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Scorciatoie della mente.

Immagine Personale.

Nei vari approfondimenti che sto condividendo con voi, ho spesso citato o evidenziato il fatto che il nostro sistema cognitivo sia un economizzatore di risorse. Il tempo in cui ci troviamo a vivere la nostra quotidianità è sempre più veloce, caotico e per nulla favorevole alle decisioni lente e meditate.

Ciò che oggi vi presenterò è un modo che il nostro sistema cognitivo ha di agire in maniera veloce ed essenziale (il che però non vuol dire privo di errori), ovvero le euristiche.

Buona lettura.

“Linda 31 anni, single schietta e molto intelligente, ha studiato filosofia; da studentessa era molto coinvolta in tutto ciò che era legato all’ambito sociale e delle discriminazioni. Partecipava alle manifestazioni antinucleare e amava vestirsi con abiti lunghi a fiori”.

Basandosi su tale descrizione, è più probabile che Linda sia:

1- Una cassiera in una banca

2- La cassiera in una banca e sia anche attivista in un gruppo femminista.

La maggior parte delle persone pensa che Linda sia una femminista attivista in quanto la sua descrizione si presta meglio all’idea, alla “rappresentazione” che nell’immaginario ha una donna attivista. Per giudicare qualcosa comparandolo intuitivamente alla rappresentazione mentale che si considera di “una certa categoria”, usiamo l’euristica della rappresentatività.

Tale euristica si basa sulla rilevanza degli attributi di una persona considerata come criterio per poter considerare la persona stessa come membro di una certa categoria. Si tratta di giudicare l’appartenenza di una persona a una categoria, sulla base della considerazione di quanto quella persona incarni il prototipo della categoria stessa. Con questa euristica le persone giudicano in modo veloce in quale categoria inserire gli altri.

“Ha più abitanti Mosca o Madrid?”

Probabilmente abbiamo risposto sulla base di un veloce sguardo mentale circa la grandezza delle due città e sulla loro successiva comparazione. Si tratta dell’euristica della disponibilità ovvero la tendenza a giudicare la frequenza o la probabilità di un evento o situazione, sulla base di quanto è facile pensare esempi di quel dato evento o situazione. Ciò che è rilevante non è tanto il contenuto del ricordo, quanto la facilità con cui un contenuto è ricordato o immaginato.

Una delle problematiche legata all’uso di tale euristica concerne però il fatto che si tende ad attribuire peso eccessivo a una situazione più recente e vivida rispetto ad una meno recente. Se “un certo giorno” ascoltiamo al telegiornale che ci sono state delle sparatorie nelle scuole, alcuni giorni dopo saremo portati a considerare il fenomeno della violenza e delle sparatorie nelle scuole, come più radicato e forte di quanto nella realtà, non sia. Ciò che tale euristica evidenzia è che le persone sono lente a dedurre casi particolari da una verità generale, ma sono incredibilmente veloci a dedurre una verità generale da un caso vivido.

Gli eventi facilmente immaginabili (quelli cognitivamente più disponibili) influenzano anche la sensazione di colpa, rimpianto, frustrazione e sollievo. Se la nostra squadra perde o vince una gara importante all’ultimo minuto, successivamente cominciamo ad immaginarci come sarebbe potuta andare “se”..

Immaginare alternative migliori e meditare quello che potremmo fare la prossima volta per avere un risultato migliore, ci aiuta ad arrivare meglio preparati al futuro. Si tratta dell’euristica della simulazione o pensiero controfattuale, secondo cui ci si può immaginare scenari e risultati alternativi. Tale euristica ha come risvolto il poter vivere di rimpianti o attribuire eccessiva importanza alla fortuna.

Quando dobbiamo emettere un giudizio in una situazione di incertezza, riduciamo l’ambiguità ancorandoci a un punto di riferimento stabile, facciamo dei progressivi aggiustamenti e prendiamo la decisione. L’euristica dell’ancoraggio e adattamento stima (partendo da un valore inziale cui ancorarsi), un qualche valore a cui viene accomodato un nuovo oggetto. Se ad esempio chiedo ad una persona “pensi che io sia alto meno di 1,75 cm?” la persona in questione ha un ancoraggio a “,meno 1,75” pertanto darà un valore molto vicino a quel numero dicendo magari “sì, credo tu sia alto 1,74” Il rischio in questo caso può essere sottostimare o sovrastimare la persona o l’oggetto considerati.

Le euristiche sono state considerati da molti studiosi, un “modo sciocco” di pensare che porta solo l’essere umano ad incorrere in errore, dimenticandosi di connettersi con il proprio mondo interno e la propria capacità riflessiva.

L’essere umano infatti – nonostante alcuni approcci teorici- non è qualcosa di rigidamente prestabilito e non funziona con modalità “input/output”. Se in certi casi le euristiche si sono mostrate come un modo freddo, veloce e rapido di prendere una scelta (ad esempio in caso di pericolo per la propria o altrui sicurezza), spesso riflettere e meditare evita fraintendimenti ed errori di cui, nel futuro, potremmo pentirci.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

PERCHE’ IL PENSIERO NON LINEARE.

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“Il pensiero non lineare” nasce dalla collaborazione tra uno psicologo e una dottoressa in psicologia, accomunati (con le dovute eccezioni), dalla stessa passione e visione d’insieme. L’intento del blog è spingere alla riflessione andando oltre ciò che è immediatamente visibile, per offrire al lettore la possibilità di provare a guardare gli eventi, da un altro punto di vista.

Si tratta di uscire da una visione rigida e lineare (causa-effetto), per cogliere tutte le sfumature e le connessioni, che una visione più ampia può offrire.

Dott. Gennaro Rinaldi e Dott.ssa Giusy Di Maio.

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