Il social cattivo: B. e il Cyber-Stalking

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Il post che voglio condividere oggi -con voi- è il tentativo di muovere la riflessione intorno ad un argomento che interessa tutti (il web e i social), partendo da una serie di colloqui clinici osservati. I colloqui concernono la storia di una ragazza che si è trovata a vivere sotto la minaccia della versione online del reato di stalking: il Cyber-stalking.

Buona Lettura.

Con il termine stalking (dall’inglese to stalk, fare la posta), si intendono tutta una serie di atti e/o condotte volti a danneggiare l’altro tramite persecuzioni continue, appostamenti in ogni luogo di vita, minacce, pedinamenti, telefonate continue a qualsiasi ora del giorno e notte, invio di messaggi dal contenuto offensivo e minaccioso, attenzioni indesiderate e così via.

Lo stalking è un reato ed è pertanto disciplinato dal Codice Penale entrando a far parte dell’ordinamento italiano con il Decreto Legge n. 11/ 2009 convertito dalla legge n.38/2009.

B. è una ragazza giunta presso lo studio a causa di forti attacchi di ansia e panico che stanno diventando sempre più invalidanti. La giovane è stata letteralmente portata di peso, dalla zia, presso la psicologa (la ragazza è talmente debilitata e stanca da avere difficoltà anche a stare in piedi).

B. racconta della sua passione per i social e del suo usare questi mezzi per fare pubblicità al suo lavoro. Inizialmente le cose sembravano andare bene, il riscontro da parte di terzi era forte

“Erano sempre tutti carini, con me, Dottoressa.. Mi svegliavo desiderosa di condividere il mio mondo con i miei seguaci.. La sera andavo a letto con la consapevolezza che un domani.. tutti gli sforzi fatti avrebbero portato a qualcosa.. Togliendo del tempo alla mia vita oggi.. ne guadagnerò qualcosa domani”.

All’improvviso però qualcosa cambia.

B. comincia a trovare commenti sempre più pressanti da parte di account nuovi; la giovane racconta di un improvviso incremento dei followers, un incremento anomalo anche perché i nomi di questi nuovi seguaci erano alquanto bizzarri

“Erano nomi dal suono vagamente esotico, con delle immagini profilo davvero inquietanti”.

Lentamente B. si trova in una spirale di ansia crescente. La ragazza racconta che ogni giorno trovava nella casella della posta immagini sue – modificate- in cui la si vede nuda oppure comincia a trovare foto – reali- di quando lei si trovava in bagno in procinto di lavarsi. La giovane comincia a sperimentare la sensazione di non sentirsi al sicuro:

in qualsiasi orario e in qualsiasi posto, io mi sentivo esposta.. Dottoressa.. Ha presente il sogno che quasi tutti facciamo almeno una volta, in cui hai paura di essere uscito nudo, in mezzo alla strada?

Ho sempre condiviso molte foto con i miei followers, foto di me che mostrano il mio lavoro; foto intervallate da qualche immagine della quotidianità .. tipo io che vado al mare con Brick, il mio cane.. Ma non è mai successo niente. Ho sempre immaginato – forse stupidamente- che condividendo io, specifiche immagini, ne potessi avere il controllo.. invece ho capito che le persone sono cattive e che online nulla è come sembra.

La polizia di stato ci informa dei rischi cui si va incontro quando si diventa vittime di cyber stalking: Il cyber stalker approfitta dell’effetto cassa di risonanza offerto dal web, per tormentare e denigrare la vittima. La finalità è quella di indurre uno stato di costante ansia e paura nell’altro. Le offese, minacce, insulti, ricatti, etc., possono minare seriamente il benessere psicologico della vittima, anche qualora il cyber stalker esista “solo” nella realtà virtuale .

B. trema quando parla, prova vergogna e imbarazzo per qualcosa che sente, poteva essere controllato “sono io una stupida che crede sempre alla bontà delle persone”.

La sensazione di sporco e vergogna la spinge a lavarsi continuamente le mani per non pensare “se solo avessi tenuto a bada le mani.. invece no! ho dovuto premere quel fottuto tasto di condivisione!”.

L’ansia crescente diventa panico così forte da sperimentare -in prima persona- come clinica, la sensazione di mancanza di ossigeno.

Il passo più importante è stato mosso da B: ha chiesto aiuto nonostante la vergogna e la difficoltà che prova -ora- anche nel fisico (la ragazza appare palesemente sottopeso).

B. ha chiuso i social, ha sporto denuncia ed è attualmente in cura per recuperare il proprio benessere psicologico, altamente compromesso.

B. si è sentita per mesi come una pedina nelle mani di uno scacchiere invisibile; pedina dal destino incerto; in bilico sull’incrocio dei quadrati della scacchiera invisibile diventata però reale, all’interno dei circuiti del cyber spazio, con il rischio di annegare nel mare del web.

Il percorso seppur lungo, non è impossibile.

Servirà del tempo per imparare le strategie che risulteranno maggiormente adattive e vincenti, per le sue (future) partite.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

27 pensieri su “Il social cattivo: B. e il Cyber-Stalking

    1. Giusy Autore articolo

      lo so.. me ne rendo conto.. ma credo che serva portare queste esperienze all’attenzione di tutti, visto che usiamo anche noi un mezzo informatico 🙂 la prevenzione non è mai troppa. buona pomeriggio inoltrato 🙂

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  1. maxilpoeta

    poverina quella fanciulla, mi ha fatto pena leggere la sua storia, purtroppo comune a molte altre simili del giorno d’oggi. I social sono una cosa bellissima ma, come in questo caso, possono anche avere risvolti negativi. Se li si gestisce in maniera intelligente tutto appare meno grave, ma per molte ragazze colte dall’ansia e dalla paura dell’invisibile, questo stato di cose può degenerare velocemente, come nel caso che hai citato. Speriamo per lei che possa rifarsi una vita serena, lontana dalle paure di questo frangente di vita..

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    1. Giusy Autore articolo

      per fortuna ha avuto la forza e la fiducia nel chiedere aiuto; spesso le vittime si chiudono a tal punto da giungere a gesti estremi. Indubbiamente il percorso è lungo ma con un lavoro a 360 gradi, è fattibile. Circa i social.. come dicevo.. ci vuole intelligenza e cura di sé 🙂

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    1. Giusy Autore articolo

      dobbiamo imparare ad avere cura del nostro mondo e della nostra immagine.. diciamo che ognuno è libero di scegliere in chi o cosa credere.. ma.. visti i tempi.. porterei un occhio in più di riguardo.. nell’online. Buona serata

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    1. Giusy Autore articolo

      e anche qui.. il discorso diventa immenso.. 🙂 Credo che l’umano sia cambiato e si sia modificato profondamente.. Il mondo social è indubbiamente pericoloso.. serve avere cura di sè, ad ampio raggio. Certo non c’è il male ovunque.. ti dico che tante volte.. un pò di intuito in più serve ad evitare grossi problemi.

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      1. Giusy Autore articolo

        Maiiiii ahahahahaa! Mi voglio troppo bene per affidarmi alla barbarella nazionale. Resto dove sto… anche se molti non comprendono, almeno so chi sono!😁

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  2. Pingback: Ospedali telematici… | ilpensierononlineare

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