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Superare le proprie paure

“Una delle più grandi scoperte che un uomo può fare, una delle sue più grandi sorprese, è scoprire che può fare ciò che aveva paura di non poter fare”

Henry Ford
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dott. Gennaro Rinaldi

La speranza di un tesoro..

“Dove c’è una rovina, c’è la speranza di un tesoro”.

Gialal al-Din Rumi 
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A nessuna sofferenza è impossibile porre rimedio. La sofferenza può essere trasformata, grazie alle nostre innumerevoli risorse e alla resilienza. In tal senso la sofferenza può essere vissuta come occasione di cambiamento e di miglioramento di se stessi e della propria esistenza.

Dove ci sono in apparenza solo rovine e nient’altro, in realtà si possono scovare grandi tesori.

dott. Gennaro Rinaldi

IO – Casa – Varsavia.

Lo stranissimo titolo sembra proporre tre cose unite da “nessun” senso.

La riflessione di oggi muove su un continuum che parte da Freud per finire ancora un volta, nella musica e in Chopin.

“L’Io non è padrone in casa propria”

Diceva Freud, questo perchè l’essere umano è abitato da una dimensione inconscia che ha sempre evitato di considerare e conoscere, derivazione questa che proviene da quel gioco narcisistico che ha fatto sì che egli si mettesse al centro dell’universo, padrone indiscusso della sua razionalità.

Nell’Introduzione alla psicoanalisi, Freud (1915-1917), scrive che l’umanità ha dovuto subire, nel corso del tempo, una serie di mortificazioni. Innanzitutto La scienza ha mostrato che la terra non è al centro dell’universo, ma solo una piccola parte di un grande cosmo (la rivoluzione Copernicana).

Altra mortificazione subita dal genere umano, risiede nel fatto che la ricerca biologica ha mostrato che l’uomo discende dal regno animale (opera di Darwin).

La terza e grande mortificazione subita dal genere umano, è data dalla psicologia che ha mostrato come l’Io non sia padrone in casa sua. L’Io vive (molto ironicamente) ben lontano dal conoscere cosa accade in casa propria.

La psicanalisi offre la possibilità di mettere il soggetto al centro del suo discorso (siamo proprio sicuri che quando diciamo Io, stiamo davvero riferendo a noi stessi?) responsabilizzando il soggetto stesso rispetto al suo malessere: ecco perchè la terapia è attiva ma soprattutto soggettivante.

Le persone sono più del loro sintomo e sono portatrici di una storia (un complesso di storie perchè tutti siamo la somma di tante storie e voci che ci attraversano legandosi insieme, tra loro. Storie stridule, stonate e urlate. Storie sussurrate e blandamente raccontate. Storie che non trovano accordo o producono una dissonanza).

E ora??? che c’entra Varsavia?

La condensazione dei termini trova ragione in uno studio di Chopin importante per me, per diverse ragioni (anticipo solo che l’amore per Chopin è bastato a farmi prendere un aereo per Varsavia).

Chopin compose lo studio op 10 n 12, conosciuto anche come la Caduta di Varsavia, quando nel 1831 si trovava a Stoccarda. l’8 settembre seppe del fallimento dell’insurrezione polacca e della presa di Varsavia da parte dei russi (Rivolta di Novembre). Chopin a causa delle pessime condizioni di salute, non poté prender parte alla lotta per difendere la propria casa, ed eccola qui.. l’analogia, la mia catena di significanti.

Io- casa- caduta di varsavia- Chopin.

Questo studio è strettamente legato ad alcuni eventi personali, ma questa è altra storia (altra catena di significanti) che forse.. chissà.. verrà prima o poi raccontata.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Per tua volontà..

“Per tua volontà ti perdi, per tua volontà ti trovi, per tua volontà sei libero, prigioniero e legato”.  

Angelus Silesius
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Nel bene o nel male sono le nostre scelte e la nostra volontà a direzionare il nostro percorso di vita. Abbiamo sempre la possibilità di decidere e cambiare, dipende dalla nostra volontà di farlo.

dott. Gennaro Rinaldi

Ferragosto.

Immagini Personali.

La cura di sé è uno dei tanti strati di cui siamo fatti, quello più permeabile e bisognoso di cure.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Sentire un abbraccio.

Immagini Personali.

No, un abbraccio non si lascia andare via..

Specie quando insegna – pericolosamente- a sentire..

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Il sogno e l’ignoto.

“Ogni sogno è dotato di un ombelico che lo collega con l’ignoto”

Sigmund Freud
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Il sogno si aggancia ad elementi del vissuto, tracce mnestiche di percezioni recenti e ricordi passati. Il sogno costituisce la vita della psiche durante il sonno.

È come il ritirarsi ogni notte in uno stato prenatale, simile alla vita intrauterina. Il sogno si potrebbe definire come un residuo dell’attività di veglia, qualcosa che disturba il sonno. Il sogno è il modo con il quale la psiche reagisce a questi stimoli che lo disturbano.

Il sogno si nutre di stimoli esterni e stimoli interni; in questi casi il sogno rielabora gli stimoli, usa allusioni e li inserisce in un contesto. Costruisce immagini, che alimentano storie: a volte bizzarre, a volte astratte, altre volte apparentemente sensate, ma tutte collegate dalla sensazione che si viaggi ogni notte verso l’ignoto..

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Osservare per sentire.

Praga.

“Ogni paesaggio è una condizione dello spirito.”

Henri Frederic Amiel .

Contenuto Personale.

Ogni tanto dobbiamo avere il coraggio di deporre le armi del nostro dire, sapere e sentire per abbandonar(ci) a un quieto osservare.

La stasi non è necessariamente qualcosa di negativo (soprattutto perché la stasi, in senso puro, non esiste).

Osservare per assaporare un suono, un respiro, un volto, un non detto..

Osservare per dubitare, rivedere magari apprezzare..

Osservare per osservarsi.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.