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Cambiare.

Fonte Immagine Google.

“Tutti abbiamo paura di cambiare. Una delle principali ragioni della resistenza a comprendere, è la paura del cambiamento: se veramente mi permetto di capire un’altra persona, posso essere cambiato da quanto comprendo”.

Carl Rogers.

Non voglio capire te perché in realtà, non voglio capire me. Entrare in relazione apre alle mie mancanze, ai miei dubbi, alla possibilità per me di cambiare uscendo da ciò che è “il noto, il conosciuto”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Notturna Inquietudine

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Lacrima

Amara dolcezza

d’insaziabile bellezza

Istante

Attimo

Vena pulsante

Collo desiderante

Pelle, effimero contatto

Livido ricordo: non basta

Tarlo

Dubbio incessante

Follia nauseante

Spora feconda di sentimento

Notte di tormento

Amore

Luce

Derisione

Notturna inquietudine di

Passione.

Dott.ssa Giusy Di Maio

Confronto.

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“L’unica persona con cui puoi confrontarti è te stesso e il tuo passato”.

S. Freud

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Fiamma.

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Fiamma di fuoco

Fluido conforto ardente

Vibra

Serpente del desiderio, sinuoso corpo caldo

Avvicinati, sfiorami, toccami

Resta

Vento caldo non spegnere il fuoco

Alimenta la fiamma

Vinci la paura

Godi del mistero

Abbracciami

Circondami

Inondami

Dissetami

Bevi il fuoco

Vibra di fantasia

Desidera.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Compromessi.

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“Chi sa aspettare non deve scendere a compromessi”.

S. Freud

Recuperare il tempo e il piacere dell’attesa..

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Per – sistere.

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Termine composto dalla particella PER che aggiunge e conferisce l’idea di durata e SISTERE ovvero fermarsi, formato a sua volta dal raddoppiamento della radice stessa di stare: stare fermo o stare saldo.

Indica il rimanere fermo sulle proprie opinioni o risoluzioni.

Si tratta di qualcosa che resta e lo fa, in maniera più forte, intensa e viva.

Spesso ho ascoltato frasi come “conta solo quel che rimane, quello che persiste, quello che esiste”; sembriamo essere diventati tutti San Tommaso pronti a volere la prova dell’esistenza di qualcosa solo toccandola, sentendola, rendendola presenza.

Presenza vuol dire esistenza.

Persistere vuol dire esistere.

Non lo so. Nelle mie vicende personali non credo sia bastato persistere per esistere; mi è anzi capitato che proprio colui che “si è fermato, esistendo”, non necessariamente fosse statico lì ad esserci in presenza.

Perchè allora per esistere qualcosa deve persistere restano ferma?

Il timore che qualcosa si muova, muti e prenda corpo senza la nostra impronta e senza la nostra esistenza spaventa.

Qualcosa che da sola prende vita con la possibilità di scomparire, spaventa.

Se l’Altro esiste ma non persiste, per me, io sono solo.

Tuttavia anche l’Altro ha bisogno di esistere indipendentemente dalla nostra stessa esistenza e talvolta è necessario comprendere che anche quando qualcosa non rimane -fisicamente con noi- può esistere indipendentemente da noi e non per questo, esserci lontana.

“Finisce bene quel che comincia male”.
Dott.ssa Giusy Di Maio.

…Parole soltanto parole…

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“Amo le parole e non mi piace usarle male”.

Antonio Alberto Semi, psicanalista.

Parole tese e sospese.. parole dolci, forti dette a gruppi..

Parole sciolte, libere e incatenate..

Parole distanziate..

Parole fredde, gelide, inconsistenti..

Parole che suonan frammenti..

Parole che creano frasi unite in legami.. dai risvolti spesso poco chiari..

Passato , presente e futuro con loro diventan tutt’uno..

Ho sempre amato il suono delle parole, il mondo fantastico che una produzione sonora prodotta dal concatenarsi di più lettere, può rimandare e/o aprire..

Che sia consonate o dissonante : Buona parola, a tutti.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.