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Emozioni e Cibo – PODCAST

Continua il nostro affascinante viaggio nel mondo della psiche umana
In questa tappa del nostro viaggio ripercorreremo ancora una volta le numerose e tortuose strade delle emozioni.
Quelle emozioni legate al cibo e alle nostre abitudini alimentari.
Strade in apparenza conosciute, ma spesso piene di luoghi inesplorati.
Buon Ascolto..

Emozioni e cibo – PODCAST – In Viaggio con la Psicologia – Spreaker
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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

La paura in faccia

“Nelle situazioni in cui ti fermi a guardare la paura in faccia acquisti forza, coraggio e fiducia. Devi fare le cose che credi di non poter fare”.

Eleanor Roosevelt
Photo by Mike Kolp on Pexels.com

Per comprendere le nostre paure bisogna affrontarle.

dott. Gennaro Rinaldi

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La Sindrome di Peter Pan

Tutti i bambini crescono, meno uno. Sanno subito che crescono, e Wendy lo seppe così. Un giorno, quando aveva tre anni, e stava giocando in giardino, colse un fiore e corse da sua madre. Doveva avere un aspetto delizioso, perché la signora Darling si mise una mano sul cuore ed esclamò, -Oh, perché non puoi rimanere sempre così!- Questo fu quanto passò fra di loro circa l’argomento, ma da allora Wendy seppe che avrebbe dovuto crescere. Tu sai questo quando hai due anni. Due anni sono l’inizio della fine.

Peter Pan

La Sindrome di Peter Pan è probabilmente una delle sindromi psicologiche più conosciute e discusse, anche al di fuori delle sedi cliniche e didattiche.

In realtà, pur essendo universalmente riconosciuta, la sindrome di Peter Pan non è presente nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM V).

Il termine è entrato nell’uso comune dopo la pubblicazione nel 1983 di un libro di Dan Kiley, intitolato The Peter Pan Syndrome: Men Who Have Never Grown Up.

Sostanzialmente quella di Peter Pan descrive una condizione psicologica che caratterizza una persona che si rifiuta o è incapace di crescere, di pensarsi e diventare adulta e quindi di accettare di assumersi le responsabilità legate al passaggio alla fase successiva del proprio ciclo di vita.

C’è quindi un rifiuto verso il “mondo adulto”, perché lo si ritiene ostile. “Peter Pan” si rifugia spesso nel suo mondo e in comportamenti e atteggiamenti molto vicini al mondo dei giovani e dei bambini.

fonte: web

“Mi manderete a scuola?” chiese Peter Pan.
“Sì”
“E poi in ufficio?”
“Credo di sì”
“E presto sarò un uomo?”
“Molto presto”
“Ma io non voglio andare a scuola e imparare cose serie” disse stizzito “Io non voglio diventare un uomo. Oh mamma di Wendy, se un giorno dovessi risvegliarmi e accorgermi di avere la barba!”

Peter Pan

Una persona con la Sindrome di Peter Pan non vuole crescere. E per fare in modo di bloccare il tempo resta ancorato alla sua fase egocentrica, narcisistica ed immatura tipica dei bambini.

Peter Pan teme gli impegni e le responsabilità e sfugge ad essi con tutte le sue forze, spesso anche con strategie elaborate. Hanno, inoltre, una idea tutta loro di libertà; infatti tutto ciò che implica un loro impegno o responsabilità viene considerato come qualcosa che può minare seriamente la loro libertà personale.

Generalmente questa sindrome è molto più presente nel genere maschile, ma non si escludono anche casi di donne affette da tale sindrome.

Ci sono dei comportamenti o dei segnali caratteristici e riconoscibili per riconoscere un Peter Pan? In effetti si..

Ad esempio, chi ha la sindrome di Peter Pan accetta raramente di convolare a nozze, di convivere e comprare casa con il proprio partner. Ha difficoltà ad andare a fondo nei problemi perché potrebbero compromettere la relazione e la sua libertà.

Peter Pan può apparire come una persona molto affascinante, intraprendente, divertente ed estroversa, ma in realtà dietro questa facciata si nasconde, in genere, un manipolatore molto resistente ai cambiamenti.

Infine, Peter Pan è spesso incapace di godersi le cose, si può legare con grande passione a oggetti e cose materiali, ma se ne può liberare velocemente, senza una ragione particolare.

I segnali che fanno pensare alla Sindrome di Peter Pan non devono essere sottovalutati, perché a lungo andare possono cronicizzarsi e aggravarsi. Ovviamente questa condizione può compromettere seriamente la vita e il quotidiano, sia di chi ne soffre sia di chi vive insieme a Peter Pan.

Un aiuto Psicologico è in questi casi necessario e consigliabile.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

L’uso del Gioco in terapia infantile (Melanie Klein)

“Nel gioco i bambini riproducono simbolicamente fantasie, desideri, esperienze. Nel farlo si servono dello stesso linguaggio, della stessa forma di espressione arcaica e filogeneticamente acquisita che ci è ben nota nei sogni”

Melanie Klein

Melanie Klein fu tra le prime ad utilizzare il gioco e nel particolare l’uso dei giocattoli nelle terapie con i bambini. Fu però la prima a teorizzare che l’uso dei giocattoli nella terapia infantile può considerarsi esattamente l’analogo delle “associazioni libere” negli adulti.

Il gioco, quindi, secondo la Klein esprime un significato simbolico che può essere interpretato, esattamente come accade per la associazioni libere.

I processi mentali che accadono durante una seduta terapeutica infantile con i bambini sono praticamente gli stessi di quelli che avvengono negli adulti, con la sola differenza che mutano le modalità espressive.

I bambini mettono in scena i propri pensieri, proprio come avviene nel corso dell’esperienza onirica, dove le espressioni verbali vengono sostituite da rappresentazioni corrispondenti. Nel setting dell’analisi infantile accade proprio questo.

Photo by cottonbro on Pexels.com

Durante l’ora di analisi, secondo la Klein, bisogne tener conto del comportamento complessivo assunto dal bambino; si considera quindi il materiale prodotto attraverso la manipolazione dei giocattoli, la rappresentazione dei ruoli, i disegni spontanei, l’uso e il ritaglio della carta..

Infine secondo la Klein è molto importante il modo con il quale il bambino fa tutte queste cose, il perché passa da un gioco all’altro e gli strumenti scelti.

Tutto il “materiale” prodotto dal bambino durante la seduta verrà poi analizzato e proprio come avviene per i sogni, si rivelano i pensieri latenti e la loro carica affettiva.

Con il gioco, la realtà psichica acquista un’autonomia.

Si rendono “pensabili i desideri prima rimossi e le energie preposte alla censura vengono rimesse in circolo, rafforzando il debole Io infantile”.

Inoltre, non è necessario che il bambino rielabori in maniera consapevole le interpretazioni che gli verranno proposte. Queste interpretazioni arriveranno direttamente al suo inconscio.

A dimostrare che il “messaggio” è stato recepito e che vi è stata una modifica nell’ “economia psichica” ci sarà un’accresciuta produttività e una diminuzione dell’angoscia.

Insomma, per la Klein, durante la seduta con il bambino, nulla è casuale, ma è tutto determinato da motivazioni inconsce.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Cos’è la Noia? Perché ci sentiamo annoiati?

“Essere annoiati significa essere sconnessi dal mondo”

John D. Eastwood (Psicologo – York University Toronto)

La noia si può definire come una condizione psicologica caratterizzata da demotivazione, sentimenti di vuoto, riluttanza al movimento e all’azione, insoddisfazione. è una condizione umana che ha da sempre focalizzato l’interesse della psicologia e della psicoanalisi, e anche la filosofia.

Buona Visione!

La Noia – ilpensierononlineare channel – video youtube

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

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Chiusura – Una persona al di là del muro – PODCAST

In questa tappa del nostro viaggio saremo alle prese con una piccola scalata, quindi ci armeremo di strumenti adatti ad una arrampicata perché dovremo scavalcare un muro. Un muro fatto di insicurezze, riservatezza, timidezza, isolamento, tristezza, chiusura..

La chiusura è un atteggiamento caratteristico di alcune persone portatrici di un disagio psichico; è caratterizzato da estrema riservatezza, diffidenza, isolamento e quindi una grande difficoltà ad instaurare relazioni interpersonali.


Buon Ascolto..

Chiusura – Una persona al di là del muro – In Viaggio con la Psicologia – Spreaker Podcast
Chiusura – Una persona al di là del muro – In Viaggio con la Psicologia – Spreaker Podcast

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi