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Pillole di Emozioni: le fasi dello sviluppo emotivo.

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Greenspan (1997) ha proposto una successione di fasi, circa lo sviluppo emotivo:

  1. Dare un senso alle sensazioni (0-4 mesi): in questo livello, il neonato deve imparare a organizzare tutte le sensazioni che l’ambiente gli procura; sensazioni che inevitabilmente attiveranno delle risposte corporee. Egli dovrà acquisire il controllo sui movimenti, sulle sensazioni interne e sull’attenzione; dovrà inoltre imparare a mantenere la calma osservando e agendo sugli oggetti o eventi esterni. Alla fine di questo livello, il neonato avrà acquisito la capacità di regolare il proprio stato mentale.
  2. Intimità e relazione (4-8 mesi): nel momento in cui il bambino riesce a prestare attenzione a ciò che lo circonda, riesce a comprendere la presenza dell’altro. Nelle relazioni che allaccia con l’altro – in special modo il caregiver– il bambino inizia a discriminare la sfera umana dalla sfera degli oggetti inanimati.
  3. I germi dell’intenzionalità (8-12 mesi): la capacità di relazionarsi con l’altro, comprende l’essere in grado di scambiare con questo segnali e risposte. Durante tale periodo il bambino si impegna attivamente in gesti e espressioni al fine di partecipare a un dialogo preverbale. Da queste interazioni il bambino capisce che le sue azioni (e desideri) possono suscitare reazioni negli altri.
  4. Scopo e interazione (12-18 mesi): il collegamento tra emozione e azione porta il bambino a comprendere sempre di più di essere una persona che può ispirare nell’altro affetto e calore. In tale fase il repertorio gestuale si arricchisce e il bambino riesce a distinguere tra il proprio e l’altrui comportamento.
  5. Immagini, idee e simboli (18-24 mesi): la capacità di simbolizzazione acquisita permette al bambino di crearsi una immagine del mondo. E’ in questo momento che il bambino inizia a astrarre un sentimento a cui può dare anche un nome. Il raggiungimento di questa fase è dovuto sì alla crescita cognitiva ma tale sviluppo è frutto del piacere che lo stesso bambino trova nel comunicare agli altri le proprie emozioni e stati d’animo.

Lo sviluppo cognitivo e lo sviluppo affettivo-emotivo sono interdipendenti l’uno dall’altro, e innescano una serie di reazioni che potremmo quasi definire circolari.

Senza capacità ed espressioni emotive adeguate non si strutturerebbe una relazione sociale la quale, a sua volta, fornisce stimolazioni idonee allo sviluppo cognitivo; la crescita cognitiva permette – inoltre- una maggiore strutturazione ed espressione degli affetti e emozioni, andando a stipulare relazioni sociali qualitativamente diverse, a partire dalle quali si instaurano nuovi processi cognitivi, qualitativamente superiori, ai quali si agganceranno nuove capacità emotivo- relazionali.

Come affermano Waters e Sroufe (1983) “un bambino risulta competente non solo in virtù del suo livello di sviluppo sociale e cognitivo, ma nella misura in cui le capacità di regolazione emozionale consentono il coinvolgimento con l’ambiente disponibile”.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.