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Prime riflessioni sulla metapsicologia/Il Progetto di una psicologia scientifica.

La scrittura del Maestro.

Il principale problema fu per Freud far comprendere cosa fosse lo psichismo e il funzionamento di quell’apparato che identifichiamo come psiche. Il problema risiedeva nel fatto che lo psichico, non combaciava con i consimili “anima, spirito”.

Per rispondere alla domanda “cosa è lo psichico”, possiamo rimandare ai suoi contenuti ovvero le nostre rappresentazioni, le percezioni. Lo psichico in sé è tuttavia inconscio, pertanto descrivere lo psichismo vuol dire rappresentarlo in modelli e i modelli teorici che Freud aveva a disposizione facevano capo al modello neurofisiologico.

Il progetto, 1895.

L’intenzione di Freud era quella di dare, della psicologia, una spiegazione come scienza naturale; è per questo motivo che Freud decise (inizialmente) di fondare la psicologia su presupposti teorici e metodologici della neurofisiologia.

In realtà (come testimonia il carteggio fatto con Fliess), il tentativo di dare una base neurofisiologica alle nevrosi, fallì.

Nonostante fosse prerogativa dell’epoca cercare di ridurre i fenomeni psichici a fenomeni neurofisiologici, Freud ne “l’Inconscio” sostiene che tutti i tentativi di stabilire che le rappresentazioni sono accumulate in cellule nervose, sono falliti. Le idee principali che si incontrano leggendo il Progetto sono:

  • I neuroni sono gli elementi di base del sistema psichico.
  • C’è una relazione tra funzioni nervose e attività psichica.
  • Ci sono due tipi di funzionamento: il processo primario (che indica come la funzione primaria del sistema nervoso sia la scarica a cui viene connessa con l’esperienza del piacere) mentre il dispiacere/dolore viene ricondotto ad un incremento delle cariche che riconducono al processo secondario.

Freud definisce processo primario “l’investimento di desiderio portato fino all’allucinazione” mentre processo secondario “tutti quei processi che sono resi possibili da una buona carica dell’Io e che funzionano da moderatori del processo primario”.

Immagini originali studi fisiologici Freud. Sigmund Freud Museum, Berggasse 19, Wien.

Continua.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Freud

“Le emozioni inespresse non moriranno mai. Sono sepolte vive e usciranno più avanti in un modo peggiore”

Sigmund Freud
Sigmund Freud – immagine web

“I sogni cedono il posto alle impressioni di un nuovo giorno come lo splendore delle stelle cede alla luce del sole.”

Sigmund Freud
immagine personale – Bergasse 19, Vienna

“Probabilmente il futuro stabilirà che l’importanza della psicoanalisi come scienza dell’inconscio oltrepassa di gran lunga la sua importanza terapeutica.”

Sigmund Freud
immagine personale – Bergasse 19, Vienna

Sigmund Freud, neurologo, psicoanalista, filosofo è stato uno dei pensatori più influenti del secolo scorso. Il suo pensiero e la sua teoria psicoanalitica sono state determinanti per lo sviluppo della Psicologia come scienza.

Freud muore a Londra il 23 settembre del 1939.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Freud e l’ “Introduzione alla Psicoanalisi”

Tra il 1915 e il 1917 Sigmund Freud tenne una serie di lezioni all’Università di Vienna. A queste lezioni, nel 1932 ne furono aggiunte altre da Freud che introducevano altre interessanti osservazioni cliniche e teoriche, poi raccolte in un unico manuale (con 35 lezioni) intitolato: “Introduzione alla Psicoanalisi”.

Come presentò Freud la Psicoanalisi?

La Psicoanalisi può essere definita in prima istanza, un procedimento per il trattamento medico delle malattie nervose. Si nota subito l’ammissione di Freud per una metodologia complicata in tutte le sue sfaccettature. Prima di un trattamento si è soliti prospettare al paziente le difficoltà del metodo la sua lunga durata, gli sforzi e i sacrifici che costa, ma anche l’improponibilità di una certezza sul risultato, che, difatti, dipende dal comportamento, dalla comprensione e dalla perseveranza del paziente.

Per quanto riguarda l’insegnamento della pratica analitica, nonostante Freud sottolinei l’importanza assoluta delle parole e quindi del colloquio, anche al solo fine didattico, ritiene sia impossibile portare gli studenti ad un confronto diretto con la situazione analitica. Già da qui è possibile constatare l’importanza del legame emotivo che viene stipulato tra l’analista e il paziente, questo non può essere interrotto o corrotto in alcun modo, renderebbe nullo il lavoro e bloccherebbe il paziente.

Residenza di Sigmund Freud – Vienna (immagine personale)

Secondo Freud, il modo migliore per cominciare ad imparare la psicoanalisi è “su sé stessi, mediante lo studio della propria personalità”

La psicoanalisi quindi esula da ogni spiegazione preconcetta di natura anatomica, chimica o fisiologica, essa “deve operare esclusivamente con concetti ausiliari di natura meramente psicologica”.

“Con due delle sue affermazioni la psicoanalisi offende il mondo intero e ne attira l’avversione”, la prima è che i processi psichici sono di per sè inconsci, di tutta la vita psichica i processi consci sono solo una minima parte; la seconda e che i moti pulsionali (sessuali), hanno una grandissima parte nella determinazione delle malattie nervose e mentali. Tali impulsi forniscono un contributo che non va sottovalutato alle più alte creazioni culturali, artistiche e sociali dello spirito umano. L’avversione a tali affermazioni, Freud lo spiega così: la civiltà umana si è formata sotto l’urgenza delle necessità vitali a spese del soddisfacimento delle pulsioni. Quando il singolo entra a far parte della società ripete il sacrificio del soddisfacimento delle pulsioni a favore della società. Tra le forze pulsionali, quelle sessuali hanno un ruolo importante, esse vengono sublimate, distolte dalle loro mete sessuali e rivolte a mete socialmente superiori, non più sessuali. C’è il pericolo che queste pulsioni si rifiutino di essere impiegate in quel modo, la società quindi non ama il fatto che le si rammenti questa instabile componente del suo fondamento.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Nel Film “A Dangerous Method” (link del film) è raccontata una parte della storia della Psicoanalisi (anche se un po’ romanzata). La contrapposizione tra il “maestro” Freud e l'”allievo” Jung. Il film non è completamente aderente alla realtà dei fatti, ma è comunque molto interessante e ci riporta agli esordi dell’applicazione della tecnica Psicoanalitica e alle prime divergenze tra i protagonisti.

I riferimenti riportati nell’articolo si riferiscono alla prima parte di un lavoro fondamentale: “Introduzione alla Psicoanalisi” – Sigmund Freud