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Psicologia e superstizione: è tutta colpa delle stelle!

Il viaggio di oggi ci porta ad indagare un fenomeno che, ne sono abbastanza sicura, riguarda tutti da vicino. Almeno una volta nella vita, ti sarà capitato di affidarti alla “buona sorte”, indossando una maglietta in particolare, toccando ferro o leggendo l’oroscopo. Con il viaggio di oggi voglio presentarti alcune riflessioni che concernono la psicologia della superstizione. Perché alcune volte pensiamo che un certo evento (o fare una certa azione) porti bene e altre no?
Anche lo studioso Skinner riuscì, con un noto esperimento sui piccioni, a indurre i piccioni stessi a manifestare comportamenti stereotipati che avevano un fondamento superstizioso.
Buon viaggio e buon ascolto!

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Pillole di Psicologia: L’apprendimento

L’apprendimento è un processo psichico che consente la modificazione di un comportamento a seguito di una esperienza ripetuta. In seguito ad una esperienza si ha quindi un cambiamento durevole del comportamento.

 L’apprendimento è abbastanza legato al concetto di adattamento che è la capacità fondamentale di un individuo nel riuscire a modificare il proprio comportamento in base all’ambiente in cui esso vive, ciò è essenziale anche alla sopravvivenza.

L’apprendimento non riguarda solo l’acquisizione di nuove competenze, ma anche di atteggiamenti, valori , abitudini.  L’approccio comportamentista sostiene che l’apprendimento avvenga con l’associazione tra eventi o stimoli e le risposte dei soggetti.

Le teorie cognitiviste, di contro, sostengono che l’apprendimento avvenga attraverso un processo di elaborazione intelligente degli stimoli presenti nell’ambiente.

In particolare per i comportamentisti ciò che viene appreso è una copia di ciò di cui si è fatto esperienza per i cognitivi, invece il soggetto utilizza diverse funzioni cognitive per elaborare stimoli nuovi.

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Skinner attraverso i suoi studi (skinner box), teorizzò il condizionamento operante: l’acquisizione di un comportamento e quindi un apprendimento avviene a condizione che la risposta operante sia seguita da un rinforzo, ciò determina la probabilità che quel determinato comportamento sia ripetuto.

Thorndike considerò, invece, l’apprendimento come un processo per tentativi ed errori. Questa osservazione portò alla formulazione della legge dell’effetto, secondo la quale un comportamento è più probabile che venga ripetuto se produce effetti soddisfacenti, al contrario, se gli effetti sono ritenuti insoddisfacenti il comportamento non verrà ripetuto.

Tolman propose un concetto diverso e meno riduzionista, sostenendo la presenza di mappe cognitive capaci di far scegliere attraverso il principio del minimo sforzo sempre la strada più breve e semplice. Per raggiungere uno scopo anche senza la presenza di incentivi vi era quindi un apprendimento latente.

Per approfondire vi invito a leggere anche:

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Pillole di Psicologia: Skinner e il comportamentismo.

“Non c’è motivo per cui non si possa insegnare ad un uomo a pensare.

Burrhus Skinner

Insomma Skinner era un inguaribile ottimista. Probabilmente ignorava, agli esordi della psicologia sperimentale, la grandissima presenza di variabili. Infatti, nel corso degli anni, queste sue convinzioni hanno dovuto subire diverse correzioni. Ma le sue ricerche e i suoi studi hanno avuto un grosso impatto sulla psicologia moderna e sull’utilizzo dei principi del condizionamento, in diversi ambiti.

Skinner è stato uno psicologo statunitense (1904 – 1990), molto influente nell’ambito della Psicologia Comportamentale e della Psicologia Sperimentale. Studiò il “condizionamento operante” e inventò la Skinner box, ampliando così gli studi precedenti sul comportamentismo classico di John Watson.

Skinner dimostrò che era possibile “modellare” (shape) il comportamento di un animale (un piccione) con la tecnica del rinforzo.

Un esempio di modellamento (shaping) del piccione

Skinner, in altri esperimenti, cominciò a modificare di volta in volta la quantità di cibo erogate dal dispensatore, ciò comportò un cambiamento nel comportamento del piccione nella gabbia che iniziò a premere compulsivamente e ossessivamente la leva, fino a mostrare gravi segni di stress.

I principi dei questi suoi studi sono stati poi utilizzati in seguito per lo studio del comportamento patologico in alcune dipendenze (dipendenza da gioco d’azzardo e dipendenza da internet).

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi