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Corri, diavolo…

Potrei raccontare la storia del pezzo… del titolo… e così via.

Ma sono una da godimento (così il vecchio Lacan è contento) e più che parlare, preferisco ascoltare e assaporare.

Le orecchie per me, contano…

Se vi va.. concedetevi un po’ di sano godimento -jouissance- ma.. arrivate fino alla fine (del video).

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Non (troppo) lineare.

“Poi l’estate svanisce e passa, e arriva ottobre. Si fiuta l’umidità, si sente una chiarezza insospettabile, un brivido nervoso, una veloce esaltazione, un senso di tristezza e di partenza”. Thomas Wolfe

Ricordiamoci di lasciar libero l’inconscio… libero di fluire e accogliamo (invece di condannare), le sue proiezioni.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

“Come un vino smagliante”.

“E io ritardatario sulla morte, in anticipo sulla vita vera, bevo l’incubo della luce come un vino smagliante”.

Pier Polo Pasolini

Da Poesie mondane, n Poesia in forma di rosa (1961-64).

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Coincidenze dell’anima.

“Io credo che le sole cose sicure in questo mondo siano le coincidenze”.

Leonardo Sciascia.

…Che (poi) non esistono…

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Echi e messaggi..

“La vita è come un’eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii.”

James Joyce
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Provare a cambiare prospettiva e guardarsi da una posizione diversa, anche se più scomoda, può aiutarci a comprendere l’effetto dei messaggi che inviamo al mondo circostante. A volte il messaggio che solitamente inviamo agli altri può rimandare una eco inaspettata, distorta e disturbante. Allora è proprio in quei casi che bisogna modificare il messaggio che inviamo per avere un rimando più coerente con le nostre aspettative.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Il coraggio e la crescita.

Christopher Robin “Orso.. E se dovesse arrivare un giorno in cui saremo separati?”

Pooh “Finchè saremo separati insieme, staremo certamente bene”

Christopher Robin “Sì, sì, certo. Ma se, se non fossimo insieme… se fossi da qualche altra parte?”

Pooh “Oh, ma davvero non potresti esserlo, perché sarei abbastanza perso senza di te. Chi chiamerei in quei giorni in cui non sono abbastanza forte o abbastanza coraggioso?”

Christopher Robin “Beh, in realtà…”

Pooh “E a chi chiederei consiglio quando non saprei da che parte girare?”

Christopher Robin “Pooh, noi…”

Pooh “Noi… semplicemente non saremo noi”

Christopher Robin “Oh, Pooh. Se mai ci sarà un domani in cui non saremo insieme, c’è qualcosa che devi ricordare”.

Pooh “E cosa potrebbe essere, Christopher Robin?”

Christopher Robin “Sei più coraggioso di quanto credi, e più forte di quanto sembri, e più intelligente di quanto pensi.”

Pooh “Oh, è facile. Siamo più coraggiosi di un’ape, e, uh, più lunghi di un albero e più alti di un’oca… o, uh, era un alce?”

Christopher Robin “No, sciocco, vecchio orso! Sei più coraggioso di quanto credi, e più forte di quanto sembri, e più intelligente di quanto pensi. Ma la cosa più importante è che anche se siamo separati, io sarò sempre con te .

Sarò sempre con te.

Sarò sempre con te.”

Il coraggio di credere, provare, lasciare andare e crescere.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Nuvole (tra buio e luce).

“Nell’impossibilità di poterci vedere chiaro, almeno vediamo chiaramente le oscurità”.

S. Freud

Dott.ssa Giusy Di Maio.

L’isola del tempo per B.

“Dottoressa non so cosa dirle.. Io mi sento strano in questo contesto. Mi sembra che l’unico obiettivo dei miei amici sia apparire e apparire ancora. Mi sembra assurdo che i bambini già a 3- 4 anni abbiano telefono o tablet a disposizione… Possibile che dobbiamo crescere da subito con questa idea che quello che gli altri vedono di te, sia più importante di quello che sei tu, di quello che di te stesso, vedi tu?

Io vado a scuola a Scampia; mo.. come uno sente Scampia dice “criminali, delinquenti… spacciatori!” ma tu che ci fai là in mezzo?

Io “non ci faccio”, “ci sono”… che è diverso. Ho la media del 9, mi piace studiare e sono un ragazzo che riflette sul mondo circostante. Non ho mai fatto cazzate anzi.. ho quasi la sensazione che la cazzata che io stia facendo, sia restare a pensare.

Con le mascherine sono tutti più simpatici e sa perché? Perché siamo tutti uguali… poi tolta la maschera hanno tutti una faccia diversa da come l’avevo immaginata: tutti incazzati, brutti e nervosi.

Ma che hanno da stare così nervosi?

Quanti pregiudizi, quanti stereotipi… quanta poca fantasia, Dottoressa. Ecco… Nella mia famiglia ci si lamenta del fatto che magari non ho troppi amici o del fatto che mi vedono poco in linea con quella che è la mia età…

Sto bene qui, a parlare con lei.

Qui c’è calma, la sua voce mi rilassa e ho tempo per pensare. Sto come su un’isola, uno spazio/bolla in cui il tempo diventa strano e va più lento (pure se subito passa l’ora), e non ricevo giudizi per le mie idee, ma orecchie: orecchie che mi ascoltano e che sono pure interessate.

Non ricevo domande fredde e stereotipate; non ricevo giudizi o imposizioni.

Sento che quando vengo qui ho tempo per riflettere e prendermi cura di me stesso. Nessuno qui mi chiede di apparire, nessuno mi dice che sono un delinquente, nessuno mi fa sentire nessuno.

Ecco… solo i disegni che mi fa fare mi annoiano però va bene lo stesso..

Li faccio perché sento che anche quelli servono (poi me li presenta sempre in maniera molto simpatica, sono onesto).

Come? E’ già passata un’ora?

Va bene Dottorè… ci vediamo la settimana prossima; sì… la scrivo la storia ma mo devo tornare là fuori? Nella confusione, nella violenza e nella cattiveria?

Buona serata Dottorè!”

B., adolescente di Scampia che ha capito più di chiunque altro a cosa serve il supporto psicologico.

(Perché il pregiudizio può esserci sempre: sia da un lato, che dall’altro).

Grazie.

“Finisce bene quel che comincia male”

Dott.ssa Giusy Di Maio.