Archivi tag: memoria incidentale

Memoria e psicologia della testimonianza.

Photo by Sora Shimazaki on Pexels.com

Spesso nei casi giudiziari la memoria è l’unica fonte di informazione circa quanto accaduto; è soprattutto nei casi di abusi sessuali sui minori, dove il bambino è contemporaneamente vittima e unico testimone del fatto, che si evidenzia l’importanza della memoria nel ripercorrere la vicenda accaduta.

Gli studi condotti nell’ambito della psicologia forense, hanno evidenziato che un evento, per poter essere ricordato deve essere stato precedentemente acquisito. In questo senso, i processi che guidano l’acquisizione della conoscenza da parte dei soggetti, possono essere ricondotti a un’attività di elaborazione delle informazioni che si articola nelle tre fasi di acquisizione, ritenzione e recupero.

La maggior parte degli studiosi impegnati nella psicologia della testimonianza intende l’elaborazione come “ricostruzione”, poichè il processo di recupero non viene realizzato tramite il ripescaggio di un contenuto già pronto nella mente, ma tramite la ricostruzione di un possibile evento a partire da tutta una serie di informazioni e dati che sono rappresentati in memoria.

Questi dati e informazioni, tuttavia, non sono necessariamente collegati tra loro e non rappresentano la totalità dell’evento che deve essere ricordato; si tratta di dati sparsi, che provengono da più fonti, che possono appartenere a momenti diversi dell’esperienza dell’individuo.

Nel ricostruire il ricordo, pertanto, intervengono processi mentali che mettono in relazione i dati e li coordinano in una forma più o meno coerente, in modo da ottenere il ricordo di un evento.

Il ricordo di un evento è quindi una delle possibili ricostruzioni che il soggetto fornisce sulla base dei dati a sua disposizione, ma non è mai la riproduzione fedele di un evento; questi concetto è essenziale nel momento in cui si esamina un resoconto testimoniale poichè non si può considerare il resoconto come la descrizione esatta, accurata e reale dell’avvenimento. Il ricordo poi, può essere influenzato e modificato dalla presenza di informazioni ricevute in tempi successivi.

Un altro aspetto fondante la psicologia della testimonianza è la constatazione che ciò che si ricorda è conseguenza di dati che hanno colpito l’attenzione dell’individuo; per cui proprio la messa in atto dei processi attentivi influenza il contenuto e l’accuratezza del ricordo.

Nella testimonianza è utile distinguere, inoltre, una memoria di tipo incidentale e una di tipo intenzionale; nel secondo caso il soggetto preparato, per così dire, a dover ricordare un certo evento, focalizza l’attenzione maggiormente su quei fattori utili ai fini delle indagini piuttosto che su quelli che possono risultare superficiali. Molti studi mostrano inoltre come (e quanto) la memoria si modifichi nel tempo.

Si parla pertanto di informazioni post- evento riguardanti percezioni e giudizi di altre persone che erano presenti al momento del fatto (notizie che il soggetto può aver avuto da fonti in tempi successivi, oppure elementi che emergono dagli incontri con la polizia o avvocati, e così via).

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.