Archivi tag: visione ottimistica

L’Ottimismo: il bicchiere mezzo pieno.

L’ottimismo non è un’illusione psicologica, non riguarda nulla di improbabile e non deve essere confuso e circoscritto a sinonimo di “entusiasmo forzato” e quindi di un atteggiamento personale che porta alla negazione della realtà. Le persone con un atteggiamento ottimista verso la vita sono perfettamente coscienti dei problemi, ma li affrontano e provano a risolverli in maniera costruttiva, senza autodisprezzo o fatalismo.

Il vero ottimista non è quello che mostra un sorriso beato e per molti versi falso, non è l’incosciente o lo strafottente; il vero ottimista ha sostanzialmente fiducia nelle proprie capacità di gestire le situazioni, sa che può contare su se stesso o su un aiuto, non si irrigidisce nelle sue posizioni e nelle sue idee, non arriva a conclusioni affrettate e conosce i propri limiti.

Alcuni studi hanno dimostrato che l’essere ottimisti rende in generale le persone più “felici” della media. Inoltre le donne, ad esempio, con uno stile di approccio alla vita ottimista, sono meno predisposte a sviluppare una depressione post partum e reagiscono con più efficacia alle cure dopo un operazione. Un visione ottimistica e un approccio altrettanto ottimista ad una patologia rende più efficaci le cure, è stato infatti dimostrato che le persone ottimiste avrebbero difese immunitarie più efficaci della media.

Photo by Artem Beliaikin on Pexels.com

Ma possiamo essere sempre ottimisti in qualsiasi circostanza?

Probabilmente no. L’ottimismo e il pessimismo sono entrambi utili e questo ce lo dice l’evoluzione. Entrambi questi stati mentali sono utilissimi all’anticipazione (la tendenza naturale a prepararsi ad una situazione incerta e pericolosa) e quindi alla sopravvivenza. Infatti nella maggior parte delle situazioni in cui non vi è una minaccia imminente, l’ottimismo sembra essere la strategia migliore perché permette alle persone di orientarsi agli obiettivi, di raccogliere risorse personali e infine di orientarsi alla curiosità e quindi alle nuove opportunità.

Il pessimismo sarà invece molto utile quando si vive una situazione potenzialmente pericolosa, in questo caso l’essere temporaneamente pessimisti permette di concentrare tutte le risorse cognitive personali per far fronte alla minaccia. Il pessimismo permette anche di relativizzare la delusione che si prova quando si deve riconoscere che non si può raggiungere l’obiettivo che era stato deciso in precedenza.

L’ideale sarebbe poter essere flessibili e saper “utilizzare” l’essere pessimisti per il tempo necessario e l’essere ottimisti per il tempo restante. Flessibili ed equilibrati, senza sbilanciarsi verso un ottimismo forzato o un pessimismo rigido ed esasperante.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi