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(Con i piedi) nella terra della cura.

Sempre grata alla terra che mi ha nutrito (e alle mani che l’hanno coltivata).

E’ lì – a piedi nudi- che ho capito la dimensione della cura.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Jazz, creatività ed emozioni.

Uno studio ha mostrato come le emozioni influenzino la creatività aprendo un ponte sulla comprensione, ad esempio, dell’improvvisazione in ambito jazz.

Studi di imaging cerebrale confermano che le emozioni modulano la creatività dei musicisti. Malinda Mc Pherson (Harvard/MIT) sotto la guida di Charles Lib, condusse uno studio in cui osservò tramite risonanza magnetica funzionale, l’attività cerebrale dei musicisti jazz professionisti mentre improvvisavano delle melodie.

Durante l’improvvisazione ai musicisti venivano mostrate delle immagini in cui le persone avevano alternativamente una espressione triste o allegra. Durante la visione di queste immagini, i musicisti dovevano improvvisare ed esprimere le emozioni che visualizzavano.

Con le emozioni positive si osservava, nel cervello del musicista, una forte disattivazione della corteccia dorsolaterale prefrontale (DLPFC).

In studi precedenti questo tipo di risposta è stata associata ai processi creativi.

Quando però l’emozione nella foto era negativa, la disattivazione della DLPFC era molto inferiore mentre vi era un incremento dell’attività nelle aree cerebrali normalmente associate al piacere e alla ricompensa.

I ricercatori hanno concluso che quando si parla di creatività, non possiamo immaginare che vi siano attivazioni o disattivazioni di circuiti cerebrali specializzati ma che vi sia un effetto modulatorio da parte delle emozioni, in circuiti diversi.

L’attivazione osservata nelle aree legate al piacere è da collegarsi all’effetto psicologico della musica triste e di quella felice.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.