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Le parole fanno male..

In una recente ricerca neuroscientifica è stato dimostrato che quando un bisogno o una richiesta non viene riconosciuta o ascoltata, si genera un profondo disagio sia psicologico che fisico.

Questa indagine sperimentale è stata realizzata dalla Fondazione Giancarlo Quarta Onlus di Milano. I ricercatori hanno evidenziato che le persone a cui è stato negato un bisogno, attivano nel loro cervello, le stesse aree che si attivano generalmente quando si prova un dolore fisico.

L’indagine ha potuto quindi dimostrare che quel malessere che si prova quando altre persone feriscono la nostra sensibilità con le parole, ad esempio, attiva le stesse aree cerebrali e network neuronali che si attivano quando si prova dolore fisico.

Le parole e gli atteggiamenti ostili e non supportivi, riescono a “ferire” ed infierire proprio come un dolore fisico.

Una “ferita psichica” viene quindi percepita proprio come una “ferita fisica”.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Patatine fritte e Marijuana: Ricerca in pillole.

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Riuscite a resistere davanti un piatto di patatine fritte?

In un articolo comparso sui “Proceedings of National Academy of Sciences”, Daniele Piomelli, Nicholas Di Patrizio, Giuseppe Astarita e i colleghi dell’Università della California a Irvine e dell’Istituto italiano di Tecnologia di Genova, spiegano che la colpa, sembra essere degli endocannabinoidi.

Vi dice niente questa parola?

Gli endocannabinoidi, mediatori che si legano agli stessi recettori con cui interagiscono gli alcaloidi della marijuana, si producono nell’intestino tenue dei topi ogni qual volta gli animaletti assaggiano qualcosa di grasso.

Il processo inizia in bocca dove i grassi inducono l’invio di un segnale che arriva al cervello e poi, attraverso il nervo vago, all’intestino, stimolando la produzione di queste sostanze e avviando un aumento della segnalazione cellulare che richiede l’assunzione indiscriminata di cibi grassi.

La spinta evolutiva – innata- ad ingerire grassi (che è qualcosa di cruciale per il funzionamento delle cellule), finisce (quando fuori controllo) per provocare obesità, diabete o cancro.

Per frenare questa tendenza si potrebbero mettere a punto farmaci in grado di ostacolare proprio l’attività degli endocannabinoidi.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.