Archivi tag: Psicologia e bambini

Psicologia e bambini. L’oggetto transizionale e la relazione madre – bambino. – PODCAST

La nostra prossima tappa ci permetterà di viaggiare ancora una volta nel mondo psichico del bambino. Guarderemo più da vicino alcune caratteristiche della relazione esclusiva madre bambino, degli aspetti percettivi reali e immaginativi e dell’ambiente.
Ci faremo guidare dalle interessanti teorie di Donald Winnicott; parleremo di oggetto transizionale, della relazione madre – bambino e dell’importanza delle funzioni di “handling e holding“, caratteristiche della “preoccupazione materna primaria” della “madre sufficientemente buona“.
Buon Ascolto..

Psicologia e bambini. L’oggetto transizionale e la relazione madre – bambino. – PODCAST – In viaggio con la Psicologia
Psicologia e bambini. L’oggetto transizionale e la relazione madre – bambino. – PODCAST – Spotify

“In viaggio con la Psicologia”

dott. Gennaro Rinaldi

I vantaggi del Gioco e della Fantasia per l’Apprendimento dei Bambini – PODCAST

Con la nostra prossima tappa percorreremo itinerari fantastici, faremo voli pindarici e fantasiosi, solo per la gioia di poter giocare ancora un po’, ancora una volta.
L’uso della fantasia e del gioco libero agevolano l’apprendimento e lo sviluppo psico-emotivo del bambino, aiutandolo nei successivi step evolutivi e nella formazione della propria identità.
Buon Ascolto..

I vantaggi del Gioco e della Fantasia per l’Apprendimento dei Bambini – PODCAST – In viaggio con la Psicologia

Gmork: sei uno sciocco e non sai un bel niente di Fantasia; è il mondo della fantasia umana. Ogni suo elemento, ogni sua creatura scaturisce dai sogni e dalle speranze dell’umanità e quindi Fantasia non può avere confini.

Atreyu: Perchè Fantasia muore?

Gmork: perchè la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga.

La Storia Infinita – Film
I vantaggi del Gioco e della Fantasia per l’Apprendimento dei Bambini – PODCAST – Spotify

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Psicologia e bambini: l’importanza del NO per i bambini – PODCAST

Con la nostra prossima tappa viaggeremo leggeri perché ci spingeremo a piccoli passi e con molta cautela alla scoperta della mente dei bambini, del loro comportamento e perché no, anche del comportamento di noi adulti.
Dire “NO” al proprio bambino a volte è proprio difficile, ma quanto è importante la parola “NO” per la formazione di un bambino?
Scopriamolo insieme.. buon ascolto

Psicologia e bambini: l’importanza del NO per i bambini -PODCAST – Spreaker
Psicologia e bambini: l’importanza del NO per i bambini -PODCAST – Spotify

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Poteri della fantasia..

Mi è capitato di incontrare una bambina che aveva letto “Pinocchio”, ma non aveva ancora visto il film. Dopo che lo vede, mi sembra scettica e allora le chiedo che cosa non l’ha convinta. Lei risponde perplessa; “La voce del Grillo parlante era completamente diversa rispetto al libro”.

Anna Oliviero Ferraris

Leggere una storia permette alla propria immaginazione di lavorare e fa viaggiare la fantasia, che attingerà a tutte le risorse cognitive e di memoria per dare vita alle parole che diventeranno immagini, suoni, odori, sensazioni, emozioni…

Abituare sin da piccoli i bambini all’utilizzo esclusivo di “facilitatori tecnologici” potrebbe limitare la loro capacità a sviluppare e usare le proprie risorse immaginative.

Invogliamo i bambini ad usare la loro immaginazione.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Pillole di Psicologia: Jean Piaget

Jean Piaget (nato a Neuchatel nel 1986 – morto a Ginevra nel 1980), è stato uno dei punti di riferimento della psicologia dello sviluppo.

Studiò lo sviluppo del pensiero e dell’intelligenza e elaborò il “metodo clinico“; un metodo che prevedeva l’osservazione diretta e una successiva inchiesta sulle modalità di pensiero e ragionamento che venivano adottate dai bambini al momento della risoluzione dei compiti.

Jean Piaget (immagine web)

Proprio attraverso la ricerca e l’applicazione del suo metodo di studio, Piaget dimostrò, non solo la differenza qualitativa tra i processi del pensiero degli adulti e quello dei bambini, ma anche l’esistenza di fasi differenziate e progressive, caratteristiche dello sviluppo cognitivo dei bambini. Piaget è famoso anche per aver svolto i suoi studi e applicato il suo metodo clinico sui suoi figli.

Secondo Piaget le strutture cognitive e quindi anche i diversi processi di pensiero si formano attraverso un processo progressivo, universale ed immutabile. Lo sviluppo mentale avviene con un adattamento alla realtà crescente, attraverso il risultato di due processi: assimilazione (le informazione e i dati sono ricondotti a schemi di comportamento già posseduti); accomodamento (avviene una modifica degli schemi già posseduti con l’adeguamento dei nuovi dati assimilati).

Le categorie di pensiero caratteristiche di un adulto sono il frutto della graduale evoluzione del sistema cognitivo.

Lo sviluppo secondo Piaget passa attraverso 4 periodi:

Sensomotorio (0 – 3 anni), Pre-operazionale (3 – 6/7 anni), delle operazioni concrete ( 7 – 11 anni) e delle operazioni formali e astratte (da 11 anni in poi).

Il passaggio tra uno stadio di sviluppo e l’altro, presuppone l’acquisizione, da parte del bambini, di abilità e determinate capacità cognitive, che possono attraversare tre tipi di pensiero; egocentrico, operatorio e ipotetico deduttivo.

Piaget e la sua famiglia

Tale sviluppo del pensiero segna quelle che sono le abilità sociali del pensiero e le sue capacità concrete, di risolvere problemi. I concetti di realtà e causalità, quelli astratti di classe, relazione e numero e i concetti fisici di spazio, tempo, velocità, non sono innati nel bambino, ma si formano a poco a poco, andando di pari passo con il linguaggio e i rapporti sociali. Lo sviluppo mentale quindi è progressivo e avviene come un adattamento funzionale tra i due processi accennati in precedenza, di assimilazione ed accomodamento.

Infine, la capacità di elaborare ragionamenti di tipo deduttivo sarà la caratteristica essenziale della maturazione, che passa attraverso delle tappe fondamentali che vedono l’abbandono dell’egocentrismo, del pensiero non reversibile e del realismo.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Aggressività e apprendimento sociale

Può l’aggressività essere un comportamento sociale appreso?

ilpensierononlineare

Può l’aggressività essere un comportamento sociale appreso?

Albert Bandura nella sua teoria dell’apprendimento sociale sostiene che i bambini possono apprendere l’aggressività sperimentandone le gratificazioni ma anche osservandola negli altri. Bandura sostiene infatti, che come per gli altri tipi di comportamento sociale, anche l’aggressività si può acquisire osservando il comportamento degli altri e le sue conseguenze. (nella teoria dell’apprendimento sociale Bandura sostiene che gli esseri umani apprendono il comportamento sociale per osservazione e imitazione e mediante un sistema di ricompense e punizioni).

L’esperimento di Bandura: la bambola Bobo

La scena sostanzialmente è questa: viene portato un bambino in età prescolare in una stanza. La stanza ha diversi elementi di svago. Il bambino comincia ad interessarsi ad un’attività artistica. Nella stessa stanza, ma da un’altra parte, ci sono delle costruzioni, un pupazzo di gomma gonfiabile e una mazza e c’è anche un adulto. L’adulto in questione gioca contemporaneamente al bambino…

View original post 552 altre parole

Bambini e paura. Come aiutarli?

Dietro le paure dei bambini c’è quasi sempre una spiegazione legata alle tappe dello sviluppo. Buona parte delle paure infantili possono essere superate spontaneamente, ma se un bambino ha una paura che dura da molto tempo che gli pregiudica anche le attività quotidiane e influisce anche nei rapporti con gli altri, allora sarà molto utile provare ad aiutarlo.

Ecco alcuni consigli per i genitori:

  • Evitate di rassicurare il bambino eccessivamente, avreste l’effetto contrario. L’iperprotezione non favorisce la formazione del coraggio.
  • Evitate di parlare troppo spesso davanti al bambino di paure e fobie, alimentereste la sua paura. Meglio farlo senza il bambino davanti.
  • Approcciatevi alla paura del bambino e alle sue richieste di aiuto e consolazione in modo calmo e sicuro. In modo che il bambino non venga confuso ancor di più con la vostra ansia.
  • Provate ad affrontare la paura del bambino, insieme con lui. Ad esempio, se il bambino ha paura dei cani provate ad avvicinarvi con lui lentamente ad un cane. Step dopo step e lentamente si abituerà e comincerà a gestire la leggera ansia che caratterizzerà quei momenti. (se il bambino non vuole farlo non bisogna insistere).
  • Date l’esempio. Siate voi per primi ad avvicinarvi agli stimoli ansiosi che alimentano la paura del bambino (accarezzate il cane). I bambini osservano e ripensano a ciò che hanno visto e pian piano assimileranno quello che hanno visto e li ha colpiti.
  • Potete aiutare il bambino a rilassarsi (decontrarre i muscoli, ascoltare musica tranquilla) e quando e tranquillo chiedergli di immaginarsi mentre fa qualcosa per superare la paura.
Photo by Meruyert Gonullu on Pexels.com

Le paure dei bambini possono sembrare molto resistenti e a volte lo sono, ma tante volte risultano essere facili da superare con un buon supporto dei genitori.

Non bisogna forzarli e non bisogna aspettarsi che la paura vada via subito. I bambini hanno bisogno di tempo e comprensione.

Ovviamente se questi consigli non sono sufficienti, il consiglio è di rivolgervi quanto prima ad uno Psicologo o Psicoterapeuta. Il sostegno psicologico ai bambini e la consulenza psicologica per i genitori in questi casi è molto utile ed efficace.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Il bambino, l’ambiente, l’handling e l’holding.

Quanto è importante l’ambiente e l’esperienza reale del bambino per il suo sviluppo maturativo? E quanto è importante la relazione con i genitori nelle prime fasi dello sviluppo?
Buona lettura!

ilpensierononlineare

Quanto è importante l’ambiente e l’esperienza reale del bambino per il suo sviluppo maturativo?

Secondo un noto psicoanalista e pediatra inglese Donald Winnicott (morto nel 1971), il ruolo della madre (le prime cure) e dell’ambiente è fondamentale per lo sviluppo del bambino e per lo strutturarsi del suo Sé.

La funzione naturale della madre, chiamata da Winnicott “preoccupazione materna primaria” offre al suo bambino quel sostegno necessario all’integrazione tra psiche e soma (personalizzazione), allo strutturarsi di una vera relazione oggettuale e di un senso di realtà. Questo sostegno (holding) insieme alla manipolazione (handling – lavare, nutrire, accarezzare, coccolare) sono essenziali all’instaurarsi di una buona relazione madre-figlio. Il bambino sarà allora in grado di superare una serie di angosce “impensabili”.

Photo by Sharon McCutcheon on Pexels.com

Winnicott aveva inoltre sottolineato anche l’importanza dell’esperienza e delle relazioni reali con l’ambiente per lo sviluppo maturativo del…

View original post 140 altre parole