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Chi ci dice che è reale?

“È reale ciò che viene definito tale da un numero sufficientemente alto di essere umani. In questa occasione estrema la realtà è una convenzione interpersonale, proprio come l’uso di una lingua si basa sull’accordo tacito e per lo più assolutamente inconscio che determinati suoni e segni abbiano un ben preciso significato.”

Paul Watzlawick
Chi ci dice che è reale?

Può essere che ciò che consideriamo come realtà sia il risultato di una mera convenzione sociale? Probabilmente è proprio cosi..

dott. Gennaro Rinaldi

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Consigli di lettura: “Istruzioni per rendersi infelici” – Paul Watzlawick

La complessità di un rapporto

“L’essenza di un rapporto si dimostra come un fenomeno complesso sui generis che ha regolarità e patologie le cui caratteristiche non sono quindi imputabili né ad un partner né all’altro”

Paul Watzlawick
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L’essenza del rapporto umano e delle relazioni è qualcosa che è molto di più, che va oltre la somma delle singole componenti, come gli atteggiamenti, i comportamenti, le predisposizioni e le aspettative che i due partner portano con sé, dal proprio passato personale, all’interno del proprio rapporto. Il complesso sistema di interazioni di tutte queste componenti, nella sua interezza, a determinare il tutto.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Psicotico…

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” E’ patologica la comunicazione di una famiglia perché uno dei suoi membri è psicotico, o uno dei suoi membri è psicotico perché la comunicazione è patologica?”

Paul Watzlawick

Dott. Gennaro Rinaldi

Il linguaggio della realtà o la realtà del linguaggio?

Le parole che usiamo, il linguaggio che utilizziamo per comunicare è un fedele specchio della realtà che ci si presenta dinnanzi o è una personale interpretazione di ciò che vediamo e viviamo?

Secondo Paul Watzlawick esistono due lingue. Una che può essere rappresentata dalle parole che formulano queste frasi che leggete; essa è cerebrale, logica, analitica è la lingua della ragione, della scienza, della spiegazione (è la lingua del pensiero logico, diretto, che segue le regole della grammatica, della sintassi).

L’altra è molto più difficile da definire, proprio perché non è la lingua della definizione. La si potrebbe definire come lingua della metafora, dell’immagine, del simbolico. Una lingua della totalità e non della scomposizione analitica (è la lingua del pensiero che determina i sogni, le fantasie, il mondo interno).

“…giacchè è noto che un linguaggio non rispecchia la realtà, ma piuttosto crea una realtà.”

Paul Watzlawick

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi