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Disturbo antisociale di personalità.

R, psicopatico o sociopatico ha all’attivo una carriera da delinquente. Sfida il suo interlocutore, mente ed è altamente irresponsabile.

Scopriamo insieme il disturbo antisociale di personalità.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

L’esperienza soggettiva dell’impulso.

Immagine Personale.

Una piccola introduzione sull’azione impulsiva, sulle sue caratteristiche e sulle sue possibili spiegazioni.

Un paziente impulsivo- un artista- dice, riflettendo su alcune decisioni prese durante una festa a cui ha partecipato, lasciandosi andare totalmente al gioco d’azzardo: “L’ho fatto, ma non so perché”.

Probabilmente la frase completa poteva essere “non intendevo farlo” così come altre frasi spesso ascoltate dai pazienti impulsivi sono “l’ho fatto e basta; non lo so; non so il motivo”.

Queste espressioni (analogamente a quanto avviene per gli scoppi emotivi dell’isterica), spesso contengono sia la comunicazione di una esperienza soggettiva, ma al contempo la giustificazione di un qualcosa “sono colpevole, ma senza premeditazione”.

E’ l’esperienza di un’azione che non è sentita come completamente deliberata o pienamente voluta. Si tratta di esperienze di volere, desiderare o decidere ma al contempo tali esperienze sono di un desiderio troppo improvviso, passeggero, un desiderio che è così attenuato da rendere persino possibile la giustificazione “colpevole ma senza premeditazione”.

Uno psicopatico potrebbe dire “semplicemente mi sento di farlo”, per spiegare un furto (faccio questo furto perchè ho il capriccio da soddisfare).

L’esperienza del bisogno o impulso cioè non è una percezione distaccata di un attacco vero e proprio che annulla quel che uno vuole fare, ma una deformazione e attenuazione della normale esperienza di volere in cui il senso di deliberatezza e intenzione attiva è menomato e poi rinnegato per ragioni difensive.

Ne deriva che l’affermazione tipica dell’impulso “Io non lo voglio fare, ma proprio non sono capace di controllare l’impulso”, si potrebbe tradurre con “Io non sento che farei bene a farlo, ed eviterei anche di farlo, ma se smetto di guardare, le mani, i piedi e i miei impulsi semplicemente lo fanno”.

Per colui che presenta i caratteri dello stile impulsivo, l’esperienza dell’impulso occupa aree psicologiche che normalmente sarebbero occupate dall’esperienza di volere, scegliere o decidere. Ne deriva che l’esperienza dell’impulso non sia occasionale, ma regolare.

Un’azione impulsiva ha delle qualità:

  • E’ veloce e rapida indicando con ciò che il tempo tra il pensiero e l’esecuzione è molto breve.
  • E’ brusca o discontinua (a differenza dell’attività normale che proviene da periodi di pensiero e/o preparazioni).
  • Non è progettata (caratteristica fondamentale). Non vuol dire che sia imprevista (il bevitore può prevedere la prossima festa a base di alcool), ma questo tipo di progettazione rientrerebbe (è assimilabile) nella previsione di eventi probabilisticamente poco catalogabili.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Disturbi di personalità drammatica: Disturbo antisociale di personalità.

Fonte Immagine Google.

“R., trentenne, detenuto da qualche anno, si presenta a colloquio una mattina d’autunno. La figura altissima ed esile si scontra con uno sguardo fisso, continuo e pressante (come spesso fa chi ha bisogno di attenuare l’aggressività). R., ti guarda senza sosta portando intorno a sè un’aura di elettricità tanto che sembra di vedere ogni piccola particella elettrica di carica opposta entrare in contatto sprigionando una qualche forma di energia.

R., ti sfida ma senza darlo a vedere “hai mai guardato qualcuno negli occhi? sei bravo a cucinare? sai.. ho questo – prende un coltello- ahahaha- ride- tranquilla.. non lo userò con te….

Forse!”

All’interno del gruppo dei disturbi di personalità drammatica, troviamo :

disturbo antisociale di personalità, borderline, istrionico e narcisistico.

Ciò che contraddistingue questi disturbi (come abbiamo avuto modo di notare con qualche disturbo già trattato), è il comportamento altamente drammatico emotivo o imprevedibile tale da impedire loro di avere relazioni che siano solide e soddisfacenti.

Le cause di questo gruppo di disturbi (insieme al gruppo dei disturbi di personalità bizzarra), non sono state ancora comprese; i trattamenti si sono dimostrati moderatamente efficaci per disturbi che sono al momento ancora fonte di studio e osservazione.

I soggetti con disturbo antisociale di personalità, detti anche psicopatici o sociopatici presentano un quadro pervasivo di inosservanza e violazione dei diritti degli altri (APA, 2000). Insieme ai disturbi correlati all’uso di sostanze si tratta del disturbo maggiormente correlato al comportamento criminale, negli adulti.

La maggior parte delle persone con tale disturbo, ha manifestato aspetti della condotta disturbata già prima dei 15 anni; rientrano in questi comportamenti l’abbandono scolastico, scappare di casa, distruggere cose altrui e soprattutto la crudeltà verso gli animali.

I soggetti con disturbo antisociale di personalità mentono di continuo; hanno difficoltà a tenere il posto di lavoro, sono irresponsabili dal punto di vista economico oppure hanno molti debiti che non pagano. Si tratta di persone impulsive, molto irritabili e aggressive.

L’avventatezza è un’altra caratteristica: i sociopatici hanno scarsa considerazione per la sicurezza propria e altrui; sono egocentrici e non riescono a portare avanti relazioni strette; sono di converso molto abili a trarre piacere e benefici a spese degli altri.

Raramente causano danno o dolore fisico a sè, pertanto i clinici sostengono che essi abbiano mancanza di coscienza morale. Ciò che sappiamo di questi soggetti, lo dobbiamo agli studi eseguiti nelle carceri, unico luogo dove possiamo incontrarli visto che, prima o poi, avranno problemi con la giustizia.

Gli studi indicano nei soggetti sociopatici tassi di alcolismo e di altri disturbi correlati ad abuso di sostanze; intossicazione e abuso potrebbero innescare alcuni comportamenti ma di converso sembra che il disturbo stesso porti ad una maggiore probabilità che il soggetto abusi di sostanze.

Tralasciando le ipotesi psicodinamiche o cognitive per il disturbo, circa le possibili ipotesi di intervento, non abbiamo trattamenti specifici/efficaci. Uno degli ostacoli principali che si incontra è la carenza di coscienza; non a caso coloro che seguono una terapia lo fanno solo perchè obbligati. Negli ultimi anni si è tentato un approccio con farmaci psicotropi (antipsicotici atipici).

Le ricerche sono ancora in corso.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.