Archivi tag: pensieri

Intimità della Gravidanza.

Photo by Ilzy Sousa on Pexels.com

“L’arte di tacere è importante, l’intimità deve essere preservata.”

Sophie Marinopoulos, psicoanalista.

Prima del Covid, insieme ad una collega Psicoterapeuta tenevamo i corsi C.A.N. (Corsi di accompagnamento alla nascita); i corsi sono gratuiti e aperti ad entrambi i genitori (viene caldamente consigliato al padre, di partecipare; viene caldamente sconsigliato alle suocere di partecipare).

Parlavo con alcune donne che aspettavano un bambino; la maggior parte di loro sosteneva di sentirsi stanca, svuotata quasi senza aspettative e idee circa il cosa fare.

Le idee che queste donne sostenevano di non avere più, erano legate principalmente a ciò che gli altri sembravano aspettarsi da loro “lavorare, essere delle buone mogli, portare avanti tutte le faccende da fare.. sorridere sempre.. essere accoglienti, accorte e buone”.

La maggior parte di loro, tuttavia, sosteneva di non aver voglia di far molto “niente in realtà”

Le ho guardate e ho detto loro che forse la loro gravidanza, era un momento di raccoglimento in cui, come madri, oltre a tenere e contenere il bambino, stavano tenendo e contenendo tutte le parti di sé prima di lasciarle andare via, insieme al (futuro) nato.

Ho immaginato che questa loro chiusura, potesse essere -forse- una chiusura narcisistica.. una sorta di difesa che si squarcerà nel momento in cui uscendo, il bambino attesterà nel reale, la loro (nuova) posizione di donna e madre.

Tacere, preservando l’intimità e quello spazio fusionale, di simbiosi che andrà poi gradatamente (nel corso dello sviluppo del bambino), abbandonato le aiuterà a:

Tener(si) e Contener(si)

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Il mio desiderio

“Non sono mai “io” che decido il “mio” desiderio, ma è il desiderio che decide di me, che mi ustiona, mi sconvolge, mi rapisce, mi entusiasma, mi inquieta, mi anima, mi strazia, mi potenzia, mi porta via.”

Massimo Recalcati

Quante volte abbiamo dovuto rinunciare ad un desiderio barattando un po’ della nostra possibilità di raggiungerlo per un po’ di sicurezza?

Quante volte abbiamo ceduto al desiderio e ci siamo fatti rapire dalla “Passione” che ci spingeva a soddisfarlo?

Quante sfaccettature porta con sé il desiderio…

dott. Gennaro Rinaldi

La natura dei Sogni

“Credo che le cose veramente naturali siano i sogni, che la natura non può corrompere.”

Bob Dylan
Photo by Sebastian Voortman on Pexels.com

Probabilmente i sogni sono incorruttibili, ci raccontano la verità in storie bizzarre, ci parlano dei desideri con immagini paradossali, ci offrono ricordi con sensazioni reali. Per Freud erano la via principale verso l’inconscio, dove tutto è presente, ma ben celato alla coscienza.

dott. Gennaro Rinaldi

L’insegnamento

“L’insegnamento deve essere tale da far percepire ciò che viene offerto come un dono prezioso, e non come un dovere imposto.”

Albert Einstein
Photo by Pixabay on Pexels.com

Stimolare la curiosità e offrire l’insegnamento come un’opportunità.

dott. Gennaro Rinaldi

Exuvia.

L’Exuvia indica – in biologia- i resti dell’esoscheletro (la struttura esterna più o meno rigida che fa da protezione al corpo dell’animale ed eventualmente da sostegno agli organi) dopo la muta di un insetto, crostaceo o aracnide.

L’Exuvia è ciò che resta dopo che è avvenuto un cambiamento formale.

Exuvia, questo scarto, mi fa pensare all’Io e il “suo” progetto per/dell’identificazione. Il futuro – infatti- non può coincidere con l’immagine che il soggetto si crea di esso nel suo presente e questa non coincidenza (di cui il soggetto fa quotidianamente esperienza), deve sostituire alla certezza perduta la speranza di una coincidenza futura possibile.

L’Io quindi, per essere, deve appoggiarsi a questa possibilità/augurio; tuttavia questo tempo futuro che sarà raggiunto, dovrà a sua volta lasciare spazio e diventare fonte di un nuovo progetto in un rimando che terminerà solo con la morte (in tal senso penso a una nuova exuvia).

Tra l’Io e il suo progetto deve persistere uno scarto; tale scarto deve presentarsi e prestarsi come la possibilità secondo cui la differenza tra Io attuale e Io futuro deve sempre restare, almeno parzialmente, una incognita. E’ proprio per la presenza di questa progettualità, della dimensione progettuale, (necessariamente irrealizzabile nella sua interezza), che appare quanto il soggetto umano, nel suo essere soggetto desiderante, è costituito anche dal negativo ovvero da desideri che non ha soddisfatto, che non ha realizzato e da ciò che non è divenuto.

L’exuvia persa lungo il cammino della nostra costruzione come Io desiderante – e per questo mancante- ci ricorda della possibilità di lasciare un calco, un pezzo, una esperienza per “la strada” al fine di dare nuova vita alla nostra esperienza.

Caparezza è tornato il 30 marzo con il primo pezzo del nuovo album, pezzo che ha proprio come titolo Exuvia.

Giusto un anno fa ho lasciato il mio calco altrove dall’adesso e lontana da un posto in cui non c’era casa, nel mio nuovo scheletro in costruzione so di essere nella mia isola senza tempo, nel mio polmone verde fatto di aria di sogni e di speranze; isola di attracco per pochi.

E tu…

Hai già perso il tuo esoscheletro?

Satellite.

(…) ché tutto l’oro ch’è sotto la luna
e che già fu, di quest’anime stanche
non poterebbe farne posare una” (…)

Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno Canto VII, 64/66.

Shhh..

Spegni la luce e bevi la luna.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Non essere compresi..

“La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi.”

PIER PAOLO PASOLINI
Peanuts

P. : “Sa com’è quella sensazione di sentirsi svuotato dentro e angosciato quando provo a parlare, ad urlare e vedo che gli altri non riescono ad ascoltarmi e non riescono a comprendermi?!!?”

dott. Gennaro Rinaldi