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Se io dico 3 invece è 2 : tu, che fai?

Dal conformismo alla pressione del gruppo: lo studio di Asch.

Con il termine conformismo ci si riferisce al cambiamento del comportamento, dei pensieri e sentimenti che le persone attuano in conseguenza di una pressione (reale o immaginata) effettuata da parte di un gruppo.

Lo psicologo sociale Solomon Asch decise di strutturare un esperimento per indagare più nello specifico, il fenomeno.

L’esperimento consiste nel mettere in fila una serie di persone alle quali lo sperimentatore, dirà che stanno per prendere parte a uno studio sul giudizio percettivo. A tal proposito viene mostrata una linea standard e 3 linee di paragone. I soggetti sperimentali devono pertanto dire quale delle 3 linee di paragone, corrisponde (ovvero è uguale per lunghezza) alla linea standard.

Fonte immagine “Google”.

E’ facilmente intuibile che la linea uguale a quella standard sia la 2 tuttavia.. cosa succede se 5 persone prima di noi, sostengono che la linea uguale sia ad esempio, la 1? Giunto il nostro turno cosa saremmo davvero disposti a fare: sostenere la nostra ipotesi o appaiarla al pensiero di gruppo?

Molti studenti hanno sperimentato tale conflitto, partecipando agli esperimenti di Asch. Quelli che si trovavano nella situazione di controllo (partecipare da soli) in più del 99% dei casi, davano la risposta corretta mentre quando gli stessi soggetti si trovavano inseriti all’interno di una situazione di gruppo, per circa tre quarti si conformavano giungendo ad una percentuale del 37% di soggetti conformati alla risposta di gruppo.

Di converso il 63% dei soggetti, non si conformava. Tenuto conto dei risultati Asch non “cantò vittoria”. Lo psicologo infatti, fu piuttosto turbato dal rendersi conto di come una percentuale comunque considerevole fosse disposta a dichiarare come vera, una cosa che non lo fosse:

Il fatto che persone giovani, intelligenti e ben intenzionate siano disposte a chiamare bianco il nero è una situazione preoccupante. Fa sorgere dubbi sui nostri sistemi di educazione e sui valori che guidano il nostro comportamento.

Solomon Asch, 1955

Il risultato di tali esperimenti appare interessante per un motivo in particolare. La pressione a cui i soggetti sperimentali sono sottoposti, non è una pressione scontata a conformarsi; non c’è ad esempio come premio il gioco o la vincita della squadra oppure punizioni in caso contrario. Se la gente è disposta a conformarsi così tanto in risposta a delle pressioni che sono minime, cosa succede se il “gioco si fa più serio?” Possono obbligarci a compiere atti crudeli che possono sconfinare nella tortura?

A quest’ultima domanda, proveremo a rispondere con un prossimo approfondimento.

“Finisce bene quel che comincia male”

Dott.ssa Giusy Di Maio.