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Psicologia e bambini. La Gelosia tra fratelli e sorelle.. – PODCAST

In questa tappa del nostro viaggio faremo un interessante immersione sotto la superficie dell’apparenza e del pregiudizio.

Andremo a fondo della questione “Gelosia” e scandagliando bene il fondale avremmo probabilmente la possibilità di rinvenire elementi importanti che ci aiuteranno a comprenderne il significato di questo sentimento nei bambini e magari riconsiderarlo in positivo quando possibile..


Buon Ascolto..

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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Gelosia e primo possesso. #Shorts #ilpensierononlineare #saluteMentale

All’interno del Codice Deontologico degli Psicologi italiani, è specificato che lo psy debba procedere con l’attività di promozione del benessere psicologico (ART.3 Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità …)

Nell’epoca in cui (in maniera condivisibile o meno), i linguaggi cambiano e si modificano repentinamente , allora anche uno shorts di 50 secondi, diviene mezzo per attirare l’attenzione e/o condividere i grandi temi della psicologia provando a non snaturarli, banalizzarli e renderli volgari.

Riflettevo sul fatto che molte persone, quando mi raccontano le loro vicende amorose, giungano al punto di dire “è mio… sei mio… mi appartiene.. ci apparteniamo… è il mio possesso…”

Possedere…

Una parola che mi inquieta e non poco..

La gelosia e il possesso hanno molto in comune e -soprattutto- hanno molto in relazione con il bambino piccolo bisognoso di cure.

L’oggetto transizionale si riferisce alla comparsa, durante un particolare momento dello sviluppo infantile, di oggetti che assumono un significato speciale per il bambino; è stato Winnicott a  renderci tale concetto. Senza scendere troppo nel dettaglio, si tratta di tutti quegli oggetti -fenomeni transizionali- (hai presente Linus e la sua coperta?) che si riferiscono ad  una area  di esperienza del bambino  che  si colloca nel luogo che collega e separa la realtà  interna da quella esterna e che  diventerà poi una funzione permanente della psiche.

Winnicott parlerà di tale oggetto e del suo “permanere” nel campo artistico, ma il punto che vorrei sollevare è un altro.

Quando qualcuno dice “sei il mio possesso”, nella convinzione che esista un possesso sano, ti rende in tal modo suo oggetto e come quell’originario oggetto transizionale di cui da bambino ha avuto bisogno, ti usa e abusa per il suo piacere.

Il first possession è un oggetto che viene affettuosamente e amorevolmente amato ma contemporaneamente aggredito, mutilato, distrutto (nel tentativo di vedere che resiste e sopravvive a tale distruttività, fino a quando se ne ha bisogno). Questo oggetto deve sopravvivere all’odio; deve sembrare che dia calore, che si muova che abbia consistenza e sia vivo; Il suo destino è che gli venga gradualmente consentito di essere disinvestito in modo tale che, nel corso degli anni, non tanto venga dimenticato quanto, piuttosto, relegato in un limbo: non sembrano queste, qualità di certe relazioni disfunzionali che sono ormai all’ordine del giorno?

Il possesso non è mai amore e la gelosia morbosa che si veste di finta passione non è amore.

“Finisce bene quel che comincia male”.

#PromozioneDelBenesserePsicologico

Dott.ssa Giusy Di Maio