Archivi tag: psicologia e pensieri

Rivoluzioni personali..

“La vera rivoluzione dobbiamo cominciare a farla dentro di noi.”


Che Guevara
Photo by Stanislav Kondratiev on Pexels.com

Le rivoluzioni più durature sono quelle che nascono dal profondo.

Ma le “rivoluzioni interne” sono anche quelle più complesse da portare avanti.

dott. Gennaro Rinaldi

Vento di Nostalgia.

Non si può amare perché legati a un ricordo che sa di nostalgia.

L’amore resta l’atto più folle e rivoluzionario che possiamo attuare. L’amore reca infatti la possibilità – logicamente folle- di poter generare (e non solo un bambino, ma di far generare anche nuove e sconosciute parti di sé).

L’emozione che reca con sé il sentimento amoroso, non può – per sua natura- essere compresa.

Quando apri alla comprensione della logica del vissuto amoroso, automaticamente rompi il legame (dei due amanti), nel peggiore dei modi: spezzandolo.

Spezzare, spaccare, lesionare, crea più dolore dell’abbandonarsi ad un sentimento che va al di là di ogni logica…

…Il vento ci porterà.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Il Tempo è un emozione..

Il 18 luglio di due anni fa ci lasciava Luciano De Crescenzo scrittore, regista, attore e conduttore televisivo napoletano. Svolse la professione di Ingegnere all’IBM prima di dedicarsi alla narrativa, alla saggistica e allo spettacolo.

Ecco il testo della prima parte della clip, dal film “32 dicembre” di Luciano De Crescenzo:

“Il tempo è un’emozione, ed è una grandezza bidimensionale, nel senso che lo puoi vivere in due dimensioni diverse: in lunghezza e in larghezza. Se lo vivete in lunghezza, in modo monotono, sempre uguale, dopo sessant’anni, voi avete sessant’anni. Se invece lo vivi in larghezza, con alti e bassi, innamorandoti, magari facendo pure qualche sciocchezza, allora dopo sessant’anni avrai solo trent’anni. Il guaio è che gli uomini studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla …”

Luciano De Crescenzo nella clip del Film “32 dicembre”
Luciano De Crescenzo in “32 dicembre”

“Chi possiede delle certezze d’acciaio è convinto di sapere tutto, e dunque inaridisce la propria voglia di apprendere.”

“Il Dubbio invece, mio buon amico, è una divinità che bussa con gentilezza alla tua porta e chiede di essere ascoltata.“

Luciano de Crescenzo

dott. Gennaro Rinaldi

La paura e l’uomo coraggioso.

“Ho imparato che il coraggio non è la mancanza di paura, ma la vittoria sulla paura. L’uomo coraggioso non è colui che non prova paura ma colui che riesce a controllarla.”

Nelson Mandela

Il 18 luglio del 1918 nasceva Nelson Mandela.

Nelson Mandela – immagine google

Ne Riderai (prima o poi).

La risata rappresenta un arcaico segnale comunicativo di grande rilevanza per le interazioni sociali; si tratta di un processo che avviene in risposta a determinati stimoli (endogeni o esogeni). La percezione di questi stimoli piacevoli innesca sensazioni di benessere tali da creare una diffusa sensazione di piacere.

La risata è un comportamento istintivo (quindi programmato dai geni), nel quale emettiamo suoni, eseguiamo movimenti e – soprattutto- esprimiamo sentimenti.

Un bambino ride circa 400 volte al giorno mentre un adulto 15.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

“Dott. mio figlio è cambiato.. e questa cosa mi spaventa”

Un caffè (freddo) con i dottori – Rubrica settimanale –

Disclaimer:

Coloro che inviano la mail, acconsentono alla resa pubblica di quanto espressamente detto. Tutte le informazioni personali (ad esempio nome), così come tutti gli altri dati sensibili, sono coperti dal segreto professionale e dalla tutela del cliente (ART.4,9,11,17,28, Codice Deontologico degli Psicologi). Le fonti di invio delle mail sono molteplici (non legate al solo wordpress).

Per la rubrica “Una caffè freddo con i dottori”, ho scelto di rispondere ad una madre di due ragazzi adolescenti. Ecco la sua lettera:

“Salve, sono madre di due ragazzi di 16 e 13 anni. Vi scrivo per mio figlio di 16 anni. Sono abbastanza preoccupata per il suo comportamento, strano e inusuale per il suo carattere. Lui è sempre stato un ragazzo socievole, allegro, vivace. Facevamo fatica (io e mio marito) a tenergli testa. Invece adesso, sono ormai alcuni mesi che non esce di casa ( ha fatto una gran fatica a finire l’anno scolastico in presenza, con tantissime assenze), resta nella sua camera buttato sul letto a guardare video sullo smartphone o sul portatile. Pare abbia perso la maggior parte dei contatti con i suoi amici di sempre. A volte lo sento giocare alla play e parlare con alcuni suoi amici di gioco. Dice che si annoia e che gli va di stare solo. Spesso mangia in camera e non esce per ore intere. Di notte non dorme e vaga per casa, di giorno dorme fino al pomeriggio. Non gli abbiamo mai fatto mancare niente e non ha mai avuto nessun problema. Non so che fare. Non riesco a capire cos’abbia. Non lo riconosco più e questa cosa mi spaventa. Grazie mille.”

Photo by Sebastiaan Stam on Pexels.com

Salve. Non c’è ragazzo o ragazza, dell’età di suo figlio che non provi ad esplicitare in maniera più o meno “rumorosa” il suo diritto ad essere disperato, depresso, arrabbiato, infelice e inquieto. Essere genitori di un adolescente è complicatissimo, ma essere adolescenti è a dir poco un’esperienza “sconvolgente” e tormentata. Ovviamente non conosco abbastanza bene suo figlio e non posso essere esaustivo riguardo il suo malessere. Mi pare però abbastanza chiaro guardando alla descrizione che stia vivendo una fase piuttosto complicata della sua vita. La struttura psichica di un ragazzo di 16 anni è ancora in piena fase evolutiva e quindi in continua trasformazione. Quindi spesso gli aspetti apparentemente patologici o preoccupanti sono transitori. Possono invece destare preoccupazione nel momento in cui ci sono cambiamenti abbastanza radicali dello stile di vita e del comportamento; inoltre i sentimenti di tristezza , noia, apatia possono diventare preoccupanti quando restano invariati e costanti per molto tempo, senza alternarsi periodicamente a situazioni emotive di equilibrio o di polo opposto.

Nel caso di suo figlio, come lei descrive, ci sono state delle vere e proprie rotture con quello che era il suo usuale percorso evolutivo e di sviluppo. Suo figlio ha allontanato gli amici di sempre, non ne ha altri e ha scarso interesse a relazionarsi e a ricercare relazioni affettive (a differenza di qualche mese fa); inoltre tende ad isolarsi per giorni interi rimanendo chiuso in casa, evitando così i contatti con gli altri e il mondo fuori la propria stanza ( luogo sicuro); ha invertito il proprio ritmo circadiano, vivendo nelle ore notturne; ha cominciato a disinteressarsi della scuola, dei compagni di scuola. Queste premesse evidentemente possono preludere a situazioni di disagio psichico più complesse e profonde come: depressione, disturbi dell’umore, disturbi di personalità, ansia sociale, isolamento sociale, hikikomori (dal giapponese “stare in disparte”).

Spesso noi adulti consideriamo gli adolescenti come esseri strani, lunatici, misteriosi, incomprensibili. Parliamo troppo spesso di loro, ma parliamo troppo poco di loro, ascoltandoli realmente. Bisogna fare un passo indietro e provare a ritornare con la memoria a quando anche noi eravamo adolescenti, solo in quel momento possiamo forse avremo l’opportunità di cogliere l’intensità emotiva del loro “stare nel mondo”.

Fatta questa premessa le consiglio di considerare per suo figlio (ovviamente dopo averne parlato insieme della necessità) l’inizio di un percorso psicoterapeutico e se possibile parallelamente a questo percorso, una psicoterapia familiare.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Saper fallire

“Che la gente non sappia come fare ad avere successo è male. Ma il peggio è che non sanno neppure come fallire. Io ho deciso di fallire bene.”

ERIK ERIKSON
Photo by Download a pic Donate a buck! ^ on Pexels.com

Un giovane paziente una volta mi disse: “Io non voglio iniziare qualcosa nella mia vita perché non conosco a cosa vado incontro. E se sbagliassi e se non riuscissi. E se mi dicessero che non vado bene?.. non so cosa fare. Non mi va di fare niente..”.

Impariamo a fallire..ci aiuterà a diventare più forti.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi