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“E se domani”..

“e sottolineo se”..

La canzone scritta da Giorgio Calabrese e cantata da Mina s’era fatta eco situandosi come sonora presenza nella mia testa.

E s’era fatta eco perché il periodo ipotetico un po’ mi mal predispone.

Mi (pre)dispone male perché rinchiude (bloccandolo quasi in un loop) tra una frase dipendente condizionale e una frase principale, un sentire, un vissuto.

“Se..allora”.

“Se lui torna.. se lascerà la moglie.. se dice che come sta con me con nessuna mai..”.

Il sentire non può essere (sempre) un’ipotesi.

l’Amigdala è una piccola formazione ovale di sostanza grigia, facente parte del sistema limbico, localizzata nella parte anteriore del lobo temporale mediale dei due emisferi cerebrali. Importante nelle risposte emozionali, di formazione della memoria, comportamento aggressivo, reazione di paura, etc.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Jazz, creatività ed emozioni.

Uno studio ha mostrato come le emozioni influenzino la creatività aprendo un ponte sulla comprensione, ad esempio, dell’improvvisazione in ambito jazz.

Studi di imaging cerebrale confermano che le emozioni modulano la creatività dei musicisti. Malinda Mc Pherson (Harvard/MIT) sotto la guida di Charles Lib, condusse uno studio in cui osservò tramite risonanza magnetica funzionale, l’attività cerebrale dei musicisti jazz professionisti mentre improvvisavano delle melodie.

Durante l’improvvisazione ai musicisti venivano mostrate delle immagini in cui le persone avevano alternativamente una espressione triste o allegra. Durante la visione di queste immagini, i musicisti dovevano improvvisare ed esprimere le emozioni che visualizzavano.

Con le emozioni positive si osservava, nel cervello del musicista, una forte disattivazione della corteccia dorsolaterale prefrontale (DLPFC).

In studi precedenti questo tipo di risposta è stata associata ai processi creativi.

Quando però l’emozione nella foto era negativa, la disattivazione della DLPFC era molto inferiore mentre vi era un incremento dell’attività nelle aree cerebrali normalmente associate al piacere e alla ricompensa.

I ricercatori hanno concluso che quando si parla di creatività, non possiamo immaginare che vi siano attivazioni o disattivazioni di circuiti cerebrali specializzati ma che vi sia un effetto modulatorio da parte delle emozioni, in circuiti diversi.

L’attivazione osservata nelle aree legate al piacere è da collegarsi all’effetto psicologico della musica triste e di quella felice.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.