Archivi tag: eustress

Stress – conseguenze psicologiche e fisiche – Podcast

La nostra prossima tappa ci metterà un po’ sotto pressione, ma ci darà anche gli strumenti adatti per comprendere come liberarcene per vivere meglio.
Scopriamo insieme cosa si intende per Stress e quali potrebbero essere le sue conseguenze patologiche; sia per la nostra mente, sia per il nostro fisico.


Buon ascolto!

Stress – conseguenze psicologiche e fisiche – In viaggio con la Psicologia – Podcast

“La più grande arma contro lo stress è la nostra capacità di scegliere un pensiero piuttosto che un altro”

William James
Stress – conseguenze psicologiche e fisiche – In viaggio con la Psicologia – Spotify

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Che Stress…!!! Strategie di adattamento allo stress nella vita quotidiana

 

“ Mi sveglio la mattina ripetutamente alla stessa ora… Sveglia alle 6 del mattino, prima di tutti in casa, vado in bagno a lavarmi, mi vesto, preparo la colazione per i bambini, faccio il caffè. Metto in ordine. Poi chiamo tutti, aiuto i bambini a prepararsi per la scuola. Accompagno tutti a scuola, cerco di fare in fretta perché quando scendo di casa becco spesso traffico e sono costantemente in ritardo. Faccio a gara con altri genitori per parcheggiare fuori scuola, mi arrabbio e urlo in auto. Poi di corsa prendo i bimbi e li accompagno all’ingresso, corsa in auto e vado a lavoro. Non guardo l’orologio, ma mi rendo conto di aver fatto tardi quando sento bofonchiare qualcosa dal mio responsabile in ufficio che con aria stizzita e arrogante mi fa notare che l’ufficio apre alle 8:30 e non alle 9. Così inizia la mia giornata tipo e continua molto peggio. Lavoro solo per necessità, ho bisogno di quello stipendio, anche se sono sottopagata e condivido le mie ore lavorative con colleghi zombi e con un responsabile narcisista e arrogante. Poi torno a prendere i ragazzi da scuola nel primo pomeriggio e torno a casa, ma lì c’è solo caos, con un marito assente e strafottente e una serie di problemi da affrontare.
Mi sento schiacciare e scoppiare. Sono stanca morta, ho spesso mal di testa e mi sento insoddisfatta e depressa. Ho voglia solo di scappare, ma ho paura.”

imagesH3VSBDAI

Il disagio descritto da questa donna, alla fine della sequenza, racconta una condizione comune a tantissime persone. I sintomi esposti potrebbero essere imputati ai vari eventi stressanti persistenti (stressor) descritti dalla donna, che potrebbero determinare una condizione di stress cronico, che vanno ad investire varie sfere della sua vita e che possono a lungo termine generare un ostacolo al perseguimento dei propri obiettivi personali. Se fuori controllo, lo stress cronico può influire negativamente sul sistema immunitario e contribuire a provocare malattie (psicosomatiche e psicologiche, ma anche reali ulcere, diabete, cardiopatie). O indurre a comportamenti nocivi come abuso di alcol, fumo, droghe.
In generale quando vi è una condizione in cui il nostro organismo e la nostra mente devono far fronte ad una “pressione” interna o esterna, ci può essere da parte del nostro corpo, una risposta fisiologica che può aiutarci a combattere o ad adattarsi a questa “pressione”. Ma se quest’ultima si prolunga per molto tempo può succedere che il nostro organismo e la nostra mente, non riescano a mantenere un equilibrio e di conseguenza lo stress può diventare patologico. Questa condizione può farci affrontare tutte le difficoltà, anche quelle meno gravose, in modo insopportabile e frustrante.
Comunemente intendiamo come stressanti tutte quelle situazioni particolarmente difficoltose e potenzialmente logoranti che ci fanno sentire letteralmente “sotto pressione” e stretti in una tensione insopportabile: in effetti il termine stress ha un origine non propriamente legata alla psicologia, etimologicamente potrebbe essere legato al latino “strictus” (stringere), ha infatti un’ accezione propriamente connessa ad un termine inglese usato in fisica e metallurgia per indicare quella “forza” che si imprime sulle travi metalliche per testarne la resistenza.

cervello

La parola stress prenderà poi una dimensione psicologica a partire dal 1936 e poi nel 1942 quando il medico ungherese Hans Selye la definisce come “la risposta non specifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata ad esso”. Egli aveva mostrato come degli animali, sottoposti a condizioni stressanti, fossero più soggetti ad ammalarsi.
Queste reazioni complesse dell’organismo a questi stimoli vennero poi indicate come “Sindrome Generale di Adattamento”. Selye indicò tre fasi di adattamento dell’organismo a questi stimoli
1 – Reazione di allarme: l’organismo si attiva per affrontare al meglio l’evento stressante (stressor ) nel migliore dei modi.
2 – Resistenza allo stress : l’organismo cerca di resistere e riorganizzarsi per far fronte alla situazione di stress, in attesa che questo finisca.
3 – Fase di esaurimento del soggetto : la costante esposizione alla fonte di stress può portare all’esaurimento delle energie e quindi alla comparsa dei sintomi (psicologico-emotivi, psicosomatici, fisici, fisiologici abbassamento delle difese immunitarie…).
Le reazioni allo stress, sono molto diverse. Ognuno reagisce a suo modo. Nella risposta allo stress intervengono diversi fattori: il tipo e la durata dell’evento stressante, il contesto in cui deve essere affrontato, l’età, il sesso, le relazioni e il carattere, la cultura di riferimento, la genetica.
Selye indicò due forme diverse di stress: distress (stress negativo), eustress (stress positivo); questo per sottolineare anche quella che è la valenza positiva della condizione di attivazione dell’organismo descritta in precedenza, che può essere intesa anche come una migliore capacità di adattamento all’ambiente. Infatti in tal senso potremmo considerare come eustress tutta quella serie di stimoli che ci “allenano” e ci aiutano a prepararci più agevolmente a delle difficoltà e quindi a superarle per raggiungere un obiettivo prefissato.
Probabilmente l’unico modo per affrontare al meglio lo stress, è quello di trovare il modo di adattarsi adottando delle strategie, in inglese coping (Lazarus e Folkman). Con questo termine si intendono definire tutta quella serie di meccanismi e strategie adottate dalle persone per affrontare una situazione stressante in modo da tollerare, ridurre o eliminare la situazione stessa.
Per far fronte a questi eventi stressanti possiamo sviluppare quindi delle strategie di adattamento che dipendono molto dalla risonanza psicologica soggettiva. Possiamo quindi farlo sia in modo spontaneo (pescando dal nostro bagaglio di esperienze, chiedendo un consiglio o un aiuto ad amici, familiari o conoscenti) sia chiedendo aiuto ad un professionista.
“La completa libertà dallo stress è la morte. Contrariamente a quanto si pensa di solito, non dobbiamo e, in realtà, non possiamo evitare lo stress, ma possiamo incontrarlo in modo efficace e trarne vantaggio imparando di più sui suoi meccanismi, ed adattando la nostra filosofia dell’esistenza ad esso” (H. Selye, 1974).
Attraverso un adeguato aiuto e supporto psicologico è possibile comprendere e gestire al meglio eventi e periodi stressanti della nostra vita, riscoprendo magari la nostra capacità di essere resilienti.

lo psicologo 2

La resilienza in questo contesto la potremmo definire come la capacità di modulare in modo costruttivo la reazione allo stress e agli eventi negativi. Una persona resiliente non evita lo stress, ma impara a gestirlo e a ridefinirsi rispetto ad esso, un modo per autoripararsi in modo efficace e ripartire anche dinnanzi alle situazioni più difficili.

 

Dott. Gennaro Rinaldi