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Pillole di Psicologia: L’apprendimento

L’apprendimento è un processo psichico che consente la modificazione di un comportamento a seguito di una esperienza ripetuta. In seguito ad una esperienza si ha quindi un cambiamento durevole del comportamento.

 L’apprendimento è abbastanza legato al concetto di adattamento che è la capacità fondamentale di un individuo nel riuscire a modificare il proprio comportamento in base all’ambiente in cui esso vive, ciò è essenziale anche alla sopravvivenza.

L’apprendimento non riguarda solo l’acquisizione di nuove competenze, ma anche di atteggiamenti, valori , abitudini.  L’approccio comportamentista sostiene che l’apprendimento avvenga con l’associazione tra eventi o stimoli e le risposte dei soggetti.

Le teorie cognitiviste, di contro, sostengono che l’apprendimento avvenga attraverso un processo di elaborazione intelligente degli stimoli presenti nell’ambiente.

In particolare per i comportamentisti ciò che viene appreso è una copia di ciò di cui si è fatto esperienza per i cognitivi, invece il soggetto utilizza diverse funzioni cognitive per elaborare stimoli nuovi.

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Skinner attraverso i suoi studi (skinner box), teorizzò il condizionamento operante: l’acquisizione di un comportamento e quindi un apprendimento avviene a condizione che la risposta operante sia seguita da un rinforzo, ciò determina la probabilità che quel determinato comportamento sia ripetuto.

Thorndike considerò, invece, l’apprendimento come un processo per tentativi ed errori. Questa osservazione portò alla formulazione della legge dell’effetto, secondo la quale un comportamento è più probabile che venga ripetuto se produce effetti soddisfacenti, al contrario, se gli effetti sono ritenuti insoddisfacenti il comportamento non verrà ripetuto.

Tolman propose un concetto diverso e meno riduzionista, sostenendo la presenza di mappe cognitive capaci di far scegliere attraverso il principio del minimo sforzo sempre la strada più breve e semplice. Per raggiungere uno scopo anche senza la presenza di incentivi vi era quindi un apprendimento latente.

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dott. Gennaro Rinaldi