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Nella risata un desiderio.

Mentre lavavo i denti, l’inconscio (che torna sempre prepotentemente alla ribalta), mi si è ripresentato nel migliore dei modi: facendomi ridere. Senza -infatti- nemmeno dare il tempo alla coscienza di capire cosa stesse accadendo, mi sono ritrovata piegata in due dal ridere.

Hai presente quando ridi così tanto che gli addominali cominciano a farti una male cane.. così male che ti è difficile recuperare fiato?

Quella ero io.

Ridere è un’attività presente precocemente, per l’essere umano (la prima “vera” risata la facciamo quando abbiamo circa due mesi) .

Ma perché quando ridiamo ci sentiamo meglio? Oltre al fattore psicologico, è molto importante anche quello legato al nostro organismo. Ridere, infatti, mette in moto i muscoli facciali e parecchi muscoli del corpo, come cervicali, addominali, muscoli pelvici…

Secondo alcuni studi una bella risata riduce lo stress e aiuta a respirare meglio (in misura pari a 15 minuti di cyclette in palestra). Ma non solo: quando ridiamo l’organismo produce le endorfine, le famose sostanze che danno un senso di benessere ed euforia; la risata stimola inoltre il nostro sistema immunitario (clownterapia ti dice qualcosa?)

Ridere di gusto, insomma… fa bene.

Sarà che io o rido o non rido (prevale sempre la prima alternativa, comunque).

La questione del mio ridere “piegandomi in due” posa -certo- poco da signora ha legami col mio sentire emotivo.

Le emozioni a metà non fanno proprio per me; è un po’ come chi beve la coca zero “vorrei ma non posso… Edulcoro di edulcorante la bevanda proibita” (Beninteso che la cola per me è un no a prescindere che sia realmente zuccherina o edulcorata chimicamente).

E anche lì… com’era? “Niente emozioni a metà”

E’ che io son abituata a certi fluidi che di cenere, recano il sapore…

A certi fluidi che sanno di terra impastata al fuoco dall’acqua di mare…

Ti pare che mi accontenti?

(Ma stamattina la dottoressa dove vuole parare?)

Vuol parare nel fatto che ridere -per me- ha relazione con i desideri.

Abbandonarsi ad una sana risata equivale -per me- a spostare più su, più fuori un desiderio.

Ha relazioni con la speranza.

Ha relazioni con i sogni.

E giusto per restare in maniera (non troppo) lineare sul tema dei sogni

Puortame là fore” il rap scritto dai ragazzi dell’IPM di Airola e interpretato da Lucariello e Raiz prodotto da Sarah Startuffo e girato da Johnny Dama “Puortame là fore” è il risultato dei laboratori, organizzati da the CO2 Crisis Opportunity Onlus nell’ambito del progetto “Il palcoscenico della Legalità”, nell’istituto penale per i minorenni di Airola (BN). Luca Caiazzo, in arte Lucariello, ha condotto nell’IPM un laboratorio di scrittura e un corso di formazione di tecnico del suono. Il percorso, improntato sul lavoro di squadra, per imparare a lavorare insieme, con disciplina di gruppo, è durato circa quattro mesi. Il laboratorio ha avuto anche l’obiettivo di offrire un’opportunità di riscatto concreta ai ragazzi in carcere attraverso una formazione capace di valorizzare la loro esperienza per accompagnarli nel mondo del lavoro reale offrendo anche un’opportunità economica attraverso il diritto d’autore per i laboratori di scrittura e la possibilità di imparare un mestiere con la formazione di tecnico del suono. (Infobox Youtube).

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

La verità dietro un sorriso

“Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! – Guardate piuttosto come ride.”

FËDOR MICHAJLOVIČ DOSTOEVSKIJ
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L’esperienza della risata porta benefici immediati: riduce la pressione del sangue e stimola la produzione di endorfine generando così una sensazione generale di benessere. Ma ancora più importante è l’esperienza relazionale della risata.

L’atto di ridere insieme al partner, ad esempio, crea un legame speciale, che sottintende condivisione di un’esperienza e di un ricordo o di un tratto comune. Questo vuol dire che si vede la vita allo stesso modo.

Dal sorriso di una persona siamo spesso in grado di capire il livello di autenticità, sincerità e di attrattività.

Insomma, il ridere è spesso molto più di una semplice risata.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Psicologia della risata.

“Non si ride mai da soli, perché il riso non ha senso se non nello scambio, che ha tutto il carattere dello scambio simbolico […] Serbare per sé una barzelletta è assurdo, così come non ridere è offensivo, infrange le leggi sottili dello scambio. ”

J. Baudrillard

Secondo Darwin il riso risponde ad una funzione adattiva in quanto aiuta a rinsaldare il legame del bambino con la madre, fungendo da veicolo spontaneo (come il pianto) dei bisogni del bambino.

Per Spitz la comparsa del sorriso nell’infante (verso il secondo – terzo mese), segna il passaggio dallo stadio non oggettuale allo stadio pre-oggettuale. Il bambino istituisce una prima relazione preferenziale con la prima percezione esterna (il volto umano). La percezione è comunque ancora indifferenziata. Il riso in questa fase ancora non può essere letta come espressione di un’emozione, ma acquista un significato sociale grazie al rinforzo positivo che riceve dal mondo circostante. Solo in un secondo momento, da automatismo fisiologico, il riso, arriva a rivestirsi di un significato affettivo intenzionale e differenziato, che diventa man mano, nel corso degli anni sempre più complesso nelle sfaccettature (compiacimento, soddisfazione, gioia, benessere, sarcasmo, ironia, disprezzo..).

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Ridere è quindi prima di tutto un atto sociale e riveste un significato in base al modo, alla situazione, alla modulazione, all’intensità che lo caratterizza.

In uno studio all’Università della California i ricercatori hanno chiesto a 966 volontari (provenienti da 24 culture e paesi diversi) di ascoltare ed interpretare delle risate registrate tra coppie di persone che si relazionavano tra loro. Le coppie di persone registrate erano per metà amiche e per metà estranei. I ricercatori hanno quindi chiesto ai volontari di ascoltare e provare ad identificare il tipo di relazione che c’era tra chi rideva nelle registrazioni.

Il dato che è uscito fuori è molto interessante, infatti a prescindere dalla cultura di provenienza dei volontari ascoltatori, ben il 61% ha riconosciuto quando si trattava di amici che ridevano e la percentuale addirittura è salita all’80% quando si trattava di registrazioni di due amiche donne che ridevano.

I ricercatori hanno quindi analizzato le caratteristiche del suono delle risate e hanno scoperto che il suono delle risate tra amici è diverso da quello tra due persone estranee. Il suono delle risate tra amici ha infatti un tono e un volume più irregolare perché è spesso associato ad un’emozione spontanea.

Probabilmente nel corso dell’evoluzione umana, riconoscere la natura del suono di una risata ha avuto una grande rilevanza, forse perché permetteva (e lo fa tutt’ora) di comprendere e scegliere le persone con cui cooperare.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Ne Riderai (prima o poi).

La risata rappresenta un arcaico segnale comunicativo di grande rilevanza per le interazioni sociali; si tratta di un processo che avviene in risposta a determinati stimoli (endogeni o esogeni). La percezione di questi stimoli piacevoli innesca sensazioni di benessere tali da creare una diffusa sensazione di piacere.

La risata è un comportamento istintivo (quindi programmato dai geni), nel quale emettiamo suoni, eseguiamo movimenti e – soprattutto- esprimiamo sentimenti.

Un bambino ride circa 400 volte al giorno mentre un adulto 15.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

L’Umorismo e la Coppia

Il senso dell’umorismo è un segnale di intelligenza e abilità sociale ed è molto importante per la solidità di una relazione di coppia. Il fatto di poter scherzare con il partner aiuta a sdrammatizzare momenti complessi. Inoltre il fatto di riuscire a scherzare e ironizzare sui propri caratteri e sui propri difetti è un modo per accettare i propri limiti e può diventare una modalità alternativa ed efficace di dire all’altro quello che non ci piace, per provare a modificarlo.

Il fatto poi di riuscire a ridere delle stesse cose è decisamente la dimostrazione che si condivide la stessa visione del mondo e che si hanno tanti valori condivisi.

L’ironia, in generale, è una parte essenziale del nostro carattere e del modo di affrontare la vita e di vedere il mondo, è quindi molto importante che i due partner siano sulla stessa lunghezza d’onda, per mantenere un equilibrio positivo. Le relazioni si saldano infatti su quella che possiamo definire “risata positiva”, cioè quella che diventa parte di un linguaggio comune, condiviso, sdrammatizzante e autoironico. Una risata che nasce esclusivamente dal piacere di stare insieme, di condividere momenti e spazi di interazione e che non fa altro che saldare ancora di più quel legame.

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Ad esempio, in una relazione che funziona bene e in cui ci sono buone “connessioni umoristiche”, si può sdrammatizzare anche su imbarazzanti “incidenti” sessuali, nei momenti di intimità; oppure si può apprezzare una battuta che sdrammatizza e che dia spazio alla normalità, in situazioni più o meno drammatiche, dove si vivono le cronicità di una patologia. La battuta in tal caso può aprire squarci di normalità e di spensieratezza che vanno oltre il pensiero negativo del malessere.

Ovviamente in tal senso, è inutile dire che la “risata negativa”, quella denigratoria e offensiva, non è assolutamente la stessa cosa della prima. Perché, all’interno della relazione, sarà usata solo per comunicazioni decisamente squilibrate e diventerà parte di un gioco di potere che farà molti danni alla relazione e a chi subisce. Chi scherza in maniera offensiva e aggressiva, non dà una bella immagine di sé e del suo modo di gestire le relazioni, in generale.

C’è quindi un lato molto positivo dell’umorismo e della risata, ma c’è anche un lato più oscuro. La risata e l’umorismo può avere varie sfaccettature negative e oltre a quella già citata, possiamo trovare nell’umorismo anche un modo sadico di interagire o un modo per evitare e negare determinate cose. Insomma ci sono persone che possono utilizzare una battuta o una risata, per evitare di affrontare problemi o squalificarli. In tal modo possono arrecare un danno al ricevente (che magari sta realmente chiedendo attenzione e aiuto).

Insomma, ridiamo di coppia, ridiamo insieme, ridiamo bene, ma non ridiamo dell’altro ed evitiamo di utilizzare l’ironia e le battute, per difenderci e per evitare di affrontare problemi.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

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Un consiglio di lettura : “Commedie e drammi nel matrimonio” – Guglielmo Gullotta

Ridere.

Quella risata..

Quella di cui senti ogni singolo soffio d’aria entrare nel corpo e girare in maniera vorticosa, nel suo interno.

Aria che senza tregua bacia i denti per farsi spazio tra le fessure..

Piccoli soffi caldo umidi di vento della Siria che accarezzano piano piano i solchi naso labiali; minuscole nuvolette d’aria che una volta entrate nelle guance, si perdono nell’acqua del loro interno e scosse, imbibite dal loro succo, ne restituiscono il piacere del riso.

Credersi, raccontarsi, regalare piccole quote di sè condensate in quelle anime ridenti.

Fu brio, profumo di primi fiori primaverili, primo vento caldo d’estate.

Passione e desiderio della speranza.

Clessidra del bisogno conteggiata granello per granello.. trasportato poi via, col vento.. quello che si accumula e va spazzato per essere eliminato.

Il sorriso, la risata piena.

Essenza d’anima ceduta in luogo della parola, delle sensazioni.

Se non parli ridi.

Se non ridi sei in silenzio.

Se sei in silenzio qualcosa ti turba.

Resta, anima ridente.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

“Pierino!! Che hai combinato!”

Immagine Personale : “Ridi pagliaccio!”

Pierino.. il monello per eccellenza, onnipresente in tutte le barzellette. Difficilmente vi sarà capitato di non ascoltare di qualsivoglia vicenda occorsa al malcapitato bambino che, vittima o pasticcione ne combina di tutti i colori.

Stamattina riflettevo proprio sull’importanza dello scherzo e dell’umorismo.

“Scherzando si può dire tutto, anche la verità”.

S.Freud.

L’umorismo è anche considerato dallo stesso Freud, come un potente meccanismo di difesa poichè in tale accezione, una battuta, permette di bloccare le emozioni spiacevoli consentendo un risparmio di energia psichica.

Buona risata a tutti.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.