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Riflessioni Psy #3: Distanze.

In due giorni diversi mi sono capitate situazioni simili.

Situazione n1:

Il primo giorno -cinta nel mio fedele trench con ai piedi gli stivaletti neri- mi dirigo al negozio per comprare detersivi. Giunta alla cassa, tra distanziamenti, mascherine e guanti.. la commessa mi guarda e dice una cosa; sfortunatamente causa mascherine e musica non sento.. lei ripete e io “scusi.. ma non leggendo il labiale non avevo inteso”,

Lei mi guarda e parte un piccolo scambio di battute.

Era da un anno che una commessa non “perdeva tempo”, dedicandomi un minuto in più per parlare, per rendermi un sorriso.. Insomma.. era da un anno che non vivevo una interazione umana del genere.

La mia giornata ha preso tutt’altra piega e tra i sorrisi (immaginati, certo) ma almeno gli occhi che ridono li distingui ancora, sono uscita dal negozio non camminando, ma galleggiando nello spazio.

Situazione n2:

Al supermercato – cinta nel mio ancor più fedele giubbino di pelle con ai piedi le scarpe stile anni 40 uomo jazz- mi trovo nel reparto vini. Un signore piuttosto in là con l’età, lontano 200 km con mascherina e guanti mi dice “Signurì sapete per caso dove sta l’amaro del capo? Sta in offerta ma non lo vedo”.

Lo guardo e dico “Lì.. dove c’è il buco.. è finito, purtroppo”..

Signore “E’.. l’offerta era buona, però pure questo qua è buono”..

Silenzio..

Nella pausa erano chiari i nostri desideri e il bisogno di dover/voler parlare. Lui mi guardava come a dire “non te ne andare ancora” e analogamente io lo guardavo dicendo “fammi pure tutta la lista dei liquori ma parlami”.

Insomma.. un minuto di interazione umana ..

Un minuto di vita.

Un minuto con meno distanze.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Il Carceriere invisibile. Coronavirus: Psicologia di un isolamento sociale obbligato.

Il virus si è insinuato silente nelle nostre vite e ne ha modificato radicalmente gli aspetti senza che noi potessimo far nulla. Un nemico invisibile, straniero, aggressivo. L’unica possibilità di fermarlo, ci hanno detto, agli esordi della pandemia, era di fermarci.

Il virus non può sopravvivere a lungo se non gli si offre l’opportunità di moltiplicarsi servendosi di altri organismi. Quindi il distanziamento sociale e fisico è l’unico modo (in assenza di terapie efficaci e vaccini) di tagliare le gambe al virus.

Immagine google

L’uomo da essere sociale ha dovuto disabituarsi d’improvviso alle sue routine e svestirsi delle relazioni sociali, amicali e lavorative consuete e abituarsi a un nuovo modo di interpretare le sue relazioni, il suo lavoro ed infine il suo tempo.

I social e le tecnologie, insieme alla musica da balcone, in un primo momento sono sembrati essere un’arma efficace contro la “solitudine da quarantena”. Uno strumento più che mai utile a farci sentire meno soli e molto efficace per creare “ponti e connessioni” con tutte le persone che volevamo raggiungere da casa, senza rischiare contagi.

Ma possono queste nuove connessioni e relazioni, nuove abitudini didattiche e lavorative (smart working) sostituirsi e compararsi alle “vecchie” senza conseguenze?

Probabilmente no. Ci saranno delle conseguenze sia negative sia positive.

Coronavirus

L’uomo ha bisogno per vivere di relazionarsi ed è difficile che si “accontenti” solo di contatti virtuali. Il rischio è sentirci in trappola a casa nostra.

Il nostro carceriere invisibile, costringendoci a casa, ci rende ansiosi, tristi, annoiati, impauriti, insicuri, angosciati, ma “l’uomo, per fortuna, ha la capacità di attingere alle tante risorse personali per venire fuori da situazioni difficili. Una delle più importanti è la capacità di essere resiliente. Questa caratteristica permette di arricchirci utilizzando le esperienze e le emozioni vissute, anche se traumatiche e angosciose. La paura può diventare un’emozione positiva se riusciamo a comprenderla e ad affrontarla.

È importante ripartire adattandosi ai cambiamenti e ri – costruirsi dandosi la possibilità di farlo e il giusto tempo per farlo”

Sotto il link di una mia breve intervista su Informa Press

https://informa-press.it/quarantena-psicologo-ripartire/

dott. Gennaro Rinaldi