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Kumquat .

Sa delle tue dita lunghissime, delle labbra vellutate come la pelle di una pesca bianca… degli abbracci acri e succosi come i piccoli agrumi cinesi.

Sa del tuo ricordo; del tempo mio che si è  fatto tuo.

Il fiore aperto, come me che aspetto te.

Come la terra che accoglie le radici.

(Concime del mio desiderio).

Il legame stretto tra olfatto e esperienza emotiva è stato un argomento largamente discusso. Gli esperti hanno pertanto concluso che gli odori possono avere la funzione di stimoli molto potenti e diretti per evocare stati affettivi.

Questa associazione è probabilmente dovuta ai comuni substrati anatomici condivisi tra sistemi olfattivi e emotivi, in particolare il sistema limbico e la corteccia orbitofrontale. Inoltre l’input del sistema olfattivo, a differenza dell’ingresso di altri domini sensoriali, è solo parzialmente incanalato nel talamo, una struttura ritenuta responsabile dell’elaborazione cosciente in altri sistemi sensoriali.

L’amigdala e l’ippocampo -dove l’importanza emotiva di uno stimolo viene
elaborata- ricevono l’input indipendentemente dal talamo.

Gli esperti sono pertanto concordi con il sostenere che gli odori siano in grado di evocare stati affettivi anche prima di entrare nella coscienza perché l’amigdala è una struttura attiva durante l’esperienza di stati affettivi di valenza negativa, cioè la paura e la tristezza ma anche nella percezione degli odori.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

Unendo le stelle (più pillole di fisiologia).

Stasera i miei neuroni son belli che in overlapping allora il pezzo è bello tranquillo ..

Stavo però pensando..

Quando studiavo all’università le ricerche in ambito “neuro” erano ancora in corso e il mio professore disse “mi raccomando ragazzi.. attenti alle sostanze che consumate con beata incoscienza nella striscia – una zona dell’università dove crescevano erbe di campo– perchè i neuroni quelli sono e se li perdete ve li siete giocati a vita”.

Toh! Professore… sembrerebbe – da ricerche recenti- che invece i neuroni siano capaci di rigenerarsi e fino all’età di 90 anni ma… solo nelle persone sane e in particolar modo nella zona dedicata alla memoria, detta ippocampo.

La ricerca è stata pubblicata su Nature Medicine ed è stata condotta dal centro di biologia molecolare di Madrid.

In realtà il Professore aveva ragione:

Per preservare le cellule nervose e favorire la nueorgenesi è importante mantenere uno stile di vita sano, vivere in un ambiente stimolante e mantenere interazioni sociali.
È anche fondamentale mantenere la mente “in forma” attraverso l’esercizio e l’apprendimento continuo. La neurogenesi è infatti influenzata e favorita dai cambiamenti messi in atto per mantenersi in buona salute nella vecchiaia.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio