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Relazioni d’affetto.

“Per crescere i figli in modo felice c’è una sola soluzione: le relazioni d’affetto, sia che si tratti di una coppia etero sia che si tratti di una omosessuale. Là dove vige l’amore si cresce bene, là dove vige la violenza o il gelo emotivo si cresce male.“

Umberto Galimberti (Psicoanalista e Filosofo)
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Ciò che rende problematico lo sviluppo e la crescita dei propri figli sono proprio quelle relazioni familiari dove vige gelo emotivo, rigidità, violenza fisica e psicologica, ambiguità, intolleranza e rabbia. Le relazioni d’affetto sane, a prescindere dal tipo di coppia che va a formare una famiglia, garantiscono un ambiente ideale, in cui crescere e formarsi come individui.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

L’amore è cieco?

L’amore è cieco. Pare proprio di si, o almeno in alcuni casi.

Alcuni psicologi ricercatori dell’Università del Texas hanno chiesto a 167 coppie di fidanzati quanto tempo era passato della prima volta che si erano incontrati al primo appuntamento. In base alle risposte avute da queste coppie, i ricercatori hanno scoperto che i partner che si conoscevano da tempo, esprimevano giudizi molto personali sull’aspetto fisico del proprio partner.

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Sembra, pertanto, (secondo questa ricerca) che quando il primo appuntamento e il primo bacio sono preceduti da una conoscenza graduale, l’avvenenza dell’altro sarà giudicata in maniera diversa e sicuramente differente dai parametri estetici comuni.

Nei casi in cui le coppie si sono formate dopo un periodo precedente di conoscenza ( amicizia, conoscenza, colleganza) l’opinione che ci si fa dell’altro, in base ai tanti parametri avuti a disposizione nel periodo precedente, condizionerà anche la valutazione dell’aspetto fisico. L’altro quindi risulterà più attraente di quanto possano giudicarlo altre persone.

Voi siete mai stati influenzati nel giudizio sull’aspetto fisico e l’avvenenza del vostro partner dall’opinione che vi siete fatti di lui/lei?

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Come funziona il “colpo di fulmine” ?

Quante volte funziona il “colpo di fulmine” in amore?

Uno studio condotto all’Università di Ben – Gurion, in Israele, ha quantificato questa probabilità in una volta su nove. Nel corso dello studio si è potuto appurare che circa l’11% delle coppie intervistate dichiaravano di aver iniziato la loro relazione con un colpo di fulmine. Il restante 89% delle coppie ha dichiarato che la loro relazione era maturata nel tempo.

Con “colpo di fulmine” si intende una modalità di innamoramento “veloce”, al primo sguardo, ma cosa avviene nel cervello? Si attivano contemporaneamente molte aree cerebrali e l’organismo rilascia dopamina, ossitocina e adrenalina, che insieme producono uno stato di euforia. Questa sensazione è molto forte e spesso può essere confusa con l’attrazione sessuale (soprattutto dagli uomini), visto che vengono rilasciate sostanze simili.

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Un equipe di psicologi di Ginevra ha scoperto che per comprendere se il trasporto emotivo e il sentimento che si prova in queste occasioni sia amore o solo attrazione sessuale è utile guardare al comportamento della persona interessata. Se infatti ci si sofferma a fissare il volto del potenziale partner, allora è probabile che si abbia a che fare con un potenziale partner in amore; se invece ci si sofferma a fissare di più il corpo, allora si tratta probabilmente di attrazione sessuale.

Ma l’amore può venire anche col tempo. Non tutte le coppie si innamorano al primo impatto, come descritto dall’altro 89% di coppie. Infatti altri studi (Hamilton College – New York ) hanno concluso che se non ci si innamora al primo incontro, spesso col tempo, se la si frequenta con una certa frequenza, più la si osserva e più può piacere, fino al quarto incontro, in cui si raggiunge l’apice dell’attrazione.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Il mio desiderio

“Non sono mai “io” che decido il “mio” desiderio, ma è il desiderio che decide di me, che mi ustiona, mi sconvolge, mi rapisce, mi entusiasma, mi inquieta, mi anima, mi strazia, mi potenzia, mi porta via.”

Massimo Recalcati

Quante volte abbiamo dovuto rinunciare ad un desiderio barattando un po’ della nostra possibilità di raggiungerlo per un po’ di sicurezza?

Quante volte abbiamo ceduto al desiderio e ci siamo fatti rapire dalla “Passione” che ci spingeva a soddisfarlo?

Quante sfaccettature porta con sé il desiderio…

dott. Gennaro Rinaldi

L’Umorismo e la Coppia

Il senso dell’umorismo è un segnale di intelligenza e abilità sociale ed è molto importante per la solidità di una relazione di coppia. Il fatto di poter scherzare con il partner aiuta a sdrammatizzare momenti complessi. Inoltre il fatto di riuscire a scherzare e ironizzare sui propri caratteri e sui propri difetti è un modo per accettare i propri limiti e può diventare una modalità alternativa ed efficace di dire all’altro quello che non ci piace, per provare a modificarlo.

Il fatto poi di riuscire a ridere delle stesse cose è decisamente la dimostrazione che si condivide la stessa visione del mondo e che si hanno tanti valori condivisi.

L’ironia, in generale, è una parte essenziale del nostro carattere e del modo di affrontare la vita e di vedere il mondo, è quindi molto importante che i due partner siano sulla stessa lunghezza d’onda, per mantenere un equilibrio positivo. Le relazioni si saldano infatti su quella che possiamo definire “risata positiva”, cioè quella che diventa parte di un linguaggio comune, condiviso, sdrammatizzante e autoironico. Una risata che nasce esclusivamente dal piacere di stare insieme, di condividere momenti e spazi di interazione e che non fa altro che saldare ancora di più quel legame.

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Ad esempio, in una relazione che funziona bene e in cui ci sono buone “connessioni umoristiche”, si può sdrammatizzare anche su imbarazzanti “incidenti” sessuali, nei momenti di intimità; oppure si può apprezzare una battuta che sdrammatizza e che dia spazio alla normalità, in situazioni più o meno drammatiche, dove si vivono le cronicità di una patologia. La battuta in tal caso può aprire squarci di normalità e di spensieratezza che vanno oltre il pensiero negativo del malessere.

Ovviamente in tal senso, è inutile dire che la “risata negativa”, quella denigratoria e offensiva, non è assolutamente la stessa cosa della prima. Perché, all’interno della relazione, sarà usata solo per comunicazioni decisamente squilibrate e diventerà parte di un gioco di potere che farà molti danni alla relazione e a chi subisce. Chi scherza in maniera offensiva e aggressiva, non dà una bella immagine di sé e del suo modo di gestire le relazioni, in generale.

C’è quindi un lato molto positivo dell’umorismo e della risata, ma c’è anche un lato più oscuro. La risata e l’umorismo può avere varie sfaccettature negative e oltre a quella già citata, possiamo trovare nell’umorismo anche un modo sadico di interagire o un modo per evitare e negare determinate cose. Insomma ci sono persone che possono utilizzare una battuta o una risata, per evitare di affrontare problemi o squalificarli. In tal modo possono arrecare un danno al ricevente (che magari sta realmente chiedendo attenzione e aiuto).

Insomma, ridiamo di coppia, ridiamo insieme, ridiamo bene, ma non ridiamo dell’altro ed evitiamo di utilizzare l’ironia e le battute, per difenderci e per evitare di affrontare problemi.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

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Un consiglio di lettura : “Commedie e drammi nel matrimonio” – Guglielmo Gullotta