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In psicologia delle masse ed analisi dell’Io (1921) Freud sostiene l’importanza di muovere dalle idee di Le Bon per comprendere come agisca la massa, definita da Le Bon stesso nel seguente modo

“La massa psicologica è una creatura provvisoria, composta di elementi eterogenei saldati assieme per un istane”, Le Bon, 1895, Psicologia delle folle.

Si tratta di individui che per il solo stare insieme in un dato momento, acquisiscono un’anima collettiva.

Le Bon ritiene che:

  1. l’individuo quando si trova in una massa, acquisisce per un mero discorso numerico (quanti più siamo, più forti diventiamo) un sentimento di potenza invincibile; ciò gli permette di cedere a istinti che se fosse rimasto solo, avrebbe tenuto a freno: “vi cederà tanto più volentieri in quanto – la massa essendo anonima e irresponsabile – il senso di responsabilità, che raffrena sempre gli individui, scompare del tutto”. Il risultato sarà quindi la riduzione del senso di responsabilità e del corretto rapporto con la realtà.
  2. Un altro meccanismo alla base del funzionamento delle masse è il contagio mentale con cui ogni sentimento, azione o atto, diviene contagioso tanto che l’individuo sacrifica i propri interessi per perseguire uno scopo collettivo.
  3. Terzo meccanismo è quello della suggestionabilità (di cui il contagio mentale è l’effetto) che conduce ad un annullamento della volontà personale; ne deriva che l’individuo non è più consapevole di quel che fa e “in lui, come nell’ipnotizzato, talune facoltà possono essere spinte a un grado di estrema esaltazione mentre altre sono distrutte. L’influenza di una suggestione lo indurrà con irresistibile impeto a compiere certi atti”.

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“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.