Archivi tag: Freud

Thomas.

Molto probabilmente tutti abbiamo fatto un gioco semplice e rilassante: scrivere con il dito su di un vetro appannato.

Quando il vetro si appanna (volontariamente soffiando il nostro caldo e umido respiro sulla superficie), oppure a causa del contatto tra caldo e freddo di due ambienti, il vetro/specchio si appanna e noi cominciamo a scrivere/disegnare su di esso.

L’azione dello scrivere qualcosa che poi, dopo poco va via, mi ha riportata al gioco del nipotino di Freud.

Un attento Freud, aveva notato uno strano gioco che il nipotino faceva in assenza di sua madre.

Il bambino ha 18 mesi e pronuncia alcune parole che hanno un senso, almeno per coloro che si prendono cura di lui: “Fort/Da”; l’attenzione di Freud va quindi su un’azione che il piccolino compie nel mentre esprime questi fonemi; un’azione giocosa che il bambino ripete in modo relativamente invariabile, azione a cui associa l’emissione proprio dei due fonemi ben distinti.

Il bambino sta giocando con un rocchetto (un piccolo telaio di legno a cui avvolgere dei fili di tessuti); il rocchetto viene lanciato dal bimbo sotto al letto fino a farlo scomparire per poi essere tirato nuovamente a sé per farlo riapparire.

E’ proprio durante questa azione che vengono emessi i due fonemi precedenti “Fort- Via” e “Da- Qui”.

Per Freud questo gioco, consentiva al bambino di agire la sparizione e l’apparizione materna.

Questa funzione viene associata alla coazione a ripetere. Con questa formulazione Freud intende la tendenza inconsapevole a riproporre, tramite gesti e azioni quotidiane, una sorta di schema, script o modello presente nel mondo interno del bambino, che in passato avrebbe generato una sofferenza.

Per Freud il gioco mostrava che il bambino aveva raggiunto la rappresentazione simbolica della relazione con la madre simulando, con il rocchetto, l’abbandono della madre (che era assente) e il suo ritorno (quando il rocchetto riappariva da sotto il letto).

Siamo giunti al punto in cui, molto probabilmente il lettore si starà chiedendo cosa c’entra lo specchio appannato e Thomas.

Ma chi è Thomas? e Tu…

Lo conosci?

Thomas è l’amico che tutti abbiamo avuto e che all’improvviso è sparito; è quel nome sullo specchio e sul vetro che ci ha fatto compagnia per un tot del nostro destino, per poi svanire.

Thomas è quel rocchetto che fino ad un certo punto è tornato, è stato con noi, è stato in noi poi.. ha deciso di recidere i fili e -lacerando il tessuto dei nostri sentimenti- è andato per la sua strada.

Nei miei incontri di consultazione i pazienti lamentano sempre di più la difficoltà nel mantenere un rapporto chiaro, serio e leale di amicizia.

E l’amicizia è sacra per davvero.

L’investimento emotivo richiesto dal gioco dell’amicizia richiede un mettersi a nudo che è ben diverso dal denudarsi delle relazioni erotiche instaurate con il partner; l’amicizia è mare aperto.

Non conosce confini, orizzonti stabiliti o tempeste fagocitanti.

Quel che non resiste non è amicizia, ma una parola qualunque pronta a scomparire al primo vento che entrando nella stanza, ristabilisce il normale tasso di umidità e libera i vetri dalla condensa che appanna.

Quel che sparisce non resta e ciò che non resta non è (stata) amicizia.

Il riferimento è a Thomas Isidore Noël Sankara, ex presidente del Burkina Faso, assassinato a 37 anni in un colpo di stato dal suo più̀ caro amico. Il triste episodio si è verificato ad una cena in cui, all’improvviso, dopo mangiato, il suo assassino gli sparò in testa. Thomas ebbe solo il tempo di dire: ‘Ma come, proprio tu che sei il mio migliore amico mi uccidi?'”. Roberto Colella a areanapoli.it

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

Introversi vs Estroversi

Quando parliamo di Introversione ed Estroversione ci riferiamo a due differenti caratteristiche del carattere di una persona, due “tipi psicologici”(Jung), due modi di rapportarsi al mondo esterno.

Rappresentano, quindi, due poli opposti.

L’introverso tende a restare più distaccato dal mondo esterno, perché è più attratto ed interessato dal suo mondo interiore;

L’estroverso è invece più proiettato al mondo esterno e riesce ad adattarsi meglio ad esso, perché più interessato agli altri e a ciò che succede intorno a lui.

Buona visione!

Introversi vs Estroversi – ilpensierononlineare – YouTube channel

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Le nevrosi da guerra. PODCAST.

Il viaggio di oggi ci porta tra le stanze della storia della psicoanalisi. Andremo alla scoperta dei primi studi circa un fenomeno che gli psicoanalisti si trovarono a dover fronteggiare al ritorno dalla prima guerra mondiale: le nevrosi da guerra.
Buon ascolto e buon viaggio

Dott.ssa Giusy Di Maio

Considerazioni attuali sulla guerra..

“La guerra a cui non volevamo credere è invece scoppiata, e ci ha portato.. la delusione. Non soltanto è più sanguinosa e rovinosa di ogni guerra del passato, a causa dei tremendi perfezionamenti portati alle armi di offesa e di difesa, ma è anche tanto crudele, accanita, spietata […]. Essa infrange tute le barriere riconosciute in tempo di pace e costituenti quello che si diceva il diritto delle genti, non riconosce le prerogative del ferito e del medico, non distingue fra popolazione combattente e popolazione pacifica, viola il diritto di proprietà. Abbatte quanto trova sulla strada con una rabbia cieca e come se dopo di essa non dovesse più esservi avvenire e pace fra gli uomini. Spezza tutti i legami di comunità che ancora sussistono fra i popoli in lotta e minaccia di lasciar dietro di sé un tale rancore da rendere impossibile per molti anni una loro ricostituzione.

Questa guerra ha inoltre rivelato, in modo del tutto insospettato, che i popoli civili si conoscono e si capiscono tanto poco da guardarsi l’un l’altro con odio e con orrore. Una delle maggiori nazioni civili è diventata tanto odiosa agli altri popoli che si tenta di escluderla come “barbara” dalla comunità civile, e ciò benché essa abbia da gran tempo dimostrato, con altissimi contributi, le sue prerogative di civiltà.

Sigmund Freud – Considerazioni attuali sulla guerra e la morte (1915)

Queste considerazioni sulla guerra (di cui ho riportato un breve estratto), sono state scritte da Freud nel 1915, dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Credo siano tutt’ora attuali, anche a distanza di oramai oltre un secolo.

A queste considerazioni Freud affiancava una riflessione sulla delusione, che definiva come la distruzione di un’illusione.

Freud sottolineava il fatto che furono due le delusioni che avevano caratterizzato quell’epoca: la scarsa moralità esperita esternamente da quegli Stati che invece internamente si fanno portatori e custodi delle norme morali; e la brutalità dei comportamenti dei singoli individui che, si pensava fossero membri di una civiltà umana progredita e moralmente avanzata.

Come è possibile, a distanza di più di cento anni, che nulla sia cambiato?

Enzo Avitabile – Tutt’egual song’ e criature – Featuring: Eliades Ochoa

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Sua maestà il Bambino – identificazioni e personalità

Freud diceva che il bambino (sua maestà il bambino) è investito dagli attributi che i genitori gli conferiscono, quando viene al mondo.

In tal senso il tipo di fantasia di investimento dei genitori conferirà al bambino la direzione delle sue caratteristiche di personalità future.

Photo by Alexey Makhinko on Pexels.com

Quindi l’investimento dei genitori, nasce dall’attesa e conferisce al bambino un abbozzo di identificazioni.

Questo dimostra quanto sia fondamentale il vissuto emotivo e cognitivo di una persona nell’infanzia per garantire lo sviluppo di una personalità sana.


“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

NO WAR!

“Là dove vien meno il biasimo della comunità cessa anche la repressione degli appetiti malvagi, e gli uomini si abbandonano ad atti di crudeltà di perfidia, di tradimento e di brutalità, che sembrerebbero incompatibili col livello di civiltà che hanno raggiunto.”

Sigmund Freud
Photo by Polina Tankilevitch on Pexels.com

“Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.”

Albert Einstein

Credo che l’uomo abbia la facoltà e l’intelligenza di scegliere e progredire verso scelte di pace e compromesso per la convivenza civile e il rispetto reciproco.

Credo anche che ci sono alcuni uomini che non sono in grado di farlo e regrediscono verso stadi evolutivi precedenti, appartenenti alla propria preistoria.

dott. Gennaro Rinaldi

Le fasi dello sviluppo libidico- Freud: Podcast.

Nell’apparato psichico nulla si perde e nulla si distrugge ma l’originario permane accanto a formazioni psichiche più recenti.

Il viaggio di oggi ci porta alla scoperta della storia dello sviluppo libidico affettivo all’interno dell’Opera Freudiana; un’opera che sarà continuamente rielaborata.
Cosa è una fase (e quali le sue caratteristiche), cosa è la fissazione e la difesa della regressione?

Buon viaggio e buon ascolto.

https://www.spreaker.com/user/14965187/le-fasi-dello-sviluppo-libidico-freud

Dott.ssa Giusy Di Maio.

La rimozione: Freud-Podcast.

“La rimozione è una difesa con cui la psiche dimentica un evento spiacevole”.

Con il viaggio di oggi, andiamo alla scoperta della rimozione. Che cos’è questa difesa così importante, fondamentale, fondante per certi versi per l’umano ma al contempo anche potenzialmente pericolosa?

Buon ascolto e buon viaggio.

Dott.ssa Giusy Di Maio.