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Per tua volontà..

“Per tua volontà ti perdi, per tua volontà ti trovi, per tua volontà sei libero, prigioniero e legato”.  

Angelus Silesius
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Nel bene o nel male sono le nostre scelte e la nostra volontà a direzionare il nostro percorso di vita. Abbiamo sempre la possibilità di decidere e cambiare, dipende dalla nostra volontà di farlo.

dott. Gennaro Rinaldi

Cammina.

In questi giorni di fine agosto, quelli che metaforicamente portano alla fine dell’estate e che ci dirottano verso i progetti autunnali, ho un po’ abbandonato la scrittura degli articoli scientifici per abbandonarmi maggiormente alle riflessioni di pancia.

Ognuno ha i suoi tempi: spazi e vissuto aprono finestre sull’esistenza che ciascuno decide di vivere nel rispetto del proprio essere.

All’interno delle mie scarpe c’è una piccola frase (che vedrete nella foto); una frase che spinge a camminare.

Qualcuno forse saprà quanto ami lo sport (ne ho parlato) e forse sapete quanto sia camminatrice aggressiva (e se dico aggressiva, dico aggressiva.. provate a camminare con me).

Vedevo le paraolimpiadi e avevo la pelle d’oca per come questi uomini e queste donne, siano capaci “di camminare”, nonostante tutto.

Non tutti hanno problematiche dalla nascita (ne abbiamo esempi con la nostra Bebe); altri invece hanno disabilità da sempre..

Il discorso è -comunque- sempre lo stesso: non possiamo considerare il tutto da un’ottica egocentrica “io non ce la farei mai.. oh… come fa a non vedere?”.. Ho sempre trovato questi discorsi privi di contenuto.

Una delle metafore più belle mi si è palesata con la corsa: l’atleta e la sua guida, fidarsi e affidarsi reciprocamente… correre allo stesso passo.. tenersi con una corda sottile sottile e darsi la carica.

Esserci: Al -reciproco- fianco.

Possiamo sempre decidere se e come vivere, se e come sorridere, se e come affrontare, se e come camminare.

Tu…Vuoi camminare?

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Olio.

Immagine Personale.

La densità di un corpo è definita come il rapporto tra la massa di un corpo ed il suo volume.

La densità è quindi la concentrazione di una sostanza in uno spazio/volume determinato.

Ogni olio -ad esempio- ha una sua densità determinata dal peso specifico; in base a tale densità classifichiamo un olio come leggerissimo, leggero, medio, pesante.

Che c’entra ora l’olio cosmetico?

Gli oli (tipo mandorla, ricino, argan) sono utilizzati in cosmetica con diverse finalità. Idratanti, emollienti, addolcenti; gli oli hanno proprietà antinfiammatorie o riparatrici.

Alcuni oli sostengono e accelerano il processo di cicatrizzazione dell’epidermide.

Altri oli diventano dei booster, amplificando certe altre proprietà di certe altre sostanze.

Gli oli però hanno un loro peso; hanno una densità che fa sì che questi siano più o meno leggeri, pesanti, sopportabili o insopportabili sulla pelle.

L’olio di mandorle, ad esempio, può essere così pesante per il viso di colui che ha la pelle mista/grassa, tanto da fargli sviluppare imperfezioni.

Stamattina – mentre idratavo le pelle- riflettevo.

Le persone sono un po’ come gli oli.

Persone pesanti, leggere; persone idratanti, persone che leniscono, persone che fanno sviluppare imperfezioni.

Alcune persone sanno essere conforto per la pelle disidratata; riescono ad umettare i tuoi contorni e la tua forma, fino a diventare sostanza nutriente di cui non riesci più a stare senza.

Alcune persone sanno dissetare, come l’olio di Argan sul corpo, dopo una giornata al mare mentre altre.. sanno essere come l’olio di ricino: pesanti.

Ogni pelle ha un olio che sia più o meno compatibile ma nessun olio può essere forzato ad entrare; lo strato corneo, infatti, protegge (in condizioni di integrità, questo strato può essere permeato da un numero limitato di sostanze, mentre in caso di non integrità la pelle diviene più permeabile alle sostanze esogene).

Lo strato corneo è -in sostanza- una barriera selettiva che può essere permeata in modo diverso a seconda delle sostanze.

Diverse persone, durante i colloqui, lamentano conoscenze sbagliate, tipi strani, errori nelle relazioni.. amicizie che non funzionano; queste stesse persone dimenticano – spesso- che non possiamo lasciar passare indistintamente qualsivoglia sostanza.

La paura di restare soli, la paura di sentire la pelle che tira, spinge spesso verso scelte sbagliate.

Ma la pelle sa, sente e capisce prima di noi:

sempre.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Osservare per sentire.

Praga.

“Ogni paesaggio è una condizione dello spirito.”

Henri Frederic Amiel .

Contenuto Personale.

Ogni tanto dobbiamo avere il coraggio di deporre le armi del nostro dire, sapere e sentire per abbandonar(ci) a un quieto osservare.

La stasi non è necessariamente qualcosa di negativo (soprattutto perché la stasi, in senso puro, non esiste).

Osservare per assaporare un suono, un respiro, un volto, un non detto..

Osservare per dubitare, rivedere magari apprezzare..

Osservare per osservarsi.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Respirare.

Ci sarà una (sola) stretta di mano che diventerà un unico solco di compatibilità assoluta:

un solco in cui la pelle si sentirà al sicuro e potrà respirare l’infinito.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

L’emozione in una t-shirt.

Immagine Personale.

Questa maglietta mi fu donata da una persona a me molto cara.

Erano gli anni in cui accompagnavo, al pianoforte. Per anni mi è toccato il compito di accompagnare, offrendo conforto, spalla e piede (vedi i pedali del pianoforte) a chi si trovava seduto, al mio fianco.

Mi sono – in sostanza- resa conto che -da sempre- il mio ruolo è stato accompagnare per un tot, le persone..

Sentivo il respiro dell’altro, vedevo tremare le sue mani (più o meno delle mie), avvertivo la presenza fisica di un corpo caldo, accostato al mio.

C’era il terrore del non riuscire a girare la pagina in tempo “va tranquillo tanto io so a memoria”.. Il dover cantare la melodia ai piccolini..

Poi il momento del duo…

Una t-shirt che resta e ti ricorda delle ore eterne passate a studiare mentre gli altri si divertivano, il panico sul filo del sipario, l’applauso e un bacio veloce, veloce lì.. sullo sgabello, prima della fuga.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

In good company.

Immagine Personale.

“Senza musica la vita sarebbe un errore”.

 Friedrich Wilhelm Nietzsche

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.