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Mi ascolti? #YoutubeShorts #Shorts #ilpensierononlineare

Siamo davvero sicuri di saper ascoltare l’altro? Ascoltare (e comprendere il vissuto emotivo dell’altro), è un’azione molto più complessa di quanto siamo disposti ad ammettere. Capire come si sente l’altro non vuol dire sostituirsi completamente al suo vissuto emotivo..

Dott.ssa Giusy Di Maio

#PromozioneDelBenesserePsicologico

Provo quel che provi Tu.

Immagine Personale.

Empatia deriva dal greco Empateia; il termine è composto da en “dentro” e pathos “sofferenza” o “sentimento”, e veniva utilizzato per indicare il rapporto emozionale di partecipazione che legava l’autore al pubblico.

Nell’ambito della filosofia una riflessione in merito la dobbiamo a David Hume e Adam Smith. Hume riteneva che in virtù della somiglianza tra le persone e tra gli eventi che queste vivono, quando si pensa o osserva una situazione che sta vivendo un’altra persona questa esperienza viene convertita in immagini mentali che evocheranno analoghe sensazioni nello spettatore.

Qualche tempo dopo, Smith indicava nell’empatia la capacità di comprendere la prospettiva di un’altra persona in associazione a una reazione emozionale.

Entrambi i filosofi vedevano nell’empatia uno dei presupposti fondamentali per la costruzione dei legami sociali.

In ambito psicologico gli studi sull’empatia risalgono a Titchener che utilizzò il termine “empathy” come traduzione del tedesco “immedesimazione” . Negli ultimi anni, in conseguenza di numerosi studi, si è arrivati a considerare l’empatia come un costrutto multidimensionale consistente nel riconoscimento e condivisione dello stato emotivo di un altro. Le componenti del processo empatico sono tre: affettiva, cognitiva e fisiologica.

Dimensione affettiva: l’empatia è una condivisione emozionale, una risposta vicaria corrispondente a quella di un’altra persona.

In termini cognitivi: l’empatia è vista come comprensione dell’esperienza di un altro, come consapevolezza cognitiva degli stati interni di un’altra persona, dei suoi pensieri o sentimenti. Questo aspetto prende il nome di “perspective taking” o “role taking”.

La componente fisiologica: riferisce al coinvolgimento di funzioni legate alle attività del sistema nervoso autonomo o substrati neurali o ormonali che operano per indurre un individuo a comportarsi o sentire in modo speculare un’altra persona.

Secondo Hoffman l’empatia è l’attivazione di processi psicologici che fanno sì che una persona abbia sentimenti che sono più congruenti con la situazione di un’altra persona piuttosto che con la propria. Ne deriva che il focus viene posto sul processo che ha luogo nel soggetto che empatizza piuttosto che sull’esito (condivisione affettiva) e sul paradosso dell’esperienza empatica per cui il soggetto sperimenta la condizione emotiva senza però averla realmente vissuta.

L’empatia è considerata da Hoffman il motore, l’origine e il processo che rende possibile prendersi cura dell’altro e quindi la convivenza tra le persone.

E’ un’esperienza emotiva universale e si ritrova anche in molte specie non umane; è alla base di molti comportamenti di aiuto poiché non si potrebbe aiutare un conspecifico senza percepirne lo stato di sofferenza che egli sta vivendo. A tal proposito, ad esempio, negli scimpanzé è diffusa la pratica di adottare un cucciolo quando questo resta orfano. L’universalità di questa esperienza è resa possibile soprattutto dalla condivisione di un substrato biologico che in presenza della sofferenza altrui, permette che si attivino meccanismi di tipo neurale, ormonali e endocrini, che inducono un osservatore a provare uno stato emotivo analogo a quello della persona osservata.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Suggestionabilità, regressione e credulità nei gruppi social – Podcast

In questa tappa del nostro viaggio affronteremo alcuni concetti estremamente attuali che coinvolgono alcuni meccanismi psicologici (come suggestionabilità, contagio emotivo) caratteristici di contesti sociali e social e che inevitabilmente arrivano a “governare” e direzionare le emozioni, le parole e le scelte delle persone.
Buon Ascolto..

In viaggio con la Psicologia – Podcast – Spreaker
In viaggio con la Psicologia – Podcast – Spotify

https://podcasts.apple.com/us/podcast/contagi-emotivi-in-luoghi-social-suggestionabilit%C3%A0/id1605403226?i=1000553732790

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

La motivazione. PODCAST.

Che cos’è la motivazione? E cosa dicono le recenti ricerche in merito?
Buon viaggio e buon ascolto.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Effetto Forer. PODCAST.

Capita, ad un certo punto dei colloqui clinici, che il paziente mi dica di aver letto la descrizione di un certo disturbo e di avere la certezza di soffrire di quella data psicopatologia.
L’effetto Forer indica proprio quel fenomeno per il quale ogni individuo, posto di fronte a un qualsiasi profilo che crede a lui riferito, tende a immedesimarsi in esso ritenendolo preciso e accurato. L’effetto Forer fornisce una parziale spiegazione della grande diffusione di alcune pseudoscienze come l’astrologia e la divinazione,.
Buon viaggio e buon ascolto.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Chi è un Tiranno ? – Pillole di Psicologia

Quando un individuo può essere definito Tiranno?

Scopriamolo insieme..

https://youtube.com/shorts/Eo2sEKQPg2A?feature=share

Cos’è un Tiranno? – ilpensierononlineare – Youtube shorts

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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

L’Effetto Dunning – Kruger – Illudersi di essere “esperti”

“L’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza”

Charles Darwin

L’Effetto Dunning – Kruger descrive in Psicologia una Distorsione Cognitiva, a causa della quale persone con poca esperienza o per nulla competenti in un campo o una specifica materia tendono a sopravvalutare le proprie conoscenze, abilità e competenze, autovalutandosi a torto, esperti in materia.

Spesso queste persone, sicure delle proprie capacità, si mostrano supponenti, nei confronti degli altri.

Questa specifica distorsione cognitiva deriva da un’illusione interna e personale delle proprie reali capacità e competenze e una errata percezione esterna delle capacità delle persone realmente competenti della materia in questione.

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«l’errore di valutazione dell’incompetente deriva da un giudizio errato sul proprio conto, mentre quello di chi è altamente competente deriva da un equivoco sul conto degli altri».

David Dunning – Justin Kruger

L’Effetto Dunning – Kruger nasce da un pregiudizio cognitivo legato alla presunta “superiorità illusoria” personale e quindi dall’incapacità di riconoscere la propria impreparazione e mancanza di capacità.

Sembra possibile che queste persone abbiano difficoltà nell’autoconsapevolezza della metacognizione e quindi non riescono a valutare correttamente il loro livello di competenza.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Pillole di Psicologia: Effetto Alone

L’effetto alone è molto frequente e indica quella tendenza delle persone a lasciarsi guidare, nel giudicare una persona, da un’impressione generale, oppure da tratti, aspetti o da atteggiamenti che non hanno un rapporto diretto con la valutazione che si deve fare.

Sapendo, ad esempio, qualcosa di positivo o negativo di una persona, si tende a pensare che la stessa persona abbia anche altre caratteristiche buone o cattive.

L’effetto alone agisce i entrambi i sensi. Quindi può riguardare sia gli aspetti positivi che negativi di una persona.

Ad esempio: se qualcuno vi chiedesse se a Gandhi piacessero tutti gli animali, la maggior parte di voi risponderebbe probabilmente di si (anche se non siete certi al cento per cento della veridicità della nostra affermazione).

L’effetto alone, in questo caso, ci induce a credere erroneamente che ad una persona notoriamente buona come Gandhi, siano piaciuti tutti gli animali, nessuno escluso.

L’effetto alone è spesso osservabile nelle scuole e può condizionare erroneamente il giudizio degli insegnanti sui propri alunni.

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Può capitare che ad un ragazzo, per qualche motivo etichettato come turbolento, iperattivo o scostumato, venga attribuito da un insegnante anche la qualità del bugiardo, anche se non lo ha mai colto realmente a mentire. L’insegnante preso dall’effetto alone, tenderà a pensare che oltre agli altri difetti, abbia pure quello di essere un bugiardo. E questa idea verrà confermata dal fatto che comincerà a sorvegliarlo di più, fin quando non scoverà qualche piccola bugia che confermerà la sua idea.

Di contro, sempre in un contesto scolastico, il ragazzo apparentemente educato e tranquillo, beneficerà del lato positivo dell’effetto alone. Infatti, questi potrebbe anche mentire e imbrogliare sui compiti, più del compagno turbolento, ma non avendo gli occhi addosso dell’insegnante, può agire indisturbato e risultare sempre il preferito.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi