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Parole al metronomo: lettura ritmica.

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Mi è spesso capitato -in maniera piuttosto intuitiva- di battere il tempo quando in presenza di bambini o persone care, notavo difficoltà nella scansione di alcune lettere, parole o se notavo una certa “confusione” nell’eloquio (immaginiamo a tal proposito quei bambini che sembrano quasi mischiare le parole fino a sentire, in un certo senso, la lingua confondersi e perdersi).

Leggendo ho avuto poi modo di sapere che la mia intuizione ritmica è in realtà un metodo utilizzato in America e in Giappone.

A Brainworks, una scuola all’avanguardia in Texas, capita spesso di udire bambini che presentano difficoltà nella lettura, leggere ad alta voce mentre un metronomo batte loro il tempo (alla velocità di 60 battute al minuto).

Analogamente in una scuola di Tokyo accade che gli insegnanti suonino musica classica (giapponese o popolare) durante le lezioni di lingua, per fissare l’apprendimento e permettere ai bambini di sviluppare le loro capacità linguistiche.

Mentre gli insegnanti suonano, i bambini imparano a scrivere il kana (alfabeto fonetico giapponese) con pennelli larghi 7/10 cm immersi in acquerelli (a cui poi saranno sostituiti gradatamente pennarelli più piccoli e successivamente pastelli). I bambini, quasi come immersi nel pieno di una danza, imparano accompagnando il gesto grafico con un ampio movimento del braccio a cui si mescola il sottofondo del suono del fonema recitato ad alta voce.

Dal ritmo, alla voce, a una scrittura via via più minuziosa e raffinata.

Il tutto costantemente circondati dal ritmo e dalla melodia.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.