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Il Tempo è un emozione..

Il 18 luglio di due anni fa ci lasciava Luciano De Crescenzo scrittore, regista, attore e conduttore televisivo napoletano. Svolse la professione di Ingegnere all’IBM prima di dedicarsi alla narrativa, alla saggistica e allo spettacolo.

Ecco il testo della prima parte della clip, dal film “32 dicembre” di Luciano De Crescenzo:

“Il tempo è un’emozione, ed è una grandezza bidimensionale, nel senso che lo puoi vivere in due dimensioni diverse: in lunghezza e in larghezza. Se lo vivete in lunghezza, in modo monotono, sempre uguale, dopo sessant’anni, voi avete sessant’anni. Se invece lo vivi in larghezza, con alti e bassi, innamorandoti, magari facendo pure qualche sciocchezza, allora dopo sessant’anni avrai solo trent’anni. Il guaio è che gli uomini studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla …”

Luciano De Crescenzo nella clip del Film “32 dicembre”
Luciano De Crescenzo in “32 dicembre”

“Chi possiede delle certezze d’acciaio è convinto di sapere tutto, e dunque inaridisce la propria voglia di apprendere.”

“Il Dubbio invece, mio buon amico, è una divinità che bussa con gentilezza alla tua porta e chiede di essere ascoltata.“

Luciano de Crescenzo

dott. Gennaro Rinaldi

La paura e l’uomo coraggioso.

“Ho imparato che il coraggio non è la mancanza di paura, ma la vittoria sulla paura. L’uomo coraggioso non è colui che non prova paura ma colui che riesce a controllarla.”

Nelson Mandela

Il 18 luglio del 1918 nasceva Nelson Mandela.

Nelson Mandela – immagine google

Relazioni e conflitti

„Una relazione senza conflitti è noiosa, e una relazione troppo conflittuale è tossica. Ciò che è desiderabile è una relazione con un certo optimum di conflitto.“

Gregory Bateson
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„A relationship with no combat in it is dull, and a relationship with too much combat in it is toxic. What is desirable is a relationship with a certain optimum of conflict.“ (Bateson)

dott. Gennaro Rinaldi

Aprire varchi, creare spazi..

“Aprire vuoti nelle teste, aprire buchi nel discorso già costituito, fare spazio, aprire le finestre, le porte, gli occhi, le orecchie, il corpo, aprire mondi, aprire aperture impensate prima.”

MASSIMO RECALCATI
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Aprirsi alle nuove opportunità, aprire varchi di possibilità, spazi e strade da percorrere. Varcare i confini e scoprire nuovi “mondi”. Muoversi, conoscere, arricchirsi..

Aprire aperture impensate prima..

dott. Gennaro Rinaldi

Il suono di una famiglia: il suono di un fratello.

Il dott. Rinaldi ha parlato qui della trasmissione intergenerazionale; tale trasmissione (che vede il passaggio attraverso le generazioni dei miti, tradizioni, valori che inscrivono un soggetto in un lignaggio – specifico- di provenienza, rendendolo in tal modo membro di una determinata famiglia), può avvenire anche tramite il canale musicale.

E’ così che veniamo al mondo, immersi in un mondo sonoro dove la presenza del battito cardiaco materno precede e scandisce quello che sarà il nostro – personale- battito vitale.

La canzone che condivido con voi, oggi, appartiene alla trasmissione familiare fatta da mio fratello: questo per me è il suono di mio fratello, un grandissimo appassionato degli U2.

Nella mia storia familiare nessun suono è mai stato a caso e le varie consonanze e dissonanze, gli accenti, i gruppetti, le sincopi, gli ictus o le legature sono sempre state una forte rete di contenimento delle nostre emozioni.

Delle nostre vite.

Buona Musica.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Giocare..

„È nel giocare e soltanto mentre gioca che l’individuo, bambino o adulto, è in grado di essere creativo e di fare uso dell’intera personalità, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il sé.“

Donald Woods Winnicott
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Non perdiamo mai la gioia di giocare. Facciamo giocare i bambini e i ragazzi. Insegniamo loro a giocare e giochiamo insieme a loro. Il gioco è un prodotto della nostra fantasia, della nostra creatività, è un pezzo importante del nostro essere.

dott. Gennaro Rinaldi

L’odio

“L’odio è una forma di violenza senza conflitto, perché nel conflitto esiste una dialettica possibile. Il conflitto organizza, per certi versi, la violenza in modo simbolico. Nel nostro tempo, invece, siamo di fronte alla violenza senza conflitto.”

MASSIMO RECALCATI
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Potremmo definire l’odio come una decisa ostilità accompagnata da un senso di ripugnanza, rifiuto e desiderio di nuocere.

Secondo Freud l’odio come relazione dei confronti di un “oggetto”, è più antico dell’amore e scaturisce da un rifiuto primordiale che l’Io narcisistico oppone al mondo esterno che può essere una sorgente di stimoli non graditi.

L’odio nasce essenzialmente da sensazioni primordiali, poco mentalizzate, spesso derivanti da stimoli esterni percepiti come pericolosi. L’odio spesso e volentieri non è pensato ed è frutto di ignoranza e incoscienza. Quello che Recalcati definisce come odio senza conflitto.

L’odio potrebbe aver senso solo in risposta ad un pericolo reale e imminente, ma come dice Recalcati viene poi veicolato e trasformato in conflitto, perché acquista un senso ed è simbolizzato.

dott. Gennaro Rinaldi