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La parola e l’ascolto

“La parola si soddisfa nell’ascolto dell’Altro. La mia parola è riconosciuta solo quando viene ascoltata.”

Massimo Recalcati

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“Dottore ho la sensazione che le mie parole non abbiano suono, che siano mute, trasparenti.. i miei genitori, praticamente da sempre, mi parlano addosso. Ho la sensazione che non mi ascoltino. Quando ero più piccolo facevo un sogno ricorrente: ero a casa, nella mia stanza, mi sentivo in pericolo, ero in pericolo, urlavo. I miei genitori accorrevano subito e aperta la porta della mia camera mi guardavano, fermi sull’uscio della porta. Chiedevo aiuto, spiegavo concitato la mia paura, volevo che mi aiutassero, che venissero da me. Non mi capivano, non mi ascoltavano, spegnevano la luce e chiudevano la porta. Il buio mi terrorizzava e puntualmente mi svegliavo”

Le parole prendono senso solo quando valorizzate dall’ascolto. L’ascolto presuppone la comprensione. Se ascolto e comprendo posso accogliere il senso delle parole dell’altro e posso riconoscerle. L’ascolto è anche accoglienza. L’ascolto riconosce la parola dell’altro e la valorizza ricoprendola di significato.

Quando non c’è ascolto si svalorizza il significato della parola dell’Altro. Si crea un vuoto di significato che genera ferite profonde in chi vuole essere ascoltato.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Lavoro

“Lieben und arbeiten”, “amare e lavorare”, questa è la mia ricetta contro i mali oscuri dell’uomo.

Sigmund Freud
Sanghe e Anema – Almamegretta

L’aveva compreso Freud la soluzione ai mali oscuri dell’essere umano è nel lavoro e nell’amore.

Il lavoro è la chiave per la serenità delle persone. Nel lavoro le famiglie ritrovano l’opportunità di costruire un futuro. Nel lavoro l’umano può ritrovare la propria dignità.

Anima e sangue è ciò che tanti lavoratori mettono nel lavoro.

Sangue e anima è il lavoro degli ultimi, di quelli sfruttati, di quelli dimenticati, di quelli che facciamo finta di non vedere..

“Gente che ha sofferto sempre troppo e che per mille anni è stata sempre sotto..” cit.

Nun te scurdà

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Psicologia e pensieri. Totò e la guerra.

” Il denaro fa la guerra, la guerra fa il dopoguerra, il dopoguerra fa la borsa nera, la borsa nera rifà il denaro, il denaro rifà la guerra. In guerra sono tutti in pericolo, tranne quelli che hanno voluto la guerra.”

Antonio De Curtis – Totò

Il 15 aprile del 1967 moriva Antonio de Curtis in arte Totò.

Sono oramai passati quasi sessant’anni, ma le sue parole e i suoi film risultano più che mai attuali.

L’insensatezza della guerra, delle azioni disumane e prive di sensata moralità che vengono magistralmente mascherate da azioni eroiche e moralmente accettate, sono all’ordine del giorno oggi come allora.

Così il racconto degli avvenimenti, delle parti coinvolte, diventa contrastante fino all’assurdo, tanto da dimenticarsi della realtà, dell’umanità coinvolta e delle conseguenze.

Nel breve video estratto dal film di Totò “I due colonnelli” (che potete guardare sotto), è riportata una delle scene più famose e più significative.

Ad un certo punto Totò (colonnello delle forze armate italiane) dice al colonnello tedesco (che a quanto pare ha pieni poteri) : ” Io non sparo contro un paese inerme, lo faccia prima evacuare e poi farò cantare tutti i mortai che lei vuol sentire”, ” Io sono un soldato non sono un assassino”.

Il colonnello tedesco risponde dicendo: ” Che conta la vita di due- trecento persone dinnanzi alla vittoria del Gran Reich, sono come mosche!!!”.

Totò risponde: “Io non ammazzo nemmeno le mosche e sa cosa le dico? Che io l’ordine di sparare non lo darò ne ora ne mai!”

Il colonnello tedesco irritato dice: “Attento colonnello, Io ho carta bianca..!!”

Totò in una escalation catartica risponde, seguito dalla reazione di giubilo misto a sorpresa dei propri commilitoni: “E ci si pulisca il culo, va bene!!!?”

Totò – I due colonnelli

Magari ci fossero anche oggi tanti colonnelli coraggiosi come quello che interpretava Totò.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

NO WAR!

“Là dove vien meno il biasimo della comunità cessa anche la repressione degli appetiti malvagi, e gli uomini si abbandonano ad atti di crudeltà di perfidia, di tradimento e di brutalità, che sembrerebbero incompatibili col livello di civiltà che hanno raggiunto.”

Sigmund Freud
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“Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.”

Albert Einstein

Credo che l’uomo abbia la facoltà e l’intelligenza di scegliere e progredire verso scelte di pace e compromesso per la convivenza civile e il rispetto reciproco.

Credo anche che ci sono alcuni uomini che non sono in grado di farlo e regrediscono verso stadi evolutivi precedenti, appartenenti alla propria preistoria.

dott. Gennaro Rinaldi

Ritmo (Straordinario).

Stasera condivido con voi un pezzo un po’ diverso.

Quando durante la canzone c’è la parola “ritmo!” ecco.. spostate divani, sedie, libri… gettate tutto all’aria e andate di twerk , siate ritmici, aritmici… fuori tempo, nel tempo; agitate le anche, il sedere le braccia o quel che vi pare.

Siate (non) ordinari.

Abbiamo -ora più che mai- bisogno di un mondo straordinario non ordinario e lo straordinario parte dai pensieri.

La rinuncia alle proprie idee è la più difficile da fare, per l’essere umano; parola di psy (ah già… quella la psicologia non gode di grandissima stima) e pazienza!

(Ecco la prima idea non ordinaria in cui ho deciso di credere!)

Come dicevo… rinunciare alle proprie idee e convinzioni resta una rinuncia narcisistica troppo difficile per l’umano che -pensa un po’- per le idee uccide pure (le bombe per quanto siano intelligenti, mica si sganciano da sole? Le guerre non cominciano proprio a causa di malsane idee?).

Ma mo dove sta andando a parare la Doc?

“Paro” in maniera per niente lineare (come sempre) e costruisco gradatamente il mio mondo straordinario. Comincio con il movimento di bacino (che un corpo statico porta a una mente statica e viceversa) poi…

Poi niente… porto avanti le mie idee quelle forti e potenti che mica è facile esser realmente convinti di qualcosa quando tutti continuano a dirti che la cosa giusta, lineare e normale da fare è un certo -dato- percorso?

Allora… senti alla Doc: costruisci il tuo percorso e se questo percorso poco convince chi ti sta vicino misà che è davvero quello giusto (e se ti va… fatti, nel frattempo, pure un balletto!).

E… ricordati di non sottovalutare mai i tuoi compagni di avventura!

PS- Il blue monday non esiste.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Casa.

“La casa è il vostro corpo più grande. Vive nel sole e si addormenta nella quiete della notte; e non è senza sogni.”

Khalil Gibran

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Reazioni e trasformazioni

“L’incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c’è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati.”

Carl Gustav Jung
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I legami tra persone sono il frutto di alchimie particolari e spesso poco lineari. E sono alchimie trasformative.

dott. Gennaro Rinaldi

Definirsi e farsi definire..

“Non dobbiamo permettere alle percezioni limitate degli altri di definire chi siamo.”

Virginia Satir
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Un giorno arrivarono allo studio un ragazzo e sua madre. Il ragazzo aveva poco più di 20 anni, la madre molto giovanile, sicura e eccessivamente gioviale, esordisce dicendo:

Dottore piacere, lui è mio figlio T. . Finalmente! Non vedevo l’ora di venire a questo appuntamento.

Il piacere è mio signora, come mai era così ansiosa di vedermi?”

Non lo vede?”

Cosa devo vedere?”

Mio figlio.. lo vede? (lo indica con lo sguardo, mentre il figlio si mostra annoiato e contrariato, abbassando lo sguardo e sbuffando) “Lo vede !? E questo è ? Sta sempre così.. dorme, mangia e gioca con la playstation. Non esce, non vuole cercarsi un lavoro, è fermo a casa da due anni, da dopo il diploma. Non parla, mugugna.. poi è sfaticato! Ma cosa gli manca? Ha tutto quello che vuole, sono sempre presente. Non lo so, non esce, eppure ce li ha gli amici. Pensate che teneva pure una fidanzata.. era accussì bellell..

Questo è quello che vede lei di suo figlio.. io vedo qualcos’altro. T. tu ti vedi come ti vede tua madre?”

Impariamo a conoscerci abbastanza per poterci definire e non permettiamo agli altri di farci definire per come vogliono vederci.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi