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RilassataMente. SperiMentalmente.

Vorrei essere le radici di un albero, per crepare la terra e giungere fino all’essenza del nutrimento stesso, aprendo ad un circolo continuo di desiderio e vita.

Mi piace il vento perché accarezza le foglie e le sostiene…Le coccola e non le teme, ma le lascia volteggiare liberamente.

Le foglie si fidano e si lasciano giocare.

Mi piace il sole perché quando incontra la natura crea una sfumatura di colore che sa di lui e lei fusi insieme: sa di corpi caldi.

(C’è sempre qualcosa in te, che sa di me).

La propriocezione indica la capacità di percepire e riconoscere la posizione del corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei muscoli, senza l’ausilio della vista; è fondamentale “offrire” al proprio corpo un cambio di prospettiva, “muovendolo” in diversi contesti di vita.

Cambiare contesto -ambiente- fa sì che il corpo, percependosi in una diversa posizione/postura, arrivi a sperimentare nuovi assetti, nuove possibilità, nuove ricchezze che non sapeva di avere.

Un corpo che si sperimenta è anche una mente che si sperimenta, così come una mente che si sperimenta è anche un corpo che si sperimenta.

Mettiamoci in gioco come solo la natura sa fare: giocando.. sfidando o accarezzando… il vento…

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

Relax, Calma, Natura – benessere psicologico

E ti ritrovi immerso nel verde, circondato dall’azzurro del mare, più giù in lontananza.. e camminando tra le vie in salita, sul dorsale del vulcano dormiente, chiudi gli occhi e ascolti la musica dell’estate..

Ascolta, guarda e rilassati..

Abbiamo bisogno di prenderci un po’ di tempo per noi stessi..

Se puoi, metti le cuffie, fermati, guarda o se preferisci chiudi gli occhi e ascolta.. i suoni della natura e la voce ti guideranno in un’esperienza rilassante..

Ascolta ancora.. se hai bisogno di tranquillità.

Relaxing sounds of nature (song of cicadas) immersed in the nature of the green island (Gulf of Naples)

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Corri nella natura.

Chi ha (già) letto qualche mio post, sa il tipo di relazione che ho con la natura.. Conoscerà quasi sicuramente la mia (pessima) battuta “sono un girasole mancato“.

La questione è però reale.. ho bisogno di fare la fotosintesi quotidianamente e vivo seguendo il sole e la luce.

Ho una relazione potente e profonda con la natura, con la terra.. con il tutto da cui tutto viene a cui tutto torna..

L’altro giorno mi è capitato dopo un pò, di perdermi nel verde: finalmente!

Da camminatrice aggressiva quale sono, specie sotto il sole.. ho apprezzato il verde che avevo intorno lasciando il cervello respirare, perdendomi nel verde, riflettendo il giallo e sognando l’azzurro.

Avete presente quei micro momenti infinitesimali di gioia però intensa, piena e incontenibile ?

Basta così poco per viverli.. basta lasciarsi andare.. eppure è al contempo la cosa più difficile da fare.

Cosa ti fa stare bene?

“Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli”.

Khalil Gibran

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Fatemi sbagliare!!!!

Quanto siamo preoccupati per i nostri figli? Come è cambiata la nostra percezione dei bambini? Come noi adulti li consideriamo e come questo può influire sulla loro percezione del mondo e sul loro sviluppo psicologico, cognitivo ed emotivo?

Concordo appieno, personalmente con la definizione data da un Sociologo britannico, Frank Furedi, dei genitori della nostra generazione, ossia “paranoid parenting”.

In effetti, quella di genitorialità paranoica, è una definizione abbastanza forte e diretta, ma purtroppo, spesso e volentieri rispecchia appieno le caratteristiche di molti giovani genitori. Questo perché oggi si ritiene che i bambini siano fragili e debbano essere comunque e sempre protetti, da qualunque tipo di disagio, fisico o psichico.

Oggi gran parte della vita dei bambini è sotto il controllo attento dei genitori: a scuola, alla ludoteca, al parco giochi, dagli amici, alle feste, durante le attività sportive. Difficilmente restano soli e spesso non sono liberi di sperimentarsi.

L’ideale sarebbe lasciare delle libertà e offrire loro la possibilità di sperimentare le situazioni più disparate e complesse, sia durante il gioco, sia durante la quotidianità, a scuola, con gli amici e in famiglia. Ad esempio, l’effetto positivo sullo sviluppo cognitivo, del movimento all’aria aperta nei bambini è ampiamente dimostrato e attraverso il gioco all’aria aperta i bambini sviluppano anche capacità motorie e sociali.

Senza lo sguardo severo degli adulti è più facile lasciarsi andare e affrontare le attività di gioco in maniera più libera e spensierata. I bambini devono imparare a muoversi e ad interagire con il mondo circostante e solo con l’azione, l’esercizio e gli errori possono imparare ad affrontare le difficoltà e anche i pericoli. In tal senso l’ansia dei genitori può arrivare a consolidare nel bambino l’idea che il mondo sia un luogo pericoloso, brutto, sporco o inaccessibile.

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L’intervento di una madre spaventata, che urla al suo bambino, che sta giocando saltando, “stai attento!!” può indurre nel bambino una paura irrazionale per un pericolo apparentemente inesistente. Un intervento simile, reiterato nel tempo genera un’estrema insicurezza nel bambino, che non ha potuto sperimentare, non ha potuto capire l’esito della sua azione, quindi non potrà apprendere da un eventuale successo o insuccesso, resterà con il dubbio e la paura di non potercela più fare. Ciò a lungo andare può consolidare l’idea nel bambino del mondo come luogo pericoloso, impossibile da affrontare senza l’aiuto dei genitori. Attraverso il gioco il bambino, simula, azioni e situazioni percepite come pericolose quando era più piccolo. Il gioco diventa quindi l’occasione di poter affrontare quelle paure e superarle, da soli o con gli amici, in modo sicuro. Se le situazioni percepite come pericolose dagli adulti, vengono sistematicamente ridotte e vietate ai bambini, resteranno e persisteranno, altrimenti sarebbero già state abbondantemente superate dagli stessi bambini. D’altra parte possono anche provare paura quando invece i genitori pretendono (esagerando) coraggio quando magari i loro figli non sono ancora pronti ad affrontare una determinata situazione.

L’eccessiva insicurezza e il timore del gioco può portare alcuni bambini a sentirsi poco capaci in tutte le attività. Tendono, infatti, a non muoversi facilmente, sono impacciati e poco coordinati e quindi si sentono emarginati e spesso umiliati. Preferiscono restare a casa a giocare “in modo sicuro” alla play o a guardare video sui social, piuttosto che uscire e giocare con gli amici.

La mancanza di movimento è un fattore di rischio da non sottovalutare: a risentirne è l’interazione sociale, la capacità di apprendimento, la capacità di comunicare con i pari, la fiducia in sè stessi e quindi è molto facile l’insorgenza di problemi psichici come disturbi dell’umore (depressione) e dipendenze.

La paura eccessiva dei genitori per ferite fisiche e psichiche, può avere paradossalmente l’effetto contrario e generare ferite psichiche più profonde e quindi più dolore e più problemi fisici.

Le ferite hanno anche lati positivi e permettono al bambino di crescere e conoscere il mondo. L’iperprotezione è dannosa per i bambini. L’apprendimento più duraturo e più efficace è quello basato sull’azione e sulla pratica.

Per concludere cito il grande Pino Daniele che nella sua “Yes I Know my way” :

Siente fa’ accussì

Miette ‘e creature ‘o sole

Pecchè hanna sapè’ addò fà friddo

E addò fà cchiù calore

Pino Daniele

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

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Una coccinella rifletteva…

Immagine Personale

“In ogni momento abbiamo due opzioni: fare un passo avanti verso la crescita o fare un passo indietro verso la sicurezza”.

“At any given moment we have two options: to take a step towards growth or to take a step back towards safety.”

Abraham Harold Maslow , psicologo statunitense , 1908, 1970.

Immagine Personale

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.