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Tra passato e futuro

“Ci sono momenti nella vita in cui dobbiamo capire che il nostro passato è esattamente quello che è, e non possiamo cambiarlo, ma possiamo cambiare la storia che ci raccontiamo sul passato, e in questo modo possiamo cambiare il futuro”.

Eleanor Brown
immagine personale

dott. Gennaro Rinaldi

Mascheramenti

“Non produce alcun frutto, a lungo andare, nei rapporti personali, comportarsi come se si fosse diversi da come si è.“

Carl Rogers
René Magritte

A lungo andare anche i più semplici mascheramenti diventano difficili da sostenere. Nelle relazioni interpersonali fingersi diversi da quello che si è, provoca disagio in chi si maschera e straniamento in chi è coinvolto nell’interazione.

Si può anche riuscire, in qualche modo, a sostenere delle relazioni e a mantenere amicizie e legami amorosi, comportandosi come se si fosse diversi da come si è, ma spesso ci si ritrova a vivere in una impasse, che non permette evoluzioni, cambiamenti, crescite, miglioramenti.

Dobbiamo rivalutare noi stessi e non aver paura di mostrarci per come siamo.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Rivoluzioni personali..

“La vera rivoluzione dobbiamo cominciare a farla dentro di noi.”


Che Guevara
Photo by Stanislav Kondratiev on Pexels.com

Le rivoluzioni più durature sono quelle che nascono dal profondo.

Ma le “rivoluzioni interne” sono anche quelle più complesse da portare avanti.

dott. Gennaro Rinaldi

Un caffè (freddo) con i dottori – Rubrica settimanale –

Vi va di prendere un caffè (freddo) con uno psicologo – psicoterapeuta?

immaginate…”Due poltroncine, un ombrellone, il suono del mare, un bel tramonto all’orizzonte e due tazze con caffè freddo per iniziare…”

Ilpensierononlineare inizierà da oggi una nuova rubrica settimanale, pensata e dedicata a voi.

Ecco il link alla pagina che potrete trovare anche nel menu superiore della nostra home.

Un caffè (freddo) con i dottori – Rubrica settimanale – | ilpensierononlineare

Ansia e procastinazione.

Oggi vorrei parlarvi di una cosa molto comune in particolare tra gli studenti universitari, ma non solo: l’ansia da valutazione. Questa “tipologia” di ansia, può incidere così tanto su uno studente, da arrivare a “costringerlo” a rinviare un’infinità di volte un esame.

Il ritardo con cui si decide di affrontare la prova, dipende da numerosi fattori tra i quali il grado di pericolosità percepita e la tendenza, che tante persone hanno, a rimandare scelte e decisioni: la procastinazione.

Da alcuni studi effettuati all’Università di La Verne, in California, si è potuto dedurre che la severità della valutazione interagisce con la tendenza individuale alla procastinazione in maniera complessa. Ciò vuol dire che gli studenti che hanno una maggiore predisposizione alla procastinazione tenderanno ad essere più condizionati da una “probabile” valutazione severa del loro compito o del loro esame. Gli stessi studenti, invece, alle prese con un compito e una situazione poco minacciosa e severa, saranno addirittura più veloci degli altri studenti.

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La procastinazione potrebbe essere ridotta, provando a controllare e gestire l’ansia da valutazione sui temperamenti individuali. Infatti, i grandi procastinatori, hanno in genere alti livelli di perfezionismo e insicurezza circa le proprie prestazioni; risentono – inoltre- moltissimo del giudizio altrui e delle valutazioni severe.

In genere un supporto psicologico mirato può dare ottimi risultati e quindi aiutare i grandi procastinatori a gestire meglio l’ansia, comprendere la fonte delle proprie incertezze e insicurezze, e trovare nuove strategie di adattamento agli esami.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Nella vita non c’è nulla da temere..

“Nella vita non c’è nulla da temere, solo da capire”

Margherita Hack

Se solo varcassimo quel muro fatto di incomprensioni e vincoli per capire cosa c’è fuori la porta delle nostre convinzioni, allora potremmo avere la possibilità di comprendere.

Io, me lo chiedo ogni giorno quanto costa vivere o semplicemente quanto costa un sogno. Il problema non è quanto ti serve, ma quando ne hai bisogno di quella vita “normale”, ma qui cos’è “normale”, in fondo?!

PeppOh

dott. Gennaro Rinaldi

La fiducia

“Puoi rimanere deluso se ti fidi troppo, ma vivrai nel tormento se non ti fidi abbastanza”. 

Frank Crane

La fiducia potrebbe essere definita come una condizione personale ed interpersonale di rassicurazione ed affidabilità per il mondo circostante o anche nei confronti di una o più persone. Questa condizione influisce in maniera decisamente positiva sul comportamento e aiuta ad affrontare il mondo e le persone senza atteggiamenti di chiusura, sospetto, scetticismo, rifiuto e inquietudine. La fiducia in determinati casi è un buon antidoto al malessere psicologico.

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Erikson e poi Winnicott e Balint indicarono con il termine “fiducia di base” un periodo della vita dello sviluppo del bambino (riferito allo stadio orale) durante il quale il bambino ha la percezione di essere accolto, contenuto e benvoluto dall’ambiente in cui vive e dalle persone che lo accudiscono. Questa condizione di “fiducia di base” gli consentirà di sentirsi al sicuro in un ambiente affidabile e inoltre gli permetterà di poter riconoscere situazioni inaffidabili e negative. In questo periodo dello sviluppo psicologico, emotivo e cognitivo del bambino, se ci saranno condizioni di vita difficili e traumatiche potrebbero poi ripercuotersi sulla stabilità emotiva del bambino e quindi portare a sintomatologie depressive e nevrotiche.

Quindi dare la possibilità (anche se è una seconda o una terza) a se stessi di potersi fidare di qualcuno o di qualcosa, può aprirci nuove prospettive di vita e quindi aiutarci a comprendere che le delusioni sono spesso occasionali e fanno parte della vita, e che possiamo nuovamente fidarci di qualcuno se solo lo vogliamo.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi