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Sogno e occultismo. PODCAST.

Il viaggio di oggi ci porta ancora una volta, nell’aula in cui Sigmund Freud, teneva le sue lezioni.
Leggerò per voi la Lezione 30 che fa parte della seconda serie di lezioni (1916-17), tenute da Freud dinanzi ad un uditorio composto da medici e profani di entrambi i sessi (come Freud stesso dirà nella sua prefazione alle lezioni).
Le lezione 30 si occupa di “Sogno e occultismo”.
Buon viaggio e buon ascolto.
(Introduzione alla psicoanalisi, Sigmund Freud, Seconda serie di Lezioni, Sogno e Occultismo, pp432-456, Universale Bollati Boringhieri, Ristampa Novembre 2004).

Dott.ssa Giusy Di Maio

Introduzione alla psicoanalisi: Lezione 1 – Introduzione. PODCAST.

La tappa del nostro viaggio ci porta a conoscere, in maniera diretta, l’opera del Maestro Freud. Leggerò, infatti, prefazione e introduzione (lezione 1), della serie di lezioni tenute da Freud a Vienna tra il 1915-16 e il 1916-17.

L’emozione con cui vi porterò in questo viaggio, è tanta. Le parole di Freud risultano ancora oggi profondamente attuali e ricche di significato.

L’analisi del contesto socio culturale che vedeva l’Europa impegnata in un conflitto mondiale e lo scarso riconoscimento dato alla psicoanalisi (e agli psicoanalisti), evidenziano come tra “ieri e oggi”, poco è cambiato e molto ancora c’è da fare.
Buon viaggio e buon ascolto.

(Introduzione alla psicoanalisi, Sigmund Freud, Prima serie di Lezioni, Prefazione e Introduzione, pp 15-24, Universale Bollati Boringhieri, Ristampa Novembre 2004)

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

Sigmund Freud e l’Introduzione alla Psicoanalisi – PODCAST

Questa tappa del nostro viaggio ci farà tornare per qualche minuto indietro nel tempo.. a circa cento anni fa o poco più.
Erano gli anni in cui la Psicologia come scienza, faceva i primi passi importanti. In particolare Freud con la Psicoanalisi offrì una prospettiva nuova alla comprensione del pensiero e della psiche umana.

Buon Ascolto..

Sigmund Freud e l’Introduzione alla Psicoanalisi – In viaggio con la Psicologia – PODCAST Spreaker

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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

La costruzione dell’Io Ideale secondo Sigmund Freud

Con la nostra prossima tappa seguiremo un percorso già parzialmente battuto in una tappa di pochi giorni fa, che potete ritrovare nella nostra playlist ed è intitolata “Freud e il Narcisismo – Introduzione al Narcisismo”. Idealmente seguiremo passo passo il percorso che porta alla formazione dell’Identità di una persona, attraverso le teorie di Sigmund Freud.

Ecco come avviene la costruzione dell’”Io Ideale”.
Buon ascolto e buon viaggio..

La costruzione dell’ Io Ideale secondo Sigmund Freud – Podcast – In viaggio con la Psicologia
La costruzione dell’ Io Ideale secondo Sigmund Freud – Podcast – Spotify

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Freud e il Narcisismo – Introduzione al Narcisismo – PODCAST

Con la nostra prossima tappa faremo un viaggio nel tempo, fino al 1914. Potremo così avvicinarci alle teorie psicoanalitiche e agli scritti teorici di Freud sul Narcisismo, attingendo dal suo lavoro “Introduzione al Narcisismo” e dalle sue famosissime lezioni (1915-1915), raccolte in “Introduzione alla Psicoanalisi”.

Una tappa imperdibile per gli amanti di Sigmund Freud e della Psicoanalisi.
Buon Ascolto..

Freud e il Narcisismo “Introduzione alla Psicoanalisi” – In viaggio con la Psicologia – PODCAST

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Freud e il sogno: i sogni infantili.

Secondo Freud non solo il sogno, appare come la migliore preparazione per lo studio delle nevrosi, esso è anche un sintomo che ha il vantaggio di essere presente in tutte le persone sane. Esso diventa in tal senso oggetto di indagine psicoanalitica, interpretarlo significa trovare un senso nascosto.

L’unico prezioso contributo della scienza esatta, alla conoscenza del sogno, si riferisce all’influenza che sul contenuto del sogno hanno gli stimoli somatici attivi durante il sogno.

Il sogno costituisce la vita della psiche durante il sonno, ha alcune somiglianze con la veglia, ma se ne discosta per grandi differenze. È uno stato nel quale si ritira l’intero interesse dal mondo esterno, evitando i suoi stimoli. A livello biologico il sonno funge da ristoro. È come il ritirarsi ogni notte in uno stato prenatale, simile alla vita intrauterina.

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Freud da anche una indicazione sull’attività onirica dei bambini piccoli, che a suo parere non è ancora condizionata da quell’attività psichica complessa presente negli adulti.

Secondo Freud, i sogni infantili, sono infatti sogni senza deformazioni, coerenti, chiari, brevi e facili da comprendere. Ovviamente si fa riferimento ai bambini compresi tra l’inizio dell’attività psichica osservabile fino ai quattro cinque anni, dopo quest’età i sogni hanno già tutti i caratteri dei sogni degli adulti.

C’è comunque una influenza della vita psichica diurna sul sogno dell’infante, è bene quindi conoscere informazioni sulla vita del bambino. Il sogno del bambino piccolo risulta essere una conseguenza di una esperienza diurna che ha lasciato dietro di se un rammarico, un desiderio irrisolto; il sogno, in tal caso reca l’appagamento diretto, scoperto di questo desiderio.

Il desiderio irrisolto funge da perturbatore del sonno il quale reagisce con il sogno (lo si considera come custode del sonno). Suscitatore del sogno è il desiderio, contenuto del sogno è l’appagamento del desiderio. Il sogno rappresenta questo desiderio appagato in forma di esperienza allucinatoria. Ogni volta che un sogno ci appare pienamente comprensibile, esso si rivela essere un appagamento di un desiderio.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

IO – Casa – Varsavia.

Lo stranissimo titolo sembra proporre tre cose unite da “nessun” senso.

La riflessione di oggi muove su un continuum che parte da Freud per finire ancora un volta, nella musica e in Chopin.

“L’Io non è padrone in casa propria”

Diceva Freud, questo perchè l’essere umano è abitato da una dimensione inconscia che ha sempre evitato di considerare e conoscere, derivazione questa che proviene da quel gioco narcisistico che ha fatto sì che egli si mettesse al centro dell’universo, padrone indiscusso della sua razionalità.

Nell’Introduzione alla psicoanalisi, Freud (1915-1917), scrive che l’umanità ha dovuto subire, nel corso del tempo, una serie di mortificazioni. Innanzitutto La scienza ha mostrato che la terra non è al centro dell’universo, ma solo una piccola parte di un grande cosmo (la rivoluzione Copernicana).

Altra mortificazione subita dal genere umano, risiede nel fatto che la ricerca biologica ha mostrato che l’uomo discende dal regno animale (opera di Darwin).

La terza e grande mortificazione subita dal genere umano, è data dalla psicologia che ha mostrato come l’Io non sia padrone in casa sua. L’Io vive (molto ironicamente) ben lontano dal conoscere cosa accade in casa propria.

La psicanalisi offre la possibilità di mettere il soggetto al centro del suo discorso (siamo proprio sicuri che quando diciamo Io, stiamo davvero riferendo a noi stessi?) responsabilizzando il soggetto stesso rispetto al suo malessere: ecco perchè la terapia è attiva ma soprattutto soggettivante.

Le persone sono più del loro sintomo e sono portatrici di una storia (un complesso di storie perchè tutti siamo la somma di tante storie e voci che ci attraversano legandosi insieme, tra loro. Storie stridule, stonate e urlate. Storie sussurrate e blandamente raccontate. Storie che non trovano accordo o producono una dissonanza).

E ora??? che c’entra Varsavia?

La condensazione dei termini trova ragione in uno studio di Chopin importante per me, per diverse ragioni (anticipo solo che l’amore per Chopin è bastato a farmi prendere un aereo per Varsavia).

Chopin compose lo studio op 10 n 12, conosciuto anche come la Caduta di Varsavia, quando nel 1831 si trovava a Stoccarda. l’8 settembre seppe del fallimento dell’insurrezione polacca e della presa di Varsavia da parte dei russi (Rivolta di Novembre). Chopin a causa delle pessime condizioni di salute, non poté prender parte alla lotta per difendere la propria casa, ed eccola qui.. l’analogia, la mia catena di significanti.

Io- casa- caduta di varsavia- Chopin.

Questo studio è strettamente legato ad alcuni eventi personali, ma questa è altra storia (altra catena di significanti) che forse.. chissà.. verrà prima o poi raccontata.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Freud e l’ “Introduzione alla Psicoanalisi”

Tra il 1915 e il 1917 Sigmund Freud tenne una serie di lezioni all’Università di Vienna. A queste lezioni, nel 1932 ne furono aggiunte altre da Freud che introducevano altre interessanti osservazioni cliniche e teoriche, poi raccolte in un unico manuale (con 35 lezioni) intitolato: “Introduzione alla Psicoanalisi”.

Come presentò Freud la Psicoanalisi?

La Psicoanalisi può essere definita in prima istanza, un procedimento per il trattamento medico delle malattie nervose. Si nota subito l’ammissione di Freud per una metodologia complicata in tutte le sue sfaccettature. Prima di un trattamento si è soliti prospettare al paziente le difficoltà del metodo la sua lunga durata, gli sforzi e i sacrifici che costa, ma anche l’improponibilità di una certezza sul risultato, che, difatti, dipende dal comportamento, dalla comprensione e dalla perseveranza del paziente.

Per quanto riguarda l’insegnamento della pratica analitica, nonostante Freud sottolinei l’importanza assoluta delle parole e quindi del colloquio, anche al solo fine didattico, ritiene sia impossibile portare gli studenti ad un confronto diretto con la situazione analitica. Già da qui è possibile constatare l’importanza del legame emotivo che viene stipulato tra l’analista e il paziente, questo non può essere interrotto o corrotto in alcun modo, renderebbe nullo il lavoro e bloccherebbe il paziente.

Residenza di Sigmund Freud – Vienna (immagine personale)

Secondo Freud, il modo migliore per cominciare ad imparare la psicoanalisi è “su sé stessi, mediante lo studio della propria personalità”

La psicoanalisi quindi esula da ogni spiegazione preconcetta di natura anatomica, chimica o fisiologica, essa “deve operare esclusivamente con concetti ausiliari di natura meramente psicologica”.

“Con due delle sue affermazioni la psicoanalisi offende il mondo intero e ne attira l’avversione”, la prima è che i processi psichici sono di per sè inconsci, di tutta la vita psichica i processi consci sono solo una minima parte; la seconda e che i moti pulsionali (sessuali), hanno una grandissima parte nella determinazione delle malattie nervose e mentali. Tali impulsi forniscono un contributo che non va sottovalutato alle più alte creazioni culturali, artistiche e sociali dello spirito umano. L’avversione a tali affermazioni, Freud lo spiega così: la civiltà umana si è formata sotto l’urgenza delle necessità vitali a spese del soddisfacimento delle pulsioni. Quando il singolo entra a far parte della società ripete il sacrificio del soddisfacimento delle pulsioni a favore della società. Tra le forze pulsionali, quelle sessuali hanno un ruolo importante, esse vengono sublimate, distolte dalle loro mete sessuali e rivolte a mete socialmente superiori, non più sessuali. C’è il pericolo che queste pulsioni si rifiutino di essere impiegate in quel modo, la società quindi non ama il fatto che le si rammenti questa instabile componente del suo fondamento.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Nel Film “A Dangerous Method” (link del film) è raccontata una parte della storia della Psicoanalisi (anche se un po’ romanzata). La contrapposizione tra il “maestro” Freud e l'”allievo” Jung. Il film non è completamente aderente alla realtà dei fatti, ma è comunque molto interessante e ci riporta agli esordi dell’applicazione della tecnica Psicoanalitica e alle prime divergenze tra i protagonisti.

I riferimenti riportati nell’articolo si riferiscono alla prima parte di un lavoro fondamentale: “Introduzione alla Psicoanalisi” – Sigmund Freud