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Introversi vs Estroversi

Quando parliamo di Introversione ed Estroversione ci riferiamo a due differenti caratteristiche del carattere di una persona, due “tipi psicologici”(Jung), due modi di rapportarsi al mondo esterno.

Rappresentano, quindi, due poli opposti.

L’introverso tende a restare più distaccato dal mondo esterno, perché è più attratto ed interessato dal suo mondo interiore;

L’estroverso è invece più proiettato al mondo esterno e riesce ad adattarsi meglio ad esso, perché più interessato agli altri e a ciò che succede intorno a lui.

Buona visione!

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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Introversi ed estroversi

Chi è introverso e chi è estroverso? Sono termini che esprimono due aspetti del carattere di una persona totalmente opposti. L’introverso è generalmente descritto come una persona timida, insicura, chiusa, diffidente. Una persona sostanzialmente sola e con poca voglia di relazionarsi agli altri, a tratti addirittura ostile. L’estroverso invece è vista come una persona gentile, socievole, aperta, amabile e molto incline alle relazioni e alle amicizie.

Jung, che fu il primo a parlarne in psicologia, indica nell’estroverso un atteggiamento in cui vi è un volgersi della libido verso l’esterno; di contro nell’introverso vi è un atteggiamento caratterizzato da un “volgersi della libido verso l’interno”, quindi un rapporto abbastanza negativo con l’oggetto esterno (con gli altri).

Freud utilizzò invece il termine introversione per indicare il risultato o la conseguenza della frustrazione che il soggetto prova quando è in contatto con la realtà esterna. Questa intensa frustrazione porta ad un ripiegamento sulle proprie immagini e sui propri fantasmi. L’investimento libidico verso gli oggetti esterni, a causa di queste continue esperienze negative, sarà quindi convogliato sulla vita fantastica “nella quale crea nuove formazioni di desiderio e ravviva tracce di formazioni precedenti, di cui si è perso il ricordo” (Freud, 1912). L’introverso sarà così portato a chiudersi al mondo esterno per aprirsi nuovamente a piste regressive infantili.

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Insomma, questo dualismo è stato sempre molto dibattuto e ha sempre affascinato gli psicologi, ma soprattutto le persone.

“Gli introversi sono particolarmente sensibili alle avversità e tendono a spaventarsi e a preoccuparsi con maggiore frequenza degli estroversi, i quali riescono a stabilire maggiori legami con le altre persone proprio per la loro minore reattività. Se pensiamo che, per un essere umano, le altre persone sono i maggiori dispensatori di “ricompense” e “punizioni”, gli estroversi che sono meno sensibili alle punizioni, sono anche più propensi a cercare la compagnia degli altri di cui notano soprattutto i comportamenti di ricompensa.”

Anna Oliverio Ferraris

Voi come vi definireste introversi o estroversi? E quali sono i vantaggi e gli svantaggi del vostro carattere?

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

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