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Aria.

“Un’anima fine non è quella che è capace dei voli più alti, ma quella che si alza poco e si abbassa poco, e abita però sempre in un’aria e a un’altezza libere e luminosa”.
Friedrich Nietzsche

Quando penso all’aria, penso alla bellezza.

Non a caso è anche il nome di una delle mie bimbe (una cavietta).

L’aria è la prima cosa che ricerco; al mattino, durante la mia giornata, la sera. Ho un costante bisogno di prendere aria, di stare all’aperto.

I pensieri devono prendere aria; la mia mente, il mio corpo, devono avere la percezione e la sensazione di poter filtrare.

Devo poter respirare.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Giovani e futuro

“Il nichilismo è alle porte: da dove viene costui, il più inquietante fra tutti gli ospiti? […] Nichilismo: manca il fine, manca la risposta al “perché”?. Che cosa significa nichilismo? – che tutti i valori supremi perdono ogni valore”.

Friedrich Nietzsche
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Riflettendo sulle nuove generazioni, desta molta attenzione il loro modo di interagire con il loro mondo. Un mondo dove l’illimitato diventa necessità e il denaro, la tecnologia e la ricerca di visibilità, alimentano una corsa a-finalizzata e senza senso.

Se manca il fine, se mancano gli obiettivi e i desideri, il futuro non sarà più una promessa. Il futuro sarà quindi molto più opaco, impensabile. Non sarà più inteso e percepito come “possibilità”, non agirà più come “motivazione”; e se accade ciò mancherà la risposta del perché si è al mondo.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

L’Abisso

“Quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso ti guarda dentro.”

Nietzsche
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“Nelle sedute mi lamentavo che l’acqua – saliva, saliva e stava per sommergermi – . L’acqua era lo stato di torpore che riuscivo a dominare sempre più difficilmente..”.

Marguerite A. Sechehaye – Diario di una schizofrenica

Un mio paziente una volta mi descrisse il suo stato d’animo dei giorni precedenti dicendomi: “Dottore mi sentivo come su una scialuppa di salvataggio, solo al buio e con il mare agitato. Senza punti di riferimento e con l’angoscia di poter affogare o di potermi perdere e non tornare più”.

Guardare l’abisso senza essere bene “ancorati” alla superfice è rischioso. La psicoterapia nel caso del mio paziente è la possibilità di avere una bussola e una persona accanto che tenga la rotta. La concreta possibilità di non perdersi nello sguardo dell’abisso.

dott. Gennaro Rinaldi

Solitudini e moltitudini..

“Nella solitudine, il solitario divora se stesso. Nella moltitudine, lo divorano i molti. Ora scegli.”

FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE

Immagine Personale

dott. Gennaro Rinaldi

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