Narcisismo al cinema

In questi mesi abbiamo descritto in alcuni articoli le diverse sfaccettature del narcisismo, a partire dagli studi fino alle implicazioni Cliniche degli aspetti patologici delle personalità narcisistiche.

Oggi vi propongo uno spaccato cinematografico che attraverso due maschere, due personaggi molto conosciuti può raccontarvi in maniera più diretta questo disturbo di personalità.

Parliamo di Tony Stark, protagonista di “Iron Man” e di Miranda Priestley, protagonista del film “Il Diavolo veste Prada”. Proviamo a guardare a fondo a le loro storie per comprendere al meglio da dove nasce il loro narcisismo.

Iron Man nasce in Afganistan. Tony Stark è un miliardario visionario, un genio, ma anche un grande patriota americano. Viene idolatrato dai soldati, sempre elegante, nodo alla cravatta allentato, occhiali da sole a specchio e whisky in mano. Si presenta come un uomo sfrontato, esibizionista e seduttore. Il narcisista potrebbe proprio apparire così. Toni Stark non fa altro che esagerare con la sua eleganza e sottolinea spesso la sua genialità, gira con una macchina lussuosa. Non disdegna la platea e la folla che lo acclama, ama essere protagonista con le donne e ama sedurle e affascinarle.

Iron Man – Tony Stark (immagine google)

In Iron Man 2 la sua entrata in scena è paradigmatica: sul palco della “Stark Expo”, elegantissimo nella sua nuova armatura dice: “non voglio dire che il mondo conosce il più lungo periodo di pace ininterrotta grazie a me”.

Nel caso di Miranda Priestley è un po’ diverso il modo di esprimere la propria superiorità agli altri. Infatti, a differenza di Tony Stark, che pare godersi la vita e la sua opulenza; Miranda pare invece più bisognosa di un lusso che la porti invece lontana dalla gente comune. Per tutto il film infatti il suo personaggio tende a scappare dagli altri, è condiscendente e spesso irritata dal contatto con gli altri. Molto significativa è la scena in cui assistendo all’anteprima (realizzata per lei) della collezione di uno degli stilisti sue creature, praticamente “distrugge” con il proprio atteggiamento le ultime creazioni, squalificando tutto il lavoro fatto. Accoglie la nuova assistente, sbagliando continuamente il nome e le anticipa che probabilmente andrà a finire (male) come le altre che l’hanno preceduta. La sua frase di commiato “è tutto!” è il massimo del disprezzo narcisistico, rappresenta infatti il totale disinteresse all’opinione o al pensiero dell’altro.

Il Diavolo veste Prada – Miranda (immagine google)

Nonostante in entrambi i film venga poco rappresentato il vuoto, la noia e la solitudine, la si può comunque percepire e in effetti rappresenta quella che è la vera esperienza narcisistica. Il narcisista vuole infatti sfuggire al buio del proprio vuoto e la sua ricerca di ammirazione è un tentativo disperato di sfuggire al timore di essere ostacolato e quindi anche privato di quelle cose che non vuole perdere e che dal suo punto di vista gli spettano di diritto.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Se ve li siete persi ecco i link degli altri articoli che parlano di Narcisismo: “Narcisismo sano e Narcisismo Patologico” ; “Narcisismo: I primi studi” ; “Narcisismo del Potere e Umorismo” ; “Disturbo Narcisistico di Personalità

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3 pensieri su “Narcisismo al cinema

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