sono sottoposti, non è una pressione scontata a conformarsi; non c’è ad esempio come premio il gioco o la vincita della squadra oppure punizioni in caso contrario. Se la gente è disposta a conformarsi così tanto in risposta a delle pressioni che sono minime, cosa succede se il “gioco si fa più serio?” Possono obbligarci a compiere atti crudeli che possono sconfinare nella tortura?

A quest’ultima domanda, proveremo a rispondere con un prossimo approfondimento.

“Finisce bene quel che comincia male”

Dott.ssa Giusy Di Maio.