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Eventi Critici e famiglie.

Ci sono alcuni momenti e passaggi evolutivi che ogni famiglia affronta nel corso del suo ciclo vitale. Questi eventi, sono definiti “eventi critici” (matrimonio, nascita dei figli, crescita dei figli, lutti..), e scandiscono le diverse fasi del ciclo vitale di tutte le famiglie e la loro risoluzione permette il passaggio allo stadio successivo.

il termine “crisi” non è inteso con un’accezione negativa, ma piuttosto è inteso nella sua accezione positiva come da sua origine etimologica (Crisi dal lat. crisis, gr. κρίσις scelta, decisione). Quindi ogni evento critico assume una funzione essenzialmente positiva, perché attiva alcuni processi evolutivi e introduce (se affrontato superato nel modo giusto) nuove variabili e compiti di sviluppo che vanno a modificare il precedente “funzionamento” del sistema familiare.

I processi che si innescano ad ogni crisi hanno una prima fase in cui vi è una rottura, con le precedenti modalità organizzative; un successivo momento di transizione; poi successivamente avviene o una ristrutturazione e riorganizzazione del sistema oppure (se la famiglia fallisce) avviene una destrutturazione del sistema (non avviene il passaggio evolutivo).

Ogni evento critico presuppone necessariamente una rinegoziazione dei ruoli e delle funzioni e una riorganizzazione delle relazioni tra i membri (compiti di sviluppo).

Quando la famiglia, per qualche motivo, non asseconderà questi passaggi evolutivi, non riuscirà a superare le crisi e bloccherà il suo processo evolutivo. Questa condizione creerà una situazione di grande sofferenza e disagio, che può sfociare e manifestarsi in comportamenti sintomatici e patologici in uno o più dei suoi membri.

L’evoluzione delle famiglie è legata essenzialmente al modo con cui affronta quello squilibrio prodotto ad ogni evento critico.

Potremmo esemplificare il tutto considerando uno degli eventi critici più importanti: la nascita del primo figlio. Quando una famiglia si forma, passa generalmente da due membri a tre, quindi si arricchisce di complessità. Per i due adulti al ruolo coniugale si aggiunge quello genitoriale. Uno dei compiti della coppia sarà quindi quello di tenere ben separati, ma saggiamente intersecati, i due ruoli in modo da non far si che si influenzino in maniera disfunzionale. Quando nasce il primo figlio, la coppia deve far spazio sul piano affettivo e relazionale al nuovo nato; ciò vuol dire che i due coniugi devono rinegoziare le relazioni tra di loro e con le rispettive famiglie di origine.

“Finisce bene quel che comincia male.”

dott. Gennaro Rinaldi

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L’amore maturo

L’amore è un sentimento semplicemente complesso è il legame che rafforza tutte le relazioni.

“..l’amore maturo è unione a condizione di preservare la propria integrità, la propria individualità. L’amore è un potere attivo dell’uomo; un potere che annulla le pareti che lo separano dai suoi simili, che gli fa superare il senso di isolamento e di separazione, e tuttavia gli permette di essere se stesso e di conservare la propria integrità, la propria individualità. Sembra un paradosso, ma nell’amore due esseri diventano uno, e tuttavia restano due. “

E. Fromm
Immagine personale – Monaco di Baviera

L’amore è un sentimento che può essere praticato solo in una condizione di libertà e non può essere la conseguenza di una costrizione.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Mio figlio non mi ascolta…

Immagine Personale: “La mia famiglia”.

“Se una società vuole veramente proteggere i suoi bambini, deve cominciare ad occuparsi dei genitori”.

John Bowlby.

Capita sempre più che i genitori arrivati presso una consultazione, lamentino un “mancato ascolto” da parte dei propri figli “Mio figlio non mi sente”.. dice la signora M… “sta sempre con la testa da un’altra parte”.. sostiene L…

Giovanna, 45 anni, chiama presso il Consultorio dell’Asl in una fredda mattinata di Dicembre. Dal tono della voce si evidenzia subito uno stato di urgenza e ansia; si percepisce inoltre spavento e angoscia per una situazione che non “riesce più a controllare”.

“Mio figlio”, dice, “è un disastro, si ribella di continuo non segue i nostri ordini e le direttive familiari; fa sempre di testa sua è scontroso e aggressivo. Da poco ha cominciato a girare con un coltellino in tasca e io non so più cosa fare”.

Michele ha 13 anni ed è il classico pre adolescente. Alla ricerca della propria identità in divenire (come in divenire è il momento della vita che si trova a vivere, essendo l’adolescenza una fase di passaggio in cui non si è più bambini ma non si è nemmeno ancora adulti), sperimenta con l’abbigliamento (giudicato dai genitori inopportuno) e sfidando l’autorità (rispondendo male e in maniera provocatoria) “chi sono”.

Senza entrare nel dettaglio della storia (i cui nomi è bene sottolineare, sono di fantasia), già dal primo colloquio è emerso che la situazione familiare appare piuttosto caotica, rigida e “mortificante”.

Il padre di Michele è un esponente delle forze dell’ordine: appare rigido e fermo sulle sue posizioni che sono “sempre giuste e sicure” : “a casa comando io”.

La madre è una casalinga che vive costantemente soggiogata dalle decisioni prese da un marito “freddo e che non è mai stato partecipe della vita familiare”, in sostanza il marito non c’è mai ma pretende che le sue decisioni siano legge.

La sorella di Michele di 3 anni più piccola, è trattata come una bambolina/trofeo; oggetto d’amore della madre viene costantemente riempita (fino a strabordare) di proiezioni, dimenticando che anche lei – Valentina- ha una sua personalità in costruzione. Riempita fino all’orlo di proiezioni materne Valentina ha smesso di mangiare: troppo piena di cose altrui per riempire lo stomaco di cibo; ha inoltre cominciato da poco a vomitare (il surplus emotivo) ciò che non riesce più a contenere con il suo esile corpo.

Il breve estratto del caso citato, vuole evidenziare come spesso ci soffermiamo sulle problematiche dei bambini, degli adolescenti o dei giovani adulti dimenticando l’importanza del contesto in cui loro sono (stati) calati : la famiglia.https://ilpensierononlineare.com/2019/06/26/pavor-nocturnus-terrore-notturno-e-bambini/ https://ilpensierononlineare.com/2019/09/26/leta-in-divenire-ladolescenza-come-terra-di-mezzo-tra-linfanzia-e-la-vita-adulta/

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.