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Differenze che arricchiscono

“Non dobbiamo semplicemente sopportare le differenze fra gli individui e i gruppi, ma anzi accoglierle come le benvenute, considerandole un arricchimento della nostra esistenza. Questa è l’essenza della vera tolleranza, intesa nel suo significato più ampio, senza la quale non si può porre il problema di una vera moralità.“

Albert Einstein
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Solo la differenza può arricchirci, solo la differenza può aprire le nostre menti, solo la differenza può salvarci. Del resto è’ tutta una questione di evoluzione.

L’omologazione delle menti e l’intolleranza sono il preludio alla stasi e quindi alla morte. L’accettazione delle differenze è l’unico modo per salvaguardare il concetto di uguaglianza e giustizia sociale.

dott. Gennaro Rinaldi

Curiosità – Cos’è il Freezing?

Sapete che il nostro cervello può, in situazioni particolari, letteralmente bloccarsi, andare in stand by? Ad esempio quando accade qualcosa d’improvviso e decisamente imprevedibile e/o disturbante, (una cosa molto bella o di contro qualcosa di molto spiacevole e brutto), il nostro cervello attiva una sorta di sistema di stop che blocca pensieri e movimenti. Anche se solo temporaneamente (la tempistica dipende da ciò che è accaduto), restiamo bloccati.

Molte testimonianze, ad esempio, descrivono che questa cosa successe a diverse persone coinvolte nell’attentato del 2001 al Word Trade Center. Questa sensazione di “blocco” è nota con il nome di “freezing“. In realtà questo meccanismo fisiologico, è qualcosa che noi condividiamo con molti mammiferi, è un retaggio evolutivo molto antico insomma. Per noi esseri umani potrebbe addirittura risultare un meccanismo scomodo e forse inefficace, ma in realtà negli altri animali è un comportamento che può risultare molto efficace in caso di predazione (è un vero è proprio salva vita).

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Secondo uno studi dell’Università della California e dell’Università di Oxford, il centro cerebrale che controlla questo meccanismo di blocco, è formato da un gruppo di neuroni localizzati nei gangli della base (il nucleo subtalamico – una zona interna del cervello che rappresenta anche la parte più antica, a livello evoluzionistico, del cervello).

Quindi i ricercatori hanno osservato che, in soggetti sani confrontati con soggetti affetti da Parkinson, gli eventi imprevisti inducono un cambiamento dell’attività cerebrale che presenta le stesse caratteristiche di un blocco motorio. Inoltre è stata notato anche che un maggior numero di neuroni attivi nel nucleo subtalamico corrisponde ad una maggiore incapacità di ricordare cosa si stava facendo durante l’evento imprevisto.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi