Archivi tag: psicologia e natura

Psicologia e Ambiente: l’Ecopsicologia.

L’ecopsicologia nasce per studiare il rapporto tra uomo e natura. Oggi analizza l’influenza dei fattori ambientali sul nostro comportamento.

Gli ecopsicologi si chiedono come un ambiente creato e modificato dall’uomo possa influenzare la salute, la qualità della vita e il benessere psicologico. Oggi il mondo è fortemente caratterizzato dalla mobilità e dai trasporti (stradale, ferroviario, aereo, navale..) che provoca rumori e suoni più o meno fastidiosi.

Ad oggi il rumore del traffico è probabilmente uno dei fattori ambientali che in maniera più marcata ha effetti negativi sull’individuo. Ad esempio diversi studi hanno dimostrato che il rumore cronico determina una situazione duratura di stress in chi vive nei dintorni di un aeroporto, di una strada trafficata o di una ferrovia, accrescendo il rischio di disturbi cardiocircolatori.

Photo by Nextvoyage on Pexels.com

Altra fonte di influenze ambientali nocive è costituita da alcune sostanze che possono essere usate in edilizia (tipo i solventi delle vernici e delle colle). L’esposizione cronica a queste sostanze hanno un effetto a lungo termine di tipo neurotossico, determinando così l’alterazione dello sviluppo psichico.

La possibilità di subire danni alla salute fisica e mentale causata dal rumore, dalle sostanze tossiche, dallo smog o dall’assenza del contatto con la natura divengono più significativi man mano che procede il veloce processo di urbanizzazione. Molte persone infatti preferiscono trasferirsi dalle città alle campagne, ma nonostante questa inversione di marcia si prevede che entro il 2050 i due terzi della popolazione mondiale abiterà nelle aree urbane e nelle grandi città.

Nel 2011 alcuni ricercatori dell’Istituto centrale per la salute psichica di Mannheim hanno evidenziato che chi vive nelle grandi città, rispetto a chi vive nelle campagne, reagisce allo stress attivando maggiormente un area del cervello che si attiva nelle situazioni di pericolo (l’amigdala).

“Io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest’ultimo non preservo me stesso.”

José Ortega Y Gasset

Tutte queste osservazioni dello studio dell’ecopsicologia ci fanno comprendere quanto sia importante per le persone circondarsi di un ambiente sano e sostenibile. Il legame con la natura ha radici antiche e influenza il nostro benessere psicologico e fisico e con esso anche il rispetto e l’attenzione che tributiamo alla natura. Se preserviamo l’ambiente in cui viviamo, preserveremo noi stessi.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Il verde e la natura migliorano le capacità cognitive dei bambini?

I lunghi periodi di clausura forzata che hanno caratterizzato il 2020 e che caratterizzeranno probabilmente ( spero meno possibile) anche il 2021, mi hanno portato ad una profonda riflessione sulla conseguenza delle privazioni di alcune attività quotidiane che apparentemente, per molti, avevano un aspetto secondario se non addirittura terziario nelle nostre vite. Qualcosa a cui potevamo rinunciare, subito e a cuor leggero.

Tra le varie esperienze di privazione, che determinano inesorabilmente piccoli esordi di disagio psicologico, ce n’è una che più di tutte mi è balzata agli occhi e riguarda la mia esperienza clinica con i bambini e i genitori. Qual è ? Molto semplice.. la possibilità per i bambini di frequentare e giocare nei parchi, nei giardini pubblici e privati, le zone verdi delle città, anche i campetti di calcio. Le attività in questi contesti naturali hanno un grosso impatto positivo, psicologico, emotivo e cognitivo sui bambini di tutte le età.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA – immagine personale – Monaco di Baviera

Ecco un piccolo esempio, molto esplicativo; Un ragazzino preadolescente che seguo da qualche mese, durante il periodo del lockdown, della prima ondata pandemica (marzo-aprile scorso), ha vissuto l’immobilità forzata in un primo momento abbastanza positivamente (poteva svegliarsi tardi e non andare a scuola). Dopo però un primo periodo di apparente vacanza (un paio di settimane, forse tre) l’impatto emotivo è stato decisamente di senso opposto. Il ragazzo era diventato triste, non dormiva, aveva aumentato le ore passate sulle applicazioni tecnologiche (nonostante fosse iniziata la didattica a distanza), mangiava tanto, era nervoso e arrabbiato. Insomma non se la passava affatto bene e nemmeno i genitori. Quando, verso giugno, il ragazzino ha potuto rifrequentare (seppure solo per un paio di mesi) il parchetto vicino casa, con il campo di calcetto e i giochi, la bicicletta il monopattino..il suo umore è totalmente cambiato, la sua ansia e la sua rabbia era sparita, riusciva a seguire le ultime settimane di didattica a distanza con più facilità, migliorando sin da subito il suo rendimento e le sue ore di studio.

Cosa era successo?

Ci sono delle ricerche che dimostrano che la presenza e la frequentazione degli spazi verdi per i bambini svolge un ruolo molto importante per il consolidamento delle capacità cognitive dei bambini e anche per la stabilità dell’umore. La presenza degli spazi verdi, almeno prima della pandemia, era una discriminante importante per valutare la qualità della vita di una città. Una ricerca spagnola di circa cinque anni fa, pubblicata su “Proceedings of the National Academy of Sciences”, sottolinea l’importanza, per lo sviluppo cognitivo, dell’esposizione agli spazi verdi nei bambini in età scolare.

Lo studio in questione è stato fatto su circa 2500 studenti tra i 7 e i 10 anni di Barcellona. i bambini sono stati monitorati per un anno. Durante e dopo questo periodo sono state misurate le capacità cognitive dei bambini (memoria di lavoro, attenzione), mettendole in relazione all’esposizione e alla vicinanza delle aree verdi, che i bambini potevano frequentare, nei dintorni della scuola, di casa e del percorso a piedi che dovevano fare. Il risultato della ricerca chiarisce che la presenza dei parchi e dei giardini poteva essere associata ad un miglioramento delle capacità cognitive, nel corso dei 12 mesi di monitoraggio.

Immagine personale – Ischia . Giardini la Mortella

Insomma è molto chiaro che la presenza del verde e la possibilità di frequentarlo aumentano inevitabilmente l’attività motoria dei bambini, che inoltre possono beneficiare del contatto con la natura, con il sole, con minore quantità di inquinamento atmosferico e acustico.

Riguardo alla riflessione che facevo all’inizio dell’articolo, posso dire che fortunatamente i bambini hanno una grande plasticità e possono recuperare abbastanza in fretta il loro equilibrio psico-cognitivo e anche quel il loro diritto a vivere gli spazi aperti e la natura. I genitori non devono spaventarsi e superare le ansie e le paure accumulate in questi mesi difficili, facendo subito riprendere queste attività ludiche all’aperto ai bambini (ovviamente quando sarà possibile farlo in sicurezza e magari chiedendo, quando necessario, un aiuto e un supporto psicologico).

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Una coccinella rifletteva…

Immagine Personale

“In ogni momento abbiamo due opzioni: fare un passo avanti verso la crescita o fare un passo indietro verso la sicurezza”.

“At any given moment we have two options: to take a step towards growth or to take a step back towards safety.”

Abraham Harold Maslow , psicologo statunitense , 1908, 1970.

Immagine Personale

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.